Renault corre spinta dall’aumento del target price di Goldman Sachs


La banca statunitense ha aumentato le sue previsioni di utile operativo per i prossimi anni prevedendo un incremento dell’Ebit a seguito del lancio di nuovi.


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La corsa di Renault

Nuova corsa per il titolo Renault alla borsa di Parigi, sostenuta da un ulteriore giudizio positivo degli analisti dopo quello della scorsa settimana.

Questa mattina le azioni della casa automobilistica francese arrivano a guadagnare il 3% nei primi minuti di scambi, toccando un massimo di 53,78 euro, per poi rallentare pur mantenendosi tra le poche in verde tra le blu chip del Cac 40, oggi in calo dello 0,60%.

Il titolo della società guidata da Luca de Meo scambia attualmente ai massimi dall’ottobre 2019 grazie ad una crescita del 60% ottenuta negli ultimi 12 mesi, mentre da inizio 2024 l’aumento è ‘limitato’ al 41%,

Goldman Sachs alza il target price

Oggi l’analista di Goldman Sachs, George Galliers, ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo del gruppo francese, portandolo da 51 a 70 euro, confermando la raccomandazione di acquisto (buy).

“Crediamo che i 10 lanci nel 2024 di prodotti targati Renault possano contribuire su base lorda in modo incrementale del 21,5%/30,5% all'EBIT nel 2024/2025 rispetto al 2023”, scrive l’esperto in un report sulla società.

La banca evidenzia come la casa automobilistica “benefici ancora della ristrutturazione prevista nel 2022 ed è sulla buona strada per crescere a un CAGR del 10%”. Pertanto, GS aumenta le sue previsioni di utile operativo per gli anni fiscali 2024, 2025 e 2026 rispettivamente del +7,1%, 16,5% e +8,7%.

Su 20 analisti che seguono Renault, 14 valutano il titolo ‘strong buy’ o ‘buy’, cinque lo valutano ‘hold’ e uno ‘sell’.

Anche UBS positiva

Il giudizio positivo di Goldman Sachs arriva dopo quello degli analisti di UBS di venerdì scorso (24 maggio), i quali avevano migliorato la raccomandazione da ‘sell’ a ‘neutral’, alzando il loro target price da 31 a 50 euro.

Gli analisti della banca elvetica spiegavano che dal declassamento del gruppo a ‘sell’ deciso nell'estate 2023 si sono verificati diversi eventi importanti, ovvero l'annullamento dell'Ipo di Ampere, la vendita della partecipazione in Nissan e l'indagine dell'UE sulla concorrenza sleale dei produttori cinesi.

“Lo scenario d'investimento è passato da una cristallizzazione della valutazione basata sulla somma delle parti a un rendimento potenzialmente interessante per gli azionisti”, riassumeva UBS, facendo riferimento anche a redistribuzioni di liquidità attraenti”.

Gli analisti ora prevedono che Renault raggiungerà gli obiettivi per il 2024 e potrebbe quindi essere uno dei rari gruppi del settore ad aumentare i propri margini di profitto quest'anno. “Dopo un primo trimestre solido, soprattutto rispetto ai gruppi comparabili, siamo più fiduciosi nella capacità di Renault di raggiungere quest'anno l'obiettivo di un margine operativo di almeno il 7,5%”, spiegano dalla banca svizzera.

L'unica riserva riguarda Ampere, che non punta all'equilibrio operativo prima del prossimo anno e questo in prospettiva potrebbe “rallentare i possibili rendimenti per gli azionisti e pesare sul free cash flow nel medio termine”, concludono da UBS.

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