Poste Italiane verso l’acquisizione del gigante della logistica Plurima

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La società si sarebbe aggiudicata l’asta per ottenere la maggioranza di Plurima, dopo averne valutato l’intero capitale circa 100 milioni di euro.


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Le indiscrezioni sull’operazione

Poste Italiane starebbe rilanciando nel settore della logistica attraverso l’acquisizione di Plurima, società che offre servizi di outsourcing della gestione documentale per la sanità pubblica e privata, oltre a quelli di logistica integrata, gestione di magazzini farmaceutici e dei trasporti sanitari.

Secondo quanto scrivono l’agenzia Reuters e il Sole 24 Ore, Poste Italiane avrebbe vinto un’asta per la vendita della società (gestita dall’advisor Vitale), valutando il 100% di Plurima circa 100 milioni di euro.

L’operazione porterebbe Poste Italiane a diventarne il principale azionista, mentre la famiglia Marconi, attuale socio di maggioranza di Plurima, ridurrebbe la propria quota e il private equity francese Siparex uscirebbe dal capitale.

L’asta aveva attirato l’attenzione di diversi fondi italiani di private equity, tra cui Chequers Capital, Clessidra, Itar Capital, il Fondo Italiano d’investimento e Nextalia, ma, secondo fonti del Sole, alla fine avrebbe prevalso Poste Italiane.

Interrogate sulla vicenda, nessuna delle due società coinvolte ha voluto rilasciare dichiarazioni, mentre non è ancora arrivata nessuna comunicazione ufficiale.

Un colosso della logistica

Plurima rappresenta un vero e proprio colosso italiano nel settore della logistica ospedaliera, con 800 persone impiegate complessive raggiunte dal 2008 quando erano solo 200.

Il fatturato ha raggiunto i 61 milioni di euro, grazie anche ai suoi punti logistici collocati in tutta Italia e una flotta da 270 mezzi di trasporto attivi nel 2020.

Il gruppo svolge al 70% attività di logistica ospedaliera e il restante di gestione documentale per la sanità pubblica e privata, mentre gestisce servizi nelle principali aziende sanitaria nel nord Italia.

I clienti di Plurima sono arrivati a circa 600 realtà importanti, sia nel pubblico che nel privato.

Nel 2019 era stata rilevata LogOs, una società specializzata in logistica sanitaria facente parte del gruppo Zanardo Servizi Logistici.

Poste e Cdp

Nei giorni scorsi erano stati diffusi ulteriori dettagli dell’accordo di distribuzione tra CdP e Poste Italiane sul risparmio postale.

L’intesa viene calcolata, in termini commissionali, fra 1,6 e 1,85 miliardi di dollari su base annua per il periodo 2021-2024.

Nel dettaglio, l’accordo prevedrebbe una remunerazione in favore di Poste Italiane collegata al raggiungimento di target annuali di raccolta netta complessiva che non dovrà superare i 12 miliardi di deflussi netti nei 4 anni, su uno stock che al 30 settembre 2021 era di 318,8 miliardi di euro.

Nel caso in cui Poste Italiane dovesse superare gli obiettivi annuali di raccolta netta complessiva, potrà richiedere un premio aggiuntivo fermo restando il cap degli 1,85 miliardi di euro, mentre uno scostamento superiore a 2 miliardi della raccolta netta comporterà una penalizzazione.

Secondo gli analisti di Equita Sim, Poste Italiane dovrà sottoscrivere titoli obbligazionari di nuova emissione di Cdp, con garanzia dello Stato Italiano, qualora al termine di ciascun anno la raccolta netta sia inferiore alla soglia di penalizzazione.

Alla luce dell’accordo, Equita confermava la view positiva su Poste Italiane con raccomandazione ‘buy’ e un target price di 14 euro, rappresentando un potenziale upside di circa il 20% rispetto alle quotazioni attuali del titolo a Piazza Affari, anche oggi fermo intorno quota 11,7 euro.


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