Plug Power inciampa nel 4Q. Confermate le ottime prospettive


Nel 2022 il fatturato crescerà solo del 50% e non del previsto 80%. Il Ceo ribadisce l’obiettivo di 5 miliardi di ricavi nel 2026. Il fondo norvegese DNB Asset Management aumenta la quota.


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Slittata al 2023 la consegna di alcuni importanti progetti

Battuta d’arresto della travolgente cavalcata rialzista di Plug Power,  la società americana leader nella tecnologia dell’idrogeno. Mercoledì 25 gennaio il titolo ha chiuso al Nasdaq in calo del 2,3%, a 16,34 dollari, con un recupero nel finale dopo avere accusato a metà seduta un ribasso superiore al 5%. Gli investitori ci hanno messo qualche ora per metabolizzare le comunicazioni della società, che ha annunciato una revisione della previsione di ricavi del 2022: la crescita del fatturato per l’intero anno sarà del  45-50% e non dell’80% come indicato nei mesi scorsi.

Il rallentamento è causato dal ritardo di alcuni importanti progetti, la cui consegna è slittata a quest’anno a causa di esigenze diverse di timing dei clienti. In una call con gli investitori, il Ceo Andrew Marsh ha detto che i rinvii peseranno in modo particolare sui conti del quarto trimestre 2022, che si è rivelato “più difficile del previsto”.

Dall’inizio dell’anno titolo in rialzo del 34%

Plug Power resta uno dei titoli più brillanti del Nasdaq di questo breve periodo del 2023, con un rialzo dall’inizio dell’anno del 34%, dopo un pesante 2022 in cui la quotazione si è più che dimezzata (-56%). La forte accelerazione nel nuovo anno è stata innescata da un tris di notizie positive. Vediamole:

  • Il 10 gennaio Plug Power ha annunciato un contratto per fornire a TC Energy  due impianti per la liquefazione dell’idrogeno da 30 tonnellate al giorno. TC Energy è un colosso canadese dell’energia, che opera in Canada, Usa e Messico soprattutto nel trasporto di gas e petrolio (possiede gasdotti per 92.000 chilometri). Inoltre si occupa di produzione e stoccaggio di energia. Con una  densità energetica superiore a quella dell'idrogeno gassoso, l’idrogeno liquido è più facile da trasportare e da utilizzare.
  • Il 23 gennaio Nikola, società con cui Plug Power ha stretto un’alleanza produttiva per realizzare mezzi di trasporto pesanti alimentati a idrogeno, ha ricevuto da GP Joule un ordine per 100 camion a idrogeno.
  • Pochi giorni fa Barron’s ha rivelato che il fondo di investimento norvegese DNB Asset Management ha accresciuto la sua posizione in Plug Power comprando altre 243mila azioni, che portano il totale della posizione di DNB a 2,1 milioni di azioni.

Per il 2023 previsti ricavi a 1,4 miliardi di dollari

Nella call di ieri con gli investitori il Ceo Marsh ha confermato gli importanti obiettivi di crescita di Plug Power. Ha ribadito l’obiettivo di ricavi del 2023 a 1,4 miliardi di dollari, leggermente superiore alle stime degli analisti (1,37 miliardi). Andando più in là nel tempo, il Ceo ha parlato di 5 miliardi di dollari di ricavi nel 2026 e 20 miliardi nel 2030.  Questi obiettivi così ambiziosi sono favoriti dalla politica del governo americano che quest'estate ha approvato con l’Inflation Reduction Act un piano di sostegno finanziario molto importante per la tecnologia dell’idrogeno, riassumibile in tre dollari di sconto fiscale per ogni kg di idrogeno prodotto o consumato.

Per gli investitori, quindi, Plug Power è una scelta di lungo periodo. Oggi i conti sono pesantemente in rosso, con una perdita prevista per il 2022 di 620 milioni di dollari su ricavi per 822 milioni. L’Ebitda dovrebbe diventare positivo nel 2024.

Le valutazioni degli analisti

Ma il mercato guarda alle prospettive future e oggi valuta Plug Power 9,5 miliardi di dollari, una capitalizzazione (la società non ha debito) che corrisponde a 6,9 volte i ricavi previsti per il 2023. Su 31 analisti che coprono il titolo, 23 hanno una raccomandazione Buy o Outperform la media dei target price è di 28 dollari, un prezzo più alto del 73% rispetto alla quotazione attuale.

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Titolo:
Codice: NASDAQ:PLUG
Isin: US72919P2020
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