Prysmian affonda con ipotesi taglio dei dazi sull’acciaio

Trump starebbe valutando la riduzione di alcune tariffe applicate su prodotti in acciaio e alluminio ma, secondo alcuni analisti, questa potrebbe non essere una notizia positiva per il settore.
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Azioni Prysmian in profondo rosso
È notte fonda per Prysmian a Piazza Affari, stamattina la peggiore tra le componenti del Ftse Mib (-1%). Il titolo della società produttrice di cavi arriva a cedere oltre il 7% nelle prime due ore di scambi, scendendo fino ad un minimo di 94,38 euro.
Il tonfo delle azioni di Prysmian arriva dopo un inizio 2026 caratterizzato da una solida performance positiva, con un rialzo di circa il 18% da inizio anno.
Trump pensa ridurre i dazi sull’acciaio
Indiscrezioni riportate dal Financial Times parlano di un’ipotesi allo studio da parte del presidente statunitense Donald Trump su una possibile riduzione di alcuni dazi applicati su prodotti in acciaio e alluminio.
La scorsa estate, il presidente aveva imposto dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio fino al 50% e ha esteso le tasse a una serie di beni realizzati con questi metalli, tra cui lavatrici e forni.
Ora, tuttavia, la sua amministrazione sta rivedendo l'elenco dei prodotti interessati dalle imposte e prevede di esentare alcuni articoli, interrompere l'ampliamento degli elenchi e avviare invece indagini di sicurezza nazionale più mirate su beni specifici, hanno riferito al quotidiano tre fonti a conoscenza del dossier.
Le fonti del media statunitense hanno affermato che i funzionari commerciali del Dipartimento del Commercio e l'ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ritengono che i dazi stiano danneggiando i consumatori, aumentando i prezzi di beni come tortiere e lattine per alimenti e bevande.
"La decisione di alleggerire i dazi sull'acciaio e sull'alluminio, tra i primi introdotti nel secondo mandato di Trump, è legata al fatto che, secondo gli economisti, sono in realtà gli americani a pagare il prezzo dei dazi, diversamente da quanto sostiene il presidente, secondo cui sarebbero le aziende straniere a sopportarne l'onere", spiega il quotidiano finanziario.
Notizia non necessariamente positiva
La notizia non è però necessariamente positiva per le aziende del settore.
"Se confermato e in attesa di dettagli, ciò potrebbe essere potenzialmente negativo per Prysmian che, in quanto player verticalmente integrato negli Stati Uniti, dovrebbe beneficiare nel 2026 dei dazi sull'alluminio (aumento quote di mercato e/o dei margini grazie all'impatto dei dazi sulla struttura dei costi degli importers)", spiegano gli analisti di WebSim Intermonte.
Contratto con Enedis
Dal fronte del newsflow, stamattina Prysmian ha annunciato la firma di un contratto con Enedis con un valore fino a 550 milioni di euro per i prossimi sette anni (2026-2032), inclusi tre anni opzionali, per diventare l'unico fornitore dell'intera gamma di cavi di media tensione.
La società è partner di lunga data di Enedis e la firma di questo accordo “rafforza l'eccellenza manifatturiera francese” della società, che “si impegna a fornire cavi dai propri siti produttivi di Gron (Yonne) e Montereau-Fault-Yonne (Seine-et-Marne)”, spiegano dal gruppo.
L'investimento di Enedis comprende cavi specializzati facilmente integrabili nella rete, che permettono di massimizzare l'adozione delle rinnovabili in modo semplice, efficiente e conveniente, riducendo le emissioni complessive di carbonio - ambito in cui la Francia è già leader europeo.
Prysmian utilizzerà oltre il 12% di alluminio riciclato e oltre il 30% di rame riciclato nei cavi, adottando inoltre polietilene riciclato per la guaina protettiva, ossia il rivestimento esterno dei cavi. Prysmian conta in Francia oltre 2.500 dipendenti, 4 centri R&D e 9 siti produttivi.
Giudizio analisti e consensus
Nonostante la flessione di oggi, il titolo mantiene un trend rialzista di lungo periodo, sostenuto da risultati finanziari solidi e contratti rilevanti nel settore delle infrastrutture elettriche, mentre gli analisti confermano giudizi mediamente positivi, sebbene con target price leggermente inferiori ai livelli correnti.
In particolare, con il consenso resta buy per circa il 78% tra i principali broker che coprono il titolo, sebbene il target price medio si collochi leggermente sotto i livelli correnti di mercato (intorno a circa 92‑96 euro), implicando una possibile correzione nel prossimo anno.
Alcune banche d’affari come Barclays e Jefferies confermano rating buy con target price superiori ai 100 euro, mentre altri, tra cui Deutsche Bank e Morgan Stanley, propongono giudizi più cauti o hold con target price più prudenti. Questo mix di valutazioni riflette un outlook moderatamente positivo ma con visioni diverse sulla sostenibilità dei multipli attuali di Prysmian nel breve termine.
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