Prezzi alla produzione USA in calo, Wall Street mista

Il dato macro diffuso oggi conferma la tendenza al ribasso dei prezzi negli Stati Uniti evidenziata dall’IPC diffuso ieri, mentre prosegue la stagione degli utili con altri istituti finanziari e restano le incertezze per la situazione in Medio Oriente.
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Wall Street oggi
Borsa di New York diretta verso un’apertura mista, condizionata dai dati sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti diffusi oggi inferiori alle previsioni degli esperti, dopo il calo a sorpresa dell’inflazione registrato ieri.
L’IPP di giugno è infatti sceso su base mensile a -0,3% dal +0,6% di maggio, risultando inferiore alle attese, mentre annualmente si ritrae a +5,5% dal 6,5% anteriore, anche in questo caso meno delle attese (+6,2%).
Se i future sul Nasdaq scambiano sopra la parità (+0,40%), i contratti sullo S&P500 e quelli sul Dow Jones restano fermi, così come il dollaro nei confronti dell’euro (EUR/USD a 1,1412). In crescita dell’1% il Bitcoin, a 64.600 euro.
In lieve calo i prezzi dell’oro: prezzo spot a 4.038 e future a 4.044 dollari l’oncia.
Ancora attacchi a Hormuz
Proseguono gli attacchi contro decine di obiettivi vicino allo Stretto di Hormuz, sempre più punto chiave della contesa tra Washington e Teheran, con gli Stati Uniti che hanno ripreso il blocco delle navi iraniane. L’escalation continua a far crescere i prezzi del petrolio: il Brent si porta a circa 85,23 dollari al barile e il greggio WTI sale a 79,70 dollari.
Nonostante l'incertezza creata dallo stallo, gli investitori affermano che i prezzi del petrolio rimangono ben al di sotto dei massimi sopra i 100 dollari al barile registrati all'inizio del conflitto, mentre stanno valutando se gli utili possano giustificare le valutazioni elevate, con i primi risultati di questa stagione che sembrano promettenti.
"Gli investitori sono consapevoli che la strada verso la pace non avrebbe mai potuto essere lineare", secondo Stephan Kemper, chief investment strategist di BNP Paribas Wealth Management, secondo il quale “Di conseguenza, i fondamentali delle aziende contano più che mai".
La stagione degli utili
Nel frattempo, la stagione degli utili è ormai nel vivo dopo i numeri sfoderati ieri dalle principali banche di Wall Street, mentre oggi era il turno di Morgan Stanley, BlackRock e Bank of New York Mellon (BNY), tra le altre.
"Siamo vicini al meglio che si possa ottenere", ha dichiarato il CEO di Jp Morgan, Jamie Dimon, durante una chiamata con gli analisti, commentando le attuali condizioni del settore bancario.
Fuori dal settore finanziario, oggi erano attese anche Johnson & Johnson e United Airlines Holdings.
La stagione degli utili sta entrando nel vivo in un momento cruciale per i titoli azionari, dopo che l’indice S&P500 è salito di oltre il 10% quest’anno e chiudeva ieri a meno dell’1% dal suo massimo storico di giugno, rendendo il rialzo vulnerabile a qualsiasi delusione nei risultati societari.
Notizie societarie e pre market USA
Morgan Stanley (+1): i ricavi dell’investment banking sono saliti a 2,44 miliardi di dollari, superando i 1,54 miliardi dell’anno precedente, trainati da un aumento delle commissioni di consulenza in materia di fusioni e acquisizioni.
PayPal (+15%): Stripe e Advent International avrebbero presentato un’offerta congiunta per l’acquisizione della società per oltre 53 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Reuters, corrispondente a 60,50 dollari per azione e che rappresenta un premio di circa il 28% rispetto alla chiusura di ieri del titolo.
Bank of New York Mellon (-0,80%): aumentate le previsioni di ricavi dell’intero anno crescano il 10% e l’11%, rispetto alla precedente previsione di circa il 5%, mentre gli analisti (dati LSEG) si aspettavano in media un 7,8%.
Johnson & Johnson (-2%): vendite del secondo trimestre della divisione di tecnologia medica a 8 ,93 miliardi di dollari, al di sotto della stima media degli analisti di 8,97 miliardi (dati LSEG).
BlackRock (+20%): utile a 1,91 miliardi di dollari (12,19 dollari per azione) nei tre mesi terminati il 30 giugno, superando gli 1,59 miliardi (10,19 dollari per azione) dell'anno precedente.
Camurus (+10%): ricavi a 702 milioni di SEK, superando le stime di IBES di 632,8 milioni, e utile operativo a 293 milioni, oltre le previsioni di 232 milioni.
Veradermics (+6%): il suo farmaco sperimentale per via orale contro la caduta dei capelli (VDPHL01) ha raggiunto l’obiettivo principale in uno studio di fase intermedia condotto su donne affette da alopecia androgenetica femminile, una condizione comune che causa un progressivo diradamento dei capelli.
Elevance Health (-7%): rivede al rialzo le previsioni sull’utile annuale rettificato a 27 dollari per azione, rispetto ad almeno 26,75 dollari per azione previsti in precedenza, quando gli analisti stimavano in media un utile annuo di 26,86 dollari per azione.
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