Argento, ancora deficit strutturale previsto nel 2026

Argento, ancora deficit strutturale previsto nel 2026

Il Silver Institute prevede ancora una domanda totale che supera l’offerta per il metallo grigio, con il deficit stimato in circa 67 milioni di once, livello che riflette uno squilibrio persistente tra consumi e produzione.

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Le quotazioni di oggi dell’argento

Argento ancora protagonista su mercati finanziari ancora caratterizzati da elevata volatilità, con gli acquisti che ieri erano sostenuti dalle previsioni del Silver Institute, organismo di settore, il quale si attende ancora un aumento degli acquisti per investimenti e una domanda industriale più debole nell'anno a venire.

Se oggi il prezzo spot (-0,60%) e il future (-0,10%) si concedono una pausa, ieri l’argento a pronti aveva guadagnato oltre il 4% rispetto alla seduta precedente, salendo fino a superare gli 86 dollari l’oncia.

Questi movimenti riflettono un mercato ancora volatile, influenzato da fattori economici globali e da dinamiche di domanda-offerta nel settore dei metalli preziosi.

Le previsioni del Silver Institute

Le previsioni di ieri del Silver Institute, basate sui dati preliminari del suo rapporto World Silver Survey 2026 (elaborato da Metals Focus), indicano un quadro ancora caratterizzato da deficit strutturale per l’argento che influenzerà ancora fortemente le prospettive dei prezzi e dei consumi per l’anno in corso.

Secondo l’organizzazione internazionale no-profit che rappresenta l’industria dell’argento a livello globale, nel 2026 il mercato globale dovrebbe registrare per il sesto anno consecutivo un deficit strutturale, ovvero una situazione in cui la domanda totale supera l’offerta. Questo deficit è stimato in circa 67 milioni di once nel 2026, un livello che riflette uno squilibrio persistente tra consumi e produzione.

La causa principale di questo deficit è l’aumento della domanda in segmenti particolarmente dinamici — come investimenti fisici — a fronte di una crescita più contenuta dell’offerta globale.

Domanda: trend in evoluzione

La domanda di argento rimane solida ma con alcune variazioni tra i diversi settori. Gli investimenti fisici in argento sono previsti in forte aumento (circa +20% nel 2026), raggiungendo un livello pluriennale molto elevato. Questo fenomeno è in parte legato all’interesse degli investitori per i metalli preziosi come protezione contro l’inflazione e l’incertezza dei mercati.

La domanda industriale, pur importante, è attesa in leggera contrazione, scendendo ai minimi degli ultimi anni. La motivazione principale è la tendenza alla thrifting (riduzione dell’uso di argento per unità di prodotto) e alla sostituzione con materiali meno costosi in alcuni comparti tecnologici come quello fotovoltaico.

Inoltre, la gioielleria e l’argenteria mostrano un calo della domanda, influenzato dai livelli di prezzo elevati in diversi mercati, in particolare in India.

Queste dinamiche riflettono un mercato che sta passando da una dominanza industriale classica a un equilibrio sempre più influenzato dalle componenti investitive e tecnologiche.

Offerta: lieve crescita ma insufficiente

Sul fronte dell’offerta, l’organismo prevede una crescita modesta della produzione globale, stimata intorno al +1,5% nel 2026, con quella mineraria in aumento e un contributo in crescita anche dai flussi di argento riciclato.

Tuttavia, questi incrementi non sono sufficienti a colmare il gap tra domanda e offerta, mantenendo così il mercato in deficit.

Domanda futura e tecnologia

Oltre alle previsioni per il 2026, rapporti più ampi del Silver Institute suggeriscono che, nel medio-lungo termine (fino al 2030), l’argento continuerà a vedere domanda in espansione in settori chiave della tecnologia — in particolare nell’energia solare, nei veicoli elettrici, nell’intelligenza artificiale e nelle infrastrutture digitali — grazie alle proprietà uniche del metallo.

Le previsioni degli esperti

Philip Newman, amministratore delegato della società di consulenza indipendente Metals Focus, ha dichiarato a pv magazine che il fatto che i prezzi si siano ripresi piuttosto bene dopo la correzione di fine gennaio dimostra la solidità dell'interesse degli investitori per l'argento.

"Pertanto, prevediamo un ulteriore rafforzamento dei prezzi quest'anno, sebbene ciò sarà accompagnato da elevati livelli di volatilità", ha aggiunto Newman.

BMO Capital Markets prevede che l'argento diventerà più economico rispetto all'oro nei prossimi anni, con il miglioramento della disponibilità fisica del metallo.

Nel loro report sulle commodity, gli analisti del broker prevedono che l’argento si collocherà mediamente a circa 50 dollari per oncia nel 2026, in aumento rispetto agli anni precedenti grazie a diversi fattori di mercato (come il deficit strutturale e la domanda per usi industriali e rifugio).

Tuttavia, BMO avverte che questa proiezione non sarà lineare e il prezzo potrebbe subire molte fluttuazioni durante l’anno.

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