Prove di rimbalzo. Occhio a bancari e petroliferi


Dopo le vendite indistinte su tutto il listino, arrivano i giorni della ragione, con gli investitori che vanno a riequilibrare le posizioni dei titoli che sono più o meno esposti ai timori di un rallentamento globale e a un rialzo dei tassi. E’ probabile assistere a un recupero del settore bancario e petrolifero, i primi perché un rialzo dei tassi nel breve potrebbe aiutarli e i secondi aiutati da un greggio che rimane forte. Lo scenario di fondo però non cambia e anche gli asset rifugio stanno abdicando al loro ruolo con oro e yen nella bufera.


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Fallito il tentativo di rimbalzo di ieri oggi i mercati ci riprovano e sembra essere la volta buona con i future in territorio negativo. Il derivato sull’S&P500 guadagna l’1% quello sull’Euro Stoxx 50 si rafforza dell’1,2%.

Ieri l’S&P500 e Nasdaq hanno lasciato sul terreno rispettivamente il 3,8% e il 4,7%.

Occhio ai titoli che hanno perso di più con i bancari e gli energetici. Per i primi un rialzo dei tassi di interesse non è da leggere in maniera negativa, per i secondo il prezzo del greggio è rimasto a livelli elevati con il Brent che oggi scambia a 123 dollari al barile +0,5%,

Non sostengono i mercati le borse asiatiche ancora impensierite dall’aumento dei casi Covid in Cina. Il Nikkei di Tokyo arretra dell’1,3%. Il Csi 300 che riunisce i due mercati cinesi di Shanghai e Shenzen flette dello 0,6%, nella notte il calo aveva sfiorato il -2%.

Hong Kong si difende sulla parità.

Obbligazionario

Bond sotto pressione, non sono più solo i rendimenti dei governativi europei a correre ma accelera anche il rendimento del Treasury con il due anni e il 10 anni “pericolosamente” vicini il primo rende il 3,282% di rendimento, livello che non si vedeva dal 2007, il decennale a 3,282.

Perché pericolosamente, in genere un’inversione della curva dei rendimenti ovvero il rendimento del titolo a breve termine, due anni, maggiore del rendimento del decennale, viene letto dagli economisti come il segnale di una recessione nei prossimi 12-18 mesi.

Fed

La Fed guarda per lo più il differenziale tra i 10 anni e i 3 mesi, ma lo scenario di fondo non cambia. Se stimo che a breve ci sarà una recessione, allora voglio un rendimento elevato sul breve, poi ipotizzo che questa recessione porterà a un calo dei tassi. Il mercato, con l’inversione della curva dei rendimenti ci sta dicendo che questo è lo scenario su cui sta scommettendo.

Oggi inizia la due giorni della Fed e le attese sono per un rialzo dei tassi di 50 punti base per portarli a 1,25-1,5%. Dopo i dati dell’inflazione di settimana scorsa sono aumentate le scommesse per un rialzo di 75 punti base, sarebbe l’ammissione di una rincorsa della Fed all’inflazione.

Bce

Dopo che ieri il tasso del Btp decennale benchmark ha toccato il livello più alto da dicembre 2013 e lo spread sul Bund sullo stesso segmento un nuovo massimo da maggio 2020, stamani si riparte da 4,1% e 243,5 punti base rispettivamente.

Il mercato ha registrato un pesante selloff sulla scia, oltre che della Bce 'hawkish', del balzo dei rendimenti Usa - specie sul segmento a 2 anni - sulle aumentate aspettative di rialzi dei tassi aggressivi da parte della Fed.

Le tensioni sul Btp hanno condizionato anche ieri l'azionario con Piazza Affari, appesantito dai bancari, che ha lasciato sul terreno il 2,79%. I timori che una mossa aggressiva della Fed possa portare l'economia Usa in recessione ha spinto in forte ribasso Wall Street, trascinando anche le piazze asiatiche.

In serata è atteso un intervento del 'falco' Bce Isabel Schnabel sulla temuta frammentazione del mercato. Ieri il membro del board e governatore della Banca centrale slovacca Peter Kazimir ha sottolineato l'esigenza di accelerare il ritmo di incremento dei tassi d'interesse, portandolo a 50 punti base a settembre.

Poi, giovedì sarà la volta della Banca d'Inghilterra, attesa alzare i tassi di 25 punti base, mentre venerdì si riunirà la BoJ anche se in questo caso non si prevede un intervento sui tassi.

Prosegue il crollo delle criptovalute con il Bitcoin che ieri ha lasciato sul terreno il 15%, e oggi il 2%. L’era del denaro facile sta finendo in tutti i mercati e la reazione delle criptovalute è un’ennesima conferma.

Oro che dopo il forte calo di ieri, a sottolineare che nessun asset oggi rappresenta un rifugio, oggi viene scambiato a 1827 dollari l’oncia.

Tra i titoli a Piazza Affari segnaliamo

Stellantis ha comunicato che cesserà di essere membro dell'associazione dei costruttori europei d'auto ACEA entro la fine di quest'anno, nell'ambito di un approccio più ampio per affrontare le questioni chiave e le sfide della mobilità sostenibile, che prevede anche il passaggio dalla tradizionale attività di lobbying ad una interazione più diretta con i cittadini e le parti coinvolte.

L'Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha giudicato inidonei gli impegni presentati da Telecom Italia e Dazn nel procedimento riguardante l'accordo di distribuzione del servizio di video-streaming, finito sotto la lente dell'antitrust per presunta violazione della normativa sulla concorrenza.

Il ministero dell'Innovazione tecnologica e la transizione digitale ha assegnato a Telecom Italia il primo bando di gara, dal valore di 725 milioni di euro, per lo sviluppo della tecnologia 5G in Italia.


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