Recordati, accoglienza positiva per i conti da mercato e analisti

I dati preliminari del 2025 del gruppo farmaceutico hanno mostrato un Ebitda leggermente superiore al previsto, in linea la guidance, mentre aumentano i ricavi e la guidance ha superato le attese.
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Azioni Recordati in evidenza
Outlook costruttivo nonostante l’impatto dei cambi dopo un 2025 caratterizzato da ricavi netti in crescita. Questa la sintesi dei risultati di Recordati, oggi attesi positivamente da mercato e analisti.
La società aveva diffuso i suoi numeri dello scorso anno ieri sera dopo la chiusura di Piazza Affari e oggi il titolo guadagna oltre l’1%, portandosi a 418,1 euro dopo aver toccato un massimo di 48,46 euro e risultato tra i migliori del listino mentre il Ftse Mib scambia in positivo (+0,80%).
Le azioni Recordati provengono da un 2026 incolore (-0,30%), mentre la loro performance degli ultimi 12 mesi vede un rosso pari al 19%.
I risultati del 2025
Passando ai numeri, Recordati ha chiuso il 2025 con ricavi netti consolidati pari a 2.618,4 milioni di euro, in crescita dell'11,8% (+8,3% a perimetro omogeneo e a cambi costanti), e un Ebitda pari a 991,1 milioni, in salita del 14,5%, con un'incidenza sui ricavi netti del 37,8%.
L'utile netto rettificato si attesta a 651,1 milioni, (+14,5%) con un'incidenza sui ricavi del 24,9%, mentre l'utile netto è pari a 443,6 milioni, in crescita del 6,5%.
Confermati inoltre gli obiettivi per l'esercizio 2027, “con una forte crescita organica accompagnata da operazioni di business development mirate e attività di M&A”: la società prevede ricavi netti tra 3.000 e 3.200 milioni, Ebitda tra 1.140 e 1.225 milioni, utile netto rettificato tra 770 e 820 milioni, 'esclusi potenziali impatti derivanti da dazi o politiche di 'most favoured nation pricing' negli Stati Uniti'.
Numeri “solidi” e “migliori delle attese” secondo WebSim Intermonte
Si tratta di risultati “solidi” e “migliori delle attese”, secondo gli analisti di WebSim Intermonte che sul titolo confermano un hanno rating outperform, con target di prezzo a 71 euro.
Giudicata positiva anche per la guidance, che gli esperti della sim vedono in linea con il consensus per quanto riguarda Ebitda e utile netto adjusted (rispettivamente attesi tra 995 e 1.030 milioni, con margine +/- 36,5%, e tra 655 e 685 milioni, con margine +/- 24,0%).
Lievemente inferiore alle previsioni del consensus invece l'outlook sui ricavi, stimati tra 2.730 e 2.800 milioni, per tener conto di un maggior impatto avverso dei cambi, pari a circa il -3.5% (precedentemente -3%).
Sebbene gli analisti non attendessero revisioni significative alle attuali stime di consenso, l'outlook sul 2026 “sembra molto costruttivo considerando una buona tenuta della profittabilità nonostante ricavi maggiormente penalizzati dai cambi”, sottolineano da Intermonte.
Il giudizio di altri analisti
Intesa Sanpaolo conferma la raccomandazione neutral e il prezzo obiettivo a 57,5 euro su Recordati dopo che i dati preliminari 2025 hanno mostrato un Ebitda leggermente superiore al previsto, in linea la guidance.
Gli analisti di Deutsche Bank ribadiscono l’hold e il prezzo obiettivo a 50 euro sul titolo dopo i conti 2025. I dati relativi al quarto trimestre dello scorso anno, notano gli esperti della banca tedesca, sono stati superiori al consenso del 5% in termini di Ebitda e del 4% per quanto concerne l'utile netto adjusted.
Oddo BHF ha limato da 50 a 49 euro il prezzo obiettivo, confermando la raccomandazione neutral. Gli analisti hanno abbassato le previsioni di Eps dello 0,4% sul 2025 e dell'1% sul 2026 dopo i dati preliminari relativi allo scorso esercizio.
Banca Akros conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 67 euro. I ricavi 2025 sono stati "sostanzialmente in linea con le nostre attese e il consenso e la profittabilità leggermente migliore delle previsioni", commentano gli analisti.
Infine, Equita conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 67 euro. Risultati 2025 leggermente migliori e guidance 2026 in linea, commentano gli analisti. Il titolo, aggiungono dalla sim, "tratta a sconto del 30% sui multipli 2026-2027 rispetto alla media degli ultimi 10 anni nonostante le prospettive di crescita dell'adjusted Eps a pari perimetro almeno a elevata singola cifra, il potenziale di Isturisa e il solido track record nell'M&A (senza considerare l'appeal speculativo per l'uscita di Cvc, che comunque non ci aspettiamo a breve)".
Focus di Jefferies su Istrurisa
Per quanto riguarda Isturisa, il farmaco per il trattamento di adulti affetti da sindrome di Cushing endogena, che ha visto un'accelerazione della crescita dei pazienti negli Stati Uniti nel secondo semestre del 2025, con circa 1.400 nuovi pazienti attivi netti alla chiusura dell'esercizio, Jefferies (buy e target di prezzo a 60,5 euro) vede possibili opportunità che potrebbero concretizzarsi a partire dall'esercizio 2026. Tra l'altro, come comunicato dalla società, è previsto l'avvio nel 2026 di uno studio di Fase IV volto a valutare l'efficacia e la sicurezza di osilodrostat (Isturisa) negli adulti con ipercortisolismo lieve e ipertensione non controllata dovuta alla sindrome di Cushing.
Jeffries concede “credito parziale” alla nuova strategia della società per Isturisa: “Il picco di vendite previsto dal management per Isturisa è superiore a 1,2 miliardi di euro - scrivono gli analisti in un report - riflettendo il contributo atteso dalla popolazione affetta da sindrome di Cushing non conclamata”.
Jeffries sottolinea che il potenziale di picco delle vendite “è sostenuto da investimenti pianificati di 40-50 milioni di euro all'anno, nello uno studio post-commercializzazione che dovrebbe iniziare a breve e nell'espansione dei rapporti con la comunità scientifica e della forza vendita”. In ogni caso, gli esperti esercitano “una certa cautela” sull’opportunità e attendono conferma di un momentum di vendita trimestrale sostenuto, pur continuando a considerarne l’opportunità. Jeffries stima vendite massime di Isturisa pari a circa 850 milioni di euro.
Per quanto riguarda invece Enjaymo, il farmaco per la malattia da agglutinine fredde, acquisito da Sanofi (+0,06% a Parigi) nel 2024, secondo le stime di Jefferies, l’opportunità potrebbe essere di circa 270 milioni di euro solo negli Stati Uniti, per un totale mondiale di circa 450 milioni di euro rispetto ai 250-300 milioni di euro stimati dalla società.
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