Pullback azionario opportunità sui ciclici

Il mercato azionario è volatile e soggetto a oscillazioni e turbolenze in diversi momenti del ciclo economico. Il “segreto” sta nel capire se un pull back rappresenti un'opportunità di acquisto
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Si apre una settimana piuttosto importante sotto il profilo dei dati. Si comincia oggi con il PIL QoQ del 4Q25 del Giappone (stima +0,4% contro -0,6% del 3Q25), che dovrebbe portare il tendenziale annuo al +1,6% (dal -2,3% del 3Q25). Attesa poi la produzione industriale MoM di dicembre dell’Europa (stima +0,5% contro +0,7% di novembre).
Sebbene gran parte degli investitori siano generalmente propensi a preferire mercati azionari che presentano un trend rialzista costante, la realtà è che il mercato azionario è volatile e soggetto a oscillazioni e turbolenze in diversi momenti del ciclo economico. Il “segreto” sta nel capire se un episodio di ribasso dei prezzi rappresenti un'opportunità di acquisto o un'indicazione che i fondamentali si stanno deteriorando e che potrebbero esserci ulteriori sviluppi negativi.
Gran parte di ciò che determina se un pullback rappresenti una potenziale opportunità è la prospettiva futura al momento della correzione. In altre parole, quali sono le prospettive per la crescita economica e gli utili aziendali e per l'inflazione. Ma ancora, quanto sia probabile che la Fed intervenga per arginare un potenziale aumento del livello generale dei prezzi o se gli investitori possono aspettarsi un allentamento delle pressioni sui costi, il che potrebbe consentire alla banca centrale statunitense di tagliare i tassi.
Si noti che le previsioni di una larga parte degli analisti prevedono una crescita economica e un’inflazione moderata e un ulteriore allentamento da parte della Fed nel corso di quest'anno. Analisti che la scorsa settimana hanno aumentato la stima di crescita economica statunitense per il 2026 dal 2,4% al 2,9%, sopra il PIL potenziale intorno al 2%. In questo scenario macro economico e fintanto che le stime non peggiorano, riteniamo che le correzioni azionarie possano rappresentare opportunità di acquisto.
Un'altra analisi da fare quando si esaminano le potenziali opportunità di mercato innescate da un pullback è analizzare cosa sta succedendo "sotto il cofano". In altre parole, i titoli sono in calo generalizzato o le vendite si concentrano su determinati settori o gruppi industriali? Nel suo momento peggiore delle scorse settimane, l'indice S&P 500 è risultato in calo di circa il 3% rispetto al massimo storico di fine gennaio.
Per molti investitori potrebbe essere stata una situazione ben peggiore, dato che i media finanziari erano concentrati su alcuni dei segmenti di mercato con le peggiori performance, come i titoli del software. Non abbiamo mai nascosto che preferiamo un'allocazione ponderata del mercato ai settori dell'Information Technology e dei Servizi di Comunicazione, mentre gli investitori rivedono le loro aspettative sulle valutazioni in questi settori.
Ma le scorse settimane, nonostante tutti i titoli negativi, ci sono stati alcuni aspetti positivi. Ad esempio, il Dow Jones Industrial Index ha superato per la prima volta quota 50.000, un nuovo record. E un indice che seguiamo con attenzione, l'S&P 500 Equal Weight Index, ha anch'esso raggiunto un massimo storico, con performance che si sono estese oltre la tecnologia e le aziende affini. Una partecipazione più ampia ai mercati in rialzo è in genere una indicazione di mercato sano. Si consideri anche che l'indice Russell 1000 dei titoli a grande capitalizzazione ha chiuso la scorsa settimana vicino al suo massimo storico.
Siamo sicuri che i gestori siano a conoscenza del fatto che il mercato azionario si stia orientando verso settori orientati value e ciclici. Da un punto di vista generale, ciò significa che il denaro si sta spostando verso settori sensibili ai flussi e riflussi dell'economia. Quando l'economia va meglio, i settori ciclici e value tendono a registrare risultati migliori. Da metà ottobre, i tre settori con le migliori performance sono stati Energia, Materiali e Industriale. Questi settori hanno registrato performance molto migliori rispetto all'indice S&P 500 e sono molto sensibili all'economia sottostante.
Come diciamo dallo scorso dicembre, il rafforzamento dell'economia che prevediamo dovrebbe avvantaggiare un gruppo più ampio di settori di mercato. Guardare oltre il torpore dei titoli e non porre troppa attenzione al rumore di fondo, rimane quindi la nostra guida.
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