Prove di pace, l’Ucraina chiede alla Cina di mediare

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Borsa degli Stati Uniti verso un avvio in rialzo. Meglio del previsto il dato sull’occupazione diffuso a mercato ancora chiuso. Alle 16 Jerome Powell potrebbe anticipare il pensiero della Federal Reserve sull’emergenza Ucraina: andare avanti sulla via del contrasto all’inflazione o frenare per non soffocare la crescita?
Nel preborsa Salgono HP Enterprise e Salesforce.


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La disponibilità della Russia alla trattativa sta rinfrancando solo parzialmente i mercati finanziari, in Europa le borse rimbalzano ed i future anticipano un avvio in rialzo di Wall Street, ma prosegue la corsa ai beni rifugio ed il rally delle materie prime. Il mondo guarda già oltre il conflitto in corso e prezza le ricadute economiche dei rincari di combustibile, derrate agricole e beni primari.
Il future dell’indice Nasdaq guadagna lo 0,8% dopo la pubblicazione dei dati sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato. In febbraio la variazione positiva è 475.000, centomila in più del previsto.

Bond

Lo stupefacente crollo dei rendimenti delle obbligazioni di ieri, ha ridimensionato la portata della stretta monetaria in arrivo. Se fino a qualche settimana fa si stimavano sei o sette rialzi dei tassi nel corso dell’anno negli Stati Uniti, con il primo, a marzo, di mezzo punto percentuale, ora i mercati della liquidità prezzano circa quattro rialzi.
Oggi il movimento è all’opposto, con vendite pesantissime sui bond. Il rendimento del Bund a dieci anni sale di 6 punti base a 0,03%. Il BTP si indebolisce a 1,54%, da 1,40% di ieri.
Nel primo pomeriggio, il governatore Jerome Powell è al Senato per la consueta audizione, nel corso del suo intervento potrebbe fornire delle anticipazioni sulla eventuale risposta della Federal Reserve all’emergenza Ucraina.

Trattative

Il Cremlino ha detto che i funzionari russi sono pronti a tenere un secondo round di negoziati con l'Ucraina in giornata, ma non è chiaro se i funzionari ucraini si presenteranno. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che ci sono informazioni contraddittorie riguardo ai colloqui. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto ieri che la Russia deve fermare i bombardamenti sulle città ucraine prima che possano aver luogo i colloqui. Peskov ha aggiunto che Mosca deve formulare una risposta dura, ponderata e chiara contro le misure imposte dai Paesi occidentali per minare l'economia russa.

Cina

La diplomazia di Pechino si è messa da qualche giorno al lavoro, forse in vista di un qualche ruolo negoziale tra le parti. Stanotte il ministro degli Esteri Wang Yi ha parlato al telefono con il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba. Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, Wang ha affermato che la Cina, “deplora lo scoppio del conflitto tra Ucraina e Russia”. Per la prima volta, Pechino parla esplicitamente di “guerra” e non usa l’espressione "operazione militare speciale”. Kuleba si è detto disponibile a rafforzare la comunicazione con la Cina ed ha aggiunto di essere impaziente di vedere la Cina svolgere una ruolo di mediatore nei passi verso il cessate il fuoco. “E’ un evento molto importante e segnala l’altissima attenzione che il governo cinese sta rivolgendo all'Ucraina”, ha affermato Henry Wang Huiyao, fondatore del Center for China “ Se l’invito alla mediazione arriverà da Ucraina e Russia, la Cina probabilmente entrerà in gioco”.

Petrolio

Le sanzioni sulle banche russe decise ieri accentuano i timori sul lato dell’offerta, Reuters riporta che i trader si affrettano a cercare fonti di greggio alternative in un mercato già molto tirato. Il Brent del Mare del Nord è in rialzo del 6% a 111 dollari il barile. Exxon Mobil ha comunicato ieri l'abbandono delle operazioni del gruppo legate a gas e petrolio in Russia, in seguito all'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca. La decisione porterà la major a concedere la gestione di grandi stabilimenti di produzione sull'isola di Sachalin nell’estremo Oriente russo. Anche se l'Occidente non ha ancora imposto sanzioni dirette sulle esportazioni energetiche, i trader statunitensi nei centri di New York e del Golfo stanno evitando il greggio russo. Gli intermediari non comprano il greggio proveniente dall'oleodotto Cpc che ha origine in Kazakistan, fonte di oltre l'1% dell'offerta globale, a causa dei timori per l'imposizione di sanzioni.
Il rilascio coordinato di 60 milioni di barili di greggio da parte degli stati membri Iea, concordato ieri, non ha tranquillizzato il mercato, e i prezzi sono aumentati dopo l’annuncio. L'Opec+, il gruppo di produttori di greggio che include la Russia, si riunirà oggi, in un meeting in cui dovrebbe mantenere i piani per aggiungere all'offerta 400.000 barili al giorno ogni mese.

Main Street prima di Wall Street

Robert Almeida, portfolio Manager and Global Investment Strategist di MFS avverte in una nota di commento sui mercati che il “rischio di stagflazione è in aumento mentre la guerra sta inasprendo le condizioni finanziarie globali”. I tempi stanno cambiando e l’investimento in azioni è uscito dalla sua età dell’oro: “Per più di un decennio, gli investitori sono stati spinti a "comprare sul ribasso". Ma, fino a poco tempo fa, vivevamo in un mondo a bassa inflazione che dava ai banchieri centrali un'enorme libertà, quando era il momento di andare in salvataggio del mercato. Ora l'inflazione corre, i salari sono più bassi: quel mondo non c’è più, ora bisogna scegliere tra mettere la benzina in macchina o il cibo sulla tavola. L'inflazione sta diventando una questione politica e, credo, nel contesto attuale i banchieri centrali dovranno agire per aiutare Main Street (tenendo a freno l'inflazione) piuttosto che Wall Street".

Tra i titoli segnaliamo

HP Enterprise +5%. La società dei software e delle soluzioni cloud ha presentato conti del trimestre superiori alle aspettative ed ha alzato le previsioni sull’esercizio fiscale ottobre 2021-ottobre 2022. Nel periodo novembre 2021-gennaio 2022, i ricavi sono saliti del 2% anno su anno a 7 miliardi di dollari. Una parte sempre maggiore delle entrate diventa su base ricorrente, quindi aumenta la prevedibilità dei ricavi.

Salesforce +4%. I risultati del trimestre diffusi ieri sera hanno beneficiato ancora una volta della transizione al digitale intrapresa da molte aziende. I ricavi del periodo chiuso a gennaio sono saliti del 26% a 7,3 miliardi di dollari. La società dei software su cloud per la gestione della forza vendita, aveva indicato al massimo 7,2 miliardi. Il co ceo Brett Taylor ha detto a Barron’s che è stato un trimestre fenomenale.

Nordstrom +30%. La società dei negozi d’abbigliamento per la famiglia ha comunicato che nel trimestre passato i ricavi sono saliti 23% a 4,38 miliardi di dollari. Il dato più sorprendente è quello dell’utile per azione, pari a 1,23 dollari: il consensus era un dollaro. L’anno in corso, ha detto la società, dovrebbe chiudersi con almeno 3,15 dollari di utile per azione, fino ad un massimo di 3,50 dollari. Gli analisti si aspettavano due dollari.


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