Il rimbalzo delle borse prosegue, si ferma la corsa del petrolio

Ieri l’S&P500 ha guadagnato lo 0,6%, settima sedute consecutiva in positivo, Nasdaq +0,8%. Per il primo indice si tratta della sequenza positiva più lunga da ottobre. Su pressione della Casa Bianca, Israele e Libano si accordano per l’avvio di un negoziato di pace, ma Netanyahu chiarisce che non è una tregua con Hezbollah.
Trump dice di essere ottimista sull’incontro di domani in Pakistan.
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L’avvio di un negoziato tra Israele ed Libano alimenta le speranze di pace in Medio Oriente e rafforza il rimbalzo delle borse. Ieri l’S&P500 ha guadagnato lo 0,6%, settima seduta consecutiva in positivo, Nasdaq +0,8%. Per il primo indice si tratta della sequenza positiva più lunga da ottobre, per il secondo, si deve tornare all’agosto del 2024 per trovare sette sedute di rialzo filate. L’S&P500 guadagna da inizio mese il 4,5%, il Nasdaq il 5,7%
LIBANO
Dopo il bombardamento di ieri, duramente condannato dalla comunità internazionale, Donald Trump avrebbe chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l'intensità dei raid, in modo da contribuire a mantenere la tregua di due settimane con l'Iran e garantire il successo degli imminenti negoziati con Teheran. Secondo quanto riportato da CNBC, Israele ha accettato di "essere un partner collaborativo".
Non è un cessate il fuoco con Hezbollah ("continueremo a colpirlo ovunque sia necessario" ha detto Netanyahu in un video), come invece chiedono le autorità libanesi: il dialogo diplomatico, riferisce Axios, potrebbe cominciare la prossima settimana al Dipartimento di Stato a Washington, inizialmente a livello di ambasciatori.
"Alla luce delle ripetute richieste del Libano di aprire negoziati diretti con Israele, ho incaricato il governo di avviare negoziati diretti con il Libano il prima possibile", ha annunciato Netanyahu, spiegando che "i negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sulla creazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano". Un'ora prima della sua dichiarazione, il presidente libanese Joseph Aoun aveva affermato che "l'unica soluzione alla situazione in Libano è raggiungere un cessate il fuoco tra Israele e Libano, seguito da negoziati diretti tra le parti".
IRAN
Trump si è detto "molto ottimista" sulla possibilità che un accordo di pace con l'Iran sia a portata di mano, anche se nello stesso tempo ha messo in guardia che le forze Usa resteranno schierate nella regione "fino a quando un vero accordo non sarà raggiunto e non sarà pienamente rispettato", minacciando altrimenti scontri più intensi.
Finora però il vitale stretto di Hormuz è rimasto sostanzialmente chiuso e Teheran, secondo una fonte iraniana citata dalla Tass, consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno in base all'accordo di cessate il fuoco (la prima non iraniana dopo la tregua è transitata giovedì, batteva bandiera gaboniana ed era diretta in India). Resta inoltre l'incognita delle mine piazzate dai pasdaran e dei costosi pedaggi evocati dal regime degli ayatollah.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future dell’indice Dax di Francoforte +0,7%.
L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,7%. Nikkei di Tokyo +2%. Tocca un nuovo massimo di lunghissimo periodo il tasso di rendimento del bond governativo a dieci anni, a 2,41%.
Cina. Indice Hang Seng di Hong Kong +0,6%, CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1,5%. L'indice dei prezzi al consumo in Cina è diminuito dello 0,70% nel marzo del 2026 rispetto al mese precedente. Il tasso di inflazione su base mensile in Cina è stato in media dello 0,14% dal 1996 al 2026, raggiungendo il massimo storico del 2,60% nel febbraio del 2008 e il minimo storico del -1,80% nel giugno del 1998.
L’ECONOMIA MONDIALE RALLENTA
Il Fondo Monetario Internazionale è pronto a rivedere al ribasso le proprie previsioni di crescita economica globale anche qualora si concretizzasse lo scenario più ottimistico riguardo alla guerra in Iran, ha affermato ieri la direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva.
Si tratta di un'inversione di rotta rispetto ai piani prebellici, che prevedevano un aumento delle previsioni di crescita globale grazie ai consistenti investimenti nel settore tecnologico e dell'intelligenza artificiale. "Anche nel migliore dei casi, non ci sarà un ritorno netto allo status quo ante", ha affermato Georgieva in un discorso in vista della riunione dei ministri delle finanze e dei responsabili politici che si terranno a Washington, D.C., la prossima settimana in occasione delle riunioni del FMI e della Banca Mondiale.
A gennaio, il FMI aveva previsto una crescita globale del 3,3% nel 2026 e del 3,2% nel 2027. Georgieva ha affermato che il FMI è pronto a ridurre tale previsione di crescita e prevede un aumento dell'inflazione a breve termine a causa dei danni alle infrastrutture, delle interruzioni delle forniture, della perdita di fiducia e di altri effetti devastanti della guerra in Iran. Lo shock bellico "sta innescando aspettative inflazionistiche più elevate nel breve termine, mentre le aspettative a lungo termine sono rimaste invariate", ha poi osservato Georgieva. In questo quadro, “le banche centrali dovrebbero intervenire con decisione aumentando i tassi", mentre, “il ricorso a stimoli finanziati in deficit accrescerebbe l'onere a carico della politica monetaria", ha aggiunto.
PETROLIO
Il greggio tipo WTI è poco mosso a 98 dollari il barile. Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che il paese attingera' nuovamente alle proprie riserve strategiche di petrolio, in risposta alle persistenti interruzioni delle forniture di greggio provenienti dal Golfo. "Al fine di garantire un approvvigionamento stabile di petrolio greggio, nell'ambito di una seconda fase che avra' inizio all'inizio di maggio, sbloccheremo l'equivalente di circa 20 giorni di consumo dalle riserve nazionali", ha dichiarato la leader durante una riunione ministeriale. L'agenzia di stampa dell'Arabia Saudita ha dichiarato che la sua capacità produttiva è stata ridotta di circa 600.000 barili al giorno a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche. Tale cifra rappresenta circa il 10% delle normali esportazioni di greggio del Regno, secondo i calcoli di Bloomberg. Nel frattempo, gli attacchi a una stazione di pompaggio che serve l'oleodotto est-ovest — che l'Arabia Saudita utilizza per esportare il greggio attraverso il Mar Rosso — hanno ridotto la produzione giornaliera di 700.000 barili questa settimana, secondo il rapporto. Anche il Kuwait ha dichiarato di aver intercettato attacchi con droni e che alcune strutture vitali sono state prese di mira.
L’ETF SULLE PETROLIERE
Il Breakwave Tanker Shipping ETF (BWET) è il protagonista inatteso dei mercati: nell’ultimo anno ha registrato un balzo di circa il 1.300%, passando da 10 a quasi 150 dollari per quota e diventando l’ETF quotato negli Stati Uniti con la migliore performance del 2026. Un risultato straordinario per un fondo che a inizio anno gestiva appena 2 milioni di dollari. Dietro questa crescita c’è la sua esposizione diretta alle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico. Ogni svolta nel conflitto con l’Iran — tregue, attacchi missilistici o cambiamenti nel traffico delle petroliere — si riflette quasi in tempo reale sul fondo.
Mercoledì, ad esempio, BWET ha perso circa il 13% in apertura dopo l’annuncio di Teheran di garantire il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz. Ma nel giro di poche ore ha invertito la rotta, recuperando terreno quando i Guardiani della Rivoluzione hanno nuovamente bloccato il traffico in risposta agli attacchi israeliani in Libano. La sua volatilità fotografa la distanza tra le tregue sulla carta e una guerra ancora in corso. Il fondo è diventato così una sorta di termometro immediato sulla sicurezza del principale snodo energetico globale.
Già a gennaio Citrini Research aveva individuato l’opportunità non tanto nel prezzo del petrolio, quanto nel trasporto marittimo, evidenziando una flotta invecchiata e sanzioni più rigide sulle “navi fantasma”.
BWET investe infatti in futures sui noli delle superpetroliere (VLCC), che trasportano greggio dal Medio Oriente verso l’Asia, soprattutto la Cina. Circa il 90% del portafoglio segue queste rotte, rendendo il fondo estremamente sensibile agli sviluppi della crisi.
DOLLARO E PETROLIO
Euro in apprezzamento a 1,169 su dollaro, verso la seconda settimana consecutiva di guadagni. Il dollaro e il petrolio si muovono sempre di più all'unisono, la correlazione tra le due classi di investimento ha continuato ad aumentare dai primi di marzo in avanti, fino a raggiungere livelli quasi record. L’indicatore basato sul periodo di 30 giorni è ad un passo dal picco raggiunto un anno fa, quando il presidente Donald Trump annunciò dazi commerciali aggressivi.
"In questa guerra non ci sono altri fattori trainanti significativi per il mercato valutario al momento, quindi le correlazioni si sono concentrate sul petrolio", ha affermato Noah Buffam, stratega presso CIBC Capital Markets. "I rischi di un fallimento dei colloqui dovrebbero mantenere un certo premio di rischio sul dollaro".
Il dollaro ha diversi legami diretti con il petrolio, che hanno sostenuto la stretta correlazione dall’inizio di marzo. Gli Stati Uniti sono il principale produttore mondiale di petrolio, con la guerra in Iran che spinge la domanda estera della loro produzione a livelli record. L’abbondante offerta interna significa che l’economia statunitense è in una posizione migliore per resistere a uno shock dei prezzi dell’energia. Il dollaro è anche la valuta del commercio globale del greggio.
TITOLI
Leonardo, Eni, Enel, Enav. Il governo ha proposto la riconferma di Flavio Cattaneo e Claudio Descalzi nei ruoli di amministratore delegato di Enel ed Eni, rimpiazzando invece Roberto Cingolani con Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo. Lo si è appreso da un comunicato del Tesoro pubblicato nella tarda serata di giovedì. Ad Enav Igor de Biasio prendera' il posto di Pasqualino Monti.
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