Piazza Affari, i titoli più esposti al conflitto secondo analisti

L’aumento dei costi dell’energia rischia di provocare in impatto negativo sull’intera economia italiana poiché l'Italia è fortemente dipendente (oltre il 70%) dalle importazioni.
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Mercati in forte calo
Tempesta sui mercati questa mattina dopo l'inasprimento delle tensioni geopolitiche dovuto agli attacchi all'Iran da parte di forze Usa e israeliane e la risposta di Teheran, che ha colpito alcuni Stati del Golfo.
L’apertura europea di questa mattina vede il Ftse Mib arrivare a cedere il 2%, con gli altri indici europei in scita, tra cui il Dax, il Cac 40 e l’Ibex 35, tutti in calo tra l’1 e il 2%.
Protagonisti assoluti sono i prezzi del petrolio, con guadagni che toccavano la doppia cifra, e il Brent sfiorava gli 80 dollari, mentre il greggio WTI si portava vicino ai 75 dollari al barile.
Per gli analisti di Barclays "l'escalation USA/Iran aumenta il rischio di stagflazione" e il fatto che l'azionario europeo fosse sui massimi "aumenta la vulnerabilità in uno scenario di guerra non chiaro". Ad ogni modo, commentano gli esperti, "una guerra protratta e l'aumento del" prezzo del "petrolio non sono nell'interesse di Trump".
L’impatto dell’energia
Sull’andamento del Ftse Mib pesano le conseguenze del rialzo dei prezzi dell’energia. "In caso di uno shock prolungato del petrolio e del gas potrebbe esserci un impatto negativo sull'intera economia italiana, poiché l'Italia è fortemente dipendente (oltre il 70%) dalle importazioni di energia”, secondo gli analisti di Banca Akros.
“In particolare, in caso di stagflazione, i settori maggiormente colpiti sarebbero l'automotive, l'industriale, il lusso e il retail, mentre l'impatto sulle banche dipenderà dall'effetto combinato della variazione del Pil rispetto alla politica monetaria”, proseguono gli esperti.
“Le società energetiche, in particolare quelle di esplorazione e produzione, oil services e utility, sarebbero le principali beneficiarie", prevedono da Banca Akros.
A Milano, infatti, Eni arrivava a guadagnare il 4%, toccando un massimo di 20,77 euro, mentre proseguono di slancio i titoli dell’utilities quali Italgas (+2,20%), A2A (+1%) Snam (+0,50%) e Terna (+0,50%).
Il settore consumer e il lusso
Luci anche sul settore consumer, particolarmente colpito. "Tra i titoli consumer più esposti direttamente all'area" del Medio Oriente "ci sono Ferretti (29% dei ricavi), Sanlorenzo (9%), Technogym (circa 10%)”, calcolano da Equita. Tra queste, le vendite vedono Ferretti cedere oltre il 2%, Sanlorenzo crollare del 5% e Technogym a -1,80%.
Altro settore particolarmente colpito è quello del lusso: Ferrari a -3%, Brunello Cucinelli -4,50%, Salvatore Ferragamo -4%, Moncler -4,50%, De' Longhi -2%, Safilo -2,5% ed EssilorLuxottica -2%.
Il comparto è “mediamente esposto intorno al 5% (Prada e Ferrari media singola cifra, Brunello Cucinelli e Salvatore Ferragamo bassa-media singola cifra, Moncler bassa singola cifra). De' Longhi 5%, Safilo G. 2%, EssilorLuxottica 1%. Da verificare gli impatti indiretti sulla consumer confidence globale, con lusso, retail (Ovs), media (Mfe) potenzialmente esposti mentre gaming (Lottomatica) tendenzialmente resilienti, e sui costi logistici. Campari non è esposta all'area", commentano gli analisti di Equita.
"Il Medio Oriente pesava per circa il 6% delle vendite di beni di lusso personali nel 2025 e aveva sovraperformato le altre regioni in termini di crescita, trainato da Dubai, Abu Dhabi e Arabia Saudita", secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo. Inoltre, aggiungono gli esperti, le tensioni geopolitiche "aumentano l'incertezza sull'economia globale e di conseguenza sulla ripresa della domanda di beni di lusso".
Stellantis la peggiore
Tra gli industriali, Stellantis arriva a cedere oltre il 5%, a 6,587 euro, la peggiore del Ftse Mib di questa mattina.
Sul fronte dei fondamentali della casa automobilistica, Citi ha abbassato il prezzo obiettivo sull'azione da 9 a 8 euro, con rating neutral, dopo aver "nuovamente ridotto le stime" sui margini e di riflesso sull'Eps 2026-2027.
"Volumi globali di auto in Medio Oriente circa 2%. Il rischio principale" connesso alla situazione geopolitica è "quindi da consumer confidence", commentano gli analisti di Equita.
Difesa in evidenza
Sulla Difesa, luci su Leonardo (+5%), anche in attesa per la possibile assegnazione del contratto britannico da circa 1 miliardo di sterline per elicotteri militari e nuovo patto parasociale che consolida il 21% del capitale. Tra gli altri titoli di Milano del comparto, positive anche Fincantieri (+3,40%), Avio (+2,60%) e Cy4gate (+2%).
Secondo alcune società di intermediazione internazionali come JM Financial, le azioni del comparto difesa potrebbero beneficiare di maggiore interesse da parte degli investitori in caso di escalation prolungata del conflitto, spostando l’attenzione del mercato da una logica di utili a una trading driven dai prezzi del petrolio e dai rischi geopolitici.
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