Bitcoin ancora fragile dopo i dazi di Trump

Bitcoin ancora fragile dopo i dazi di Trump

Dati di mercato hanno mostrato che la protezione al ribasso si concentra intorno alla soglia dei 60 mila dollari per la principale delle criptovalute ma l'incertezza macroeconomica sta ora pesando sul mercato, dalle tensioni geopolitiche in Iran alla sferzata dei dazi statunitensi e potrebbe portare a un altro test di quel livello secondo alcuni analisti.

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Bitcoin ancora in calo

Ci mancavano i nuovi dazi di Donald Trump ad indebolire ancora le quotazioni del Bitcoin. Nella notte la principale delle criptovalute è arrivata a cedere oltre il 5%, effettuando un breve passaggio sotto i 65 mila dollari, per poi stamattina recuperare tornando sopra i 66 mila dollari. Altri token hanno registrato andamenti peggiori, con Ether, il secondo per dimensioni, in calo fino al 5,2%.

Il Bitcoin ha perso quasi la metà del proprio valore rispetto ai picchi dello scorso ottobre, quando aveva superato i 125.000 dollari: la perdita attuale è del 26% nel 2026 e oltre il 47% dai massimi dell'autunno scorso.

All'inizio di questo mese, la cripto ha azzerato i guadagni rimanenti registrati da quando Trump è stato rieletto nel novembre 2024. Le speranze di una seconda amministrazione del tycoon più favorevole al settore avevano spinto il Bitcoin ad un prezzo record superiore a 126.000 dollari lo scorso ottobre, poco prima di una massiccia svendita che da allora ha lasciato gli asset digitali in difficoltà.

Il mercato delle criptovalute in generale ha visto oltre 2.000 miliardi di dollari di valore spazzati via, con il mercato dei token più piccoli colpito in modo particolarmente duro.

I dazi di Trump

La debolezza del Bitcoin è aumentata dopo che ieri i funzionari statunitensi hanno dichiarato che gli accordi commerciali già negoziati con i partner rimangono in vigore, nonostante la sentenza della Corte Suprema che ha annullato l'uso dell'autorità di emergenza da parte del presidente Donald Trump per imporre dazi.

In un post sui social media di sabato, Trump ha dichiarato che avrebbe aumentato i dazi globali del 10% annunciati il ​​giorno prima al 15%, alimentando ulteriori turbolenze economiche.

Si attende una nuova narrazione

La dozzina di fondi spot Bitcoin quotati negli Stati Uniti ha registrato la quinta settimana consecutiva di deflussi netti, la serie più lunga da febbraio dello scorso anno, con gli investitori che hanno incassato 3,8 miliardi di dollari in quel periodo.

Solo nelle ultime 24 ore, il mercato delle criptovalute ha perso altri 100 miliardi di dollari di valore, secondo i dati di CoinGecko.

Oltre alle ultime notizie sui dazi, il continuo ribasso evidenzia quanto Bitcoin stia "richiedendo a gran voce una nuova narrazione in questo momento", secondo Robin Singh, amministratore delegato della piattaforma fiscale per criptovalute Koinly, e, "Nonostante il recente ottimismo intorno al Clarity Act statunitense, questo non ha influenzato molto i prezzi, il che suggerisce che questo catalizzatore non è la narrazione che spingerà Bitcoin al rialzo".

“Sebbene il Bitcoin si stia progressivamente affermando come asset class, non rappresenta una protezione affidabile in tutte le fasi di mercato”, avvisa Laurent Denize, Global Co-CIO di ODDO BHF. “Inoltre”, prosegue, “è opportuno prestare attenzione ai rischi legati a società come Strategy, che finanziano l'acquisto di Bitcoin prevalentemente attraverso il ricorso al debito”.

“Ciononostante, continuiamo a ritenere che, nel lungo termine, le criptovalute potrebbero essere integrate negli investimenti, nell'ottica di una diversificazione rispetto alle valute tradizionali. Proprio come l'oro, una valuta digitale potrebbe diventare un'alternativa credibile. Ma per ora non siamo ancora a quel punto”, conclude Denize.

Supporto a 60 mila dollari

I dati di Deribit, un exchange di derivati ​​basati su criptovalute, hanno mostrato che la protezione al ribasso si concentra intorno alla soglia dei 60.000 dollari.

Rachael Lucas, analista di BTC Markets, ritiene che il supporto base per il token rimanga a 65.000 dollari. "Una rottura decisiva al di sotto di questo livello mette in gioco i 60.000 dollari", prosegue l’esperto, aggiungendo che "Al rialzo, i rialzisti devono riconquistare i 70.000 dollari per cambiare la situazione".

"Il mercato delle criptovalute continua a essere fragile, con gli operatori che contano su un supporto a 60 mila dollari", sottolinea Caroline Mauron, co-fondatrice di Orbit Markets, concludendo che "L'incertezza macroeconomica sta ora pesando sul mercato, dalle tensioni geopolitiche in Iran alla sferzata dei dazi statunitensi e potrebbe portare a un altro test di quel livello".

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