Pro-rischio 2026 focus su ciclici e small cap

09/01/2026 07:00
Pro-rischio 2026 focus su ciclici e small cap

Negli ultimi tre anni gli investitori sono stati piuttosto ottimisti sul mercato, in particolare per quanto riguarda le opportunità nell'universo della crescita. Probabilmente la situazione rimarrà tale anche all'inizio del 2026.

I fondamentali dell’economia sono solidi, nonostante le valutazioni siano fonte di preoccupazione per gli investitori.

Gli analisti continuano a mantenere un orientamento pro-rischio e puntano a ridurre la forza nei settori difensivi come i beni di consumo di base e il settore immobiliare. Meglio invece cercare potenziali opportunità nei titoli ciclici, dove gli analisti hanno recentemente registrato una crescita, in particolare nei settori finanziari e delle small cap.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Tasso di disoccupazione USA di dicembre atteso in calo al 4,5% (dal 4,6% di novembre) e occupati di dicembre (stima +55k contro +64k di novembre), in uscita oggi alle 14:30. Alle 16:00 è attesa la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan di gennaio (stima 53 punti da 52,9 di novembre).

Richiesta di sussidi settimanali alla disoccupazione, pari a 208k, leggermente più bassi delle attese (213k), ma in crescita rispetto a 200k della scorsa settimana. Cresce del 4,9% la produttività del 3Q25, dal 4,1% del 2Q25. È un po’ presto per poter affermare che il merito è dell’AI.

Negli ultimi tre anni gli investitori si sono rivelati piuttosto ottimisti sul mercato, in particolare per quanto riguarda le opportunità nell'universo della crescita. Probabilmente la situazione rimarrà tale anche all'inizio del 2026.

I guadagni di questo mercato rialzista non sono però certamente aumentati in modo uniforme, con le grandi aziende tecnologiche che hanno dominato dal minimo di ottobre 2022 e il titolo medio che ha registrato una performance significativamente inferiore al mercato più ampio. L'indice S&P 500 ha guadagnato il 22,9% su base annualizzata negli ultimi tre anni, mentre l'indice S&P 500 Equal Weight è salito del 12,7%. Questo divario di performance di oltre il 10% evidenzia la forza di rimanere fedeli ai vincitori della crescita secolare, ma ha anche portato molti investitori a chiedersi se i guadagni possano durare, soprattutto per quanto riguarda il commercio di intelligenza artificiale (IA) che ha alimentato la ripresa del mercato lo scorso anno dopo la crisi tariffaria di inizio aprile.

Gran parte degli analisti sono ancora rialzisti sull'IA e sono convinti che non solo l'economia rimarrà in buona forma ma che probabilmente riaccelererà nel 2026, con l'entrata in vigore delle politiche fiscali espansive all'inizio dell'anno e stimano che gli utili aziendali continueranno a crescere non solo negli Stati Uniti, ma anche in altre importanti regioni del mondo.

Detto questo, non ci aspettiamo un miracoloso ampliamento del mercato ma una maggiore dispersione con l'ingresso in una fase "show me" del mercato rialzista. La crescente incertezza politica e geopolitica, unita a valutazioni che riflettono solide prospettive di crescita, richiede che le aziende dimostrino il loro valore agli investitori.

È improbabile inoltre che la forte ondata di intelligenza artificiale sollevi tutte le barche, il che richiede agli investitori di essere più selettivi in ​​futuro e di puntare sui vincitori, ovvero dove la crescita non rallenta. Vediamo numerose potenziali opportunità per il futuro. La chiave è sfruttare opportunisticamente i ribassi, essere disposti a cercare una crescita secolare in tutte le capitalizzazioni di mercato e in tutte le aree geografiche ed evitare narrative negative che siano slegate dai fondamentali.

Uno dei motivi principali del nostro ottimismo è la solidità dei fondamentali alla base dei guadagni. Gli utili aziendali rimangono resilienti, il contesto creditizio aziendale è in gran parte positivo, la crescita economica è solida (soprattutto nei servizi) e si prevede che il ciclo di tagli dei tassi di interesse negli Stati Uniti continuerà.

Chiaro che le valutazioni sono comprensibilmente una delle maggiori preoccupazioni tra gli investitori, ma storicamente, i primi segnali di allarme negli utili aziendali hanno preceduto lo scoppio delle bolle di valutazione. Se le revisioni delle stime sugli utili dovessero rivelarsi negative, sarebbe un segnale d'allarme. Attualmente è evidente la tendenza opposta. Il consenso per il 2026 prevedeva già una crescita a due cifre nel terzo trimestre del 2025, e abbiamo assistito a ulteriori rialzi dopo una stagione di reporting eccezionalmente solida. La stagione degli utili del quarto trimestre inizierà tra poche settimane e la crescita degli utili sarà probabilmente il catalizzatore più importante che guiderà la dispersione dei titoli e definirà il tono per il resto del trimestre. Ci aspettiamo una solidità continua, soprattutto considerando il contesto macroeconomico favorevole.

Detto questo, i recenti e frequenti picchi di volatilità segnalano che difficilmente seguiremo una strada dritta. Man mano che ci addentriamo nel ciclo, la struttura del mercato ha creato un contesto più fragile, in cui è probabile che assisteremo a rapidi passaggi dalla soppressione della volatilità a violenti rialzi e a rapidi ritorni verso la media. Questi rapidi mini cicli di volatilità dovrebbero essere valutati come opportunità per ottimizzare l'allocazione degli asset e acquistare titoli vincenti secolari, dove i fondamentali rimangono solidi, durante il calo.

Rischi? Ovviamente non possiamo dimenticare il Venezuela. Si tratta di un evento sostanzialmente inesistente dal punto di vista dei fondamentali del mercato, a patto che gli sviluppi geopolitici non scatenino ulteriori conflitti internazionali. Ciò non sembra probabile, vista la condanna globale del deposto leader venezuelano Nicolás Maduro. Gli investitori non si aspettano chiaramente un aumento rapido o significativo dell'offerta di petrolio, ma se la produzione dovesse tornare ai livelli pre-Maduro, ciò potrebbe fungere da limite strutturale ai prezzi, da vento a favore per i consumatori e da freno naturale all'inflazione.

Osserviamo come si muoverà il resto dell'America Latina nei prossimi giorni: qualsiasi rafforzamento potrebbe essere un segnale rialzista per la continuazione del rally azionario in quei mercati. È anche un altro segnale che le industrie legate alla difesa dovrebbero rimanere al centro dell’attenzione degli investitori, dato il potenziale di ricadute in aree come Cina-Taiwan, Russia-Ucraina e Iran.

Quindi che si fa con gli investimenti? La debolezza della tecnologia è un po' problematica nel breve termine, ma sospettiamo che gran parte del malessere sia dovuto alle prese di profitto dopo un altro anno positivo, piuttosto che a qualcosa di più pernicioso. Si consideri l'idea di mantenere la tecnologia come elemento fondamentale dei portafogli, ma essere sempre più selettivi.

Con il mercato che continua a registrare massimi e minimi crescenti, gli analisti continuano a mantenere un orientamento pro-rischio e puntano a ridurre la forza nei settori difensivi come i beni di consumo di base e il settore immobiliare. Meglio invece cercare potenziali opportunità nei titoli ciclici, dove gli analisti hanno recentemente registrato una crescita, in particolare nei settori finanziari e delle small cap.

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