Previsto avvio debole a Wall Street


I dati sul lavoro e le vendite al dettaglio diffuse oggi mostrano un lieve miglioramento dell’economia ma il focus resta sulla prossima stretta monetaria della Federal Reserve.


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Verso un’apertura in rosso

Incertezza prima del suono della campanella di Wall Street, tra dati macro e attese per una maxi stretta monetaria da parte della Federal Reserve.

Ieri i principali indici americani hanno chiuso in positivo, centrando un timido rimbalzo dopo il pesante sell-off di martedì: il Nasdaq ha guadagnato lo 0,7%, lo S&P 500 lo 0,3% e il Dow Jones lo 0,1%.I dati sul lavoro e le vendite al dettaglio oggi non hanno mosso i future sui principali indici di New York, ancora in calo di mezzo punto a circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni americane.

Il sentiment degli operatori continua a oscillare tra le speranze che l’inflazione abbia raggiunto il suo picco e le preoccupazioni che le strette monetarie delle banche centrali provochino una recessione.

Lavoro e vendite al dettaglio

Mentre l’eco dei dati sull’inflazione di agosto non smette di farsi sentire, oggi i dati economici dal fronte del lavoro mostrano un lieve miglioramento dell’economia americana.

Il Ministero del lavoro USA ha comunicato che le richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana del 9 settembre sono scese a 213 mila unità dalle precedenti 218 mila (rivisto), dato inferiore alle previsioni (226 mila).

Inoltre, l’indice Empire State a settembre è stato pari a -1,5 punti, in aumento rispetto al precedente -31,3 punti (la previsione era -13 punti), mentre il Philly Fed di settembre risulta calato a -9,9 punti, rispetto al precedente 6,2 punti (previsti 2,8 punti).

Per quanto riguarda l’altro settore al centro dell’attenzione per oggi, le vendite al dettaglio negli USA ad agosto sono aumentate dello 0,3% a 683,3 miliardi di dollari, invertendo la rotta rispetto al -0,4% del mese precedente (dato rivisto da +0%), risultato superiore alle attese degli analisti (+0,2%), mentre su base annua la crescita risulta del 9,1% (+10,3% a luglio).

Alle 15:15 verrà diffuso il dato sulla produzione industriale di agosto (precedente: +0,6% mese su mese; consenso: +0,2% mese su mese), il tasso di utilizzo degli impianti ad agosto (precedente: 80,3%; consenso: 80,4%), per poi concludere alle 16:00 con le scorte delle imprese a luglio (precedente: +1,4% mese su mese; consenso: +0,8% mese su mese).

I tassi di interesse

Con l’inflazione che sembra non voler mollare la presa, “si allontana il Pivot, ovvero il punto in cui i tassi avranno finito di salire invertendo la tendenza”, spiega Fabrizio Barini di Integrae Sim, confermando che “il rialzo di 100 punti base nella prossima riunione della Fed è sul tavolo”.

Nel caso di un maxi rialzo, questo significherebbe che il Pivot “verrà raggiunto in anticipo e il ribasso dei tassi è più vicino”, ha aggiunto Barini: “se così non fosse l'economia potrebbe cominciare a soffrire, allontanando gli Usa dal sentiero di crescita che rappresenta un altro dei dogmi della Fed. Se la tendenza è quella di rialzi di 75 punti base ogni mese, il target del 3,75-4,5% è prossimo. Oggi siamo all'1,75%”.

Azionario e opportunità di acquisto

Ieri i principali indici di Wall Street avevano recuperato dopo il sell off derivato dal dato sull’inflazione, ma la volatilità resta dietro l’angolo.

Secondo Federico Vetrella, Market Strategist di IG Italia, “il periodo di forte volatilità degli indici statunitensi è causato da un mix di elevate pressioni inflazionistiche e dall’aumento dei tassi di interesse e delle prospettive sulla tenuta futura dell’economia”.

Nonostante questo, Vetrella ritiene “che la reazione dei mercati sia esagerata visto che non vediamo una particolare debolezza nei fondamentali dell’economia a stelle e strisce ma anzi confidiamo nella strategia della Federal Reserve di privilegiare, nel breve termine, la stabilità dei prezzi rispetto alla tenuta del mercato del lavoro, ancora in ottima salute”.

Pertanto, conclude lo strategist, “le attuali valutazioni sul mercato azionario statunitense potrebbero rappresentare un’ottima opportunità di acquisto per gli investitori che ragionano con un’ottica di medio-lungo termine e che intendono aprire delle posizioni a quotazioni fortemente scontate”.

Di diversa opinione Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, secondo il quale l'inflazione costringerà la Fed ad alzare i tassi fino al 4,5%-6% (ora sono al 2,25%-2,50%) e ha avvertito che, anche se si restasse nella parte bassa della forchetta, ci sarebbe un calo di circa il 20% sul mercato azionario.

Notizie e movimenti principali nel pre-market USA

Netflix (+2%): prevede che il suo imminente piano di abbonamento con pubblicità raggiungerà circa 40 milioni di spettatori in tutto il mondo entro il terzo trimestre del 2023, secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal, citando un documento condiviso con inserzionisti.

Adobe (-10%): in attesa dei dati trimestrali che verranno diffusi oggi a mercato chiuso, la società ha annunciato l’acquisizione di Figma, per un corrispettivo pari a 20 miliardi di dollari.

Eloxx Pharmaceuticals (-40%): ha comunicato che la terapia combinata del suo farmaco sperimentale ELX-02 per il trattamento della fibrosi cistica non ha ottenuto risultati statisticamente significativi rispetto al placebo nel corso di uno studio di fase intermedia.

Danaher (+4%): annunciato lo spin-off della divisione soluzioni ambientali ed applicate per concentrarsi sulle attività di scienze biologiche e diagnostica.

Raccomandazioni analisti

Netflix

Evercore ISI: da ‘neutral’ e ‘buy’ e prezzo obiettivo alzato a 300 USD dai precedenti 245 dollari.

Electronics Arts

Atlantic Equities: da ‘buy’ a ‘neutral’ con target price ridotta a 130 USD da 140 dollari.

Nvidia

Mizuho Securities: ‘buy’ e tp diminuito da 225 dollari a 205 USD.


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