Powell gela tutti, anche la Cina


Il rialzo dei tassi di 50 punti base, già a maggio, suggellato ieri dal presidente della Federal Reserve, manda al tappeto il Nasdaq. Forti impatti anche sul mondo dei tassi di cambio. Ma a preoccupare i mercati è che non sarà l’unico aumento di 50 punti base, ma nei prossimi appuntamenti la Fed potrebbe essere più aggressiva. Impatto anche sul mondo dei cambi. Debole yuan e yen. Pechino interviene ancora sui mercati e riporta l’indice in territorio positivo.


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La Fed determinata a combattere l’inflazione

Oggi partiremo ad analizzare le parole di Jerome Powell, il numero uno della Federal Reserve appare molto più “falco” nella lotta all’inflazione con un rialzo dei tassi di 50 punti base a maggio. Gli osservatori economici sottolineano che dalle parole di Powell il mercato ha scorto la possibilità di ulteriori rialzi di 50 punti anche nei prossimi appuntamenti. Questo ha mandato al “tappeto” il Nasdaq che ieri ha aperto in territorio positivo per andare a chiudere in rosso del 2%.

Cina ancora debole, ma Pechino interviene

Il rialzo dei tassi ha importanti effetti anche sui tassi di cambi, con il dollaro sui massimi su yen e yuan. Proseguono i deflussi dai bond cinesi, mentre sull’azionario interviene il national teams cinese con acquisto di azioni e derivati per sostenere il mercato, come già avvenuto a marzo.

Tech e commodity

In forte calo tutti i tech, l’indice Fang+ in profondo rosso da inizio anno, si “difendono” solo Tesla e Apple.
Sul fronte commodity Morgan Stanley vede il petrolio a 130 dollari al barile a fine anno ma noi non ci crediamo. Mercati verso un’apertura in rosso.