Rischi e opportunità nel 2024 secondo Morningstar


Terminato un anno “tumultuoso”, nuove e vecchie sfide ci attendono anche con inizio del 2024 e dal broker indicano quali opportunità ci potranno essere per gli investitori.


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Un 2023 tumultuoso

L’anno che sta per terminare è stato “tumultuoso”, scrive Michael Fied, Equity Market Strategist di Morningstar.

I mercati globali “sono saliti di quasi il 15% da inizio anno”, performance “decisamente solida” se pensiamo alle condizioni non ottimali che hanno caratterizzato questi mesi, anche se “questo rendimento non ha seguito una linea retta a causa di due significativi cali del mercato in aprile e ottobre”.

Buone notizie sono arrivate dall’inflazione, scesa al 2,4% nell’eurozona e intorno al 3% negli Stati Uniti, dopo che in entrambe le aree era arrivata a doppia cifra nel 2022, segnando così un “miglioramento significativo” rispetto allo scorso anno, ma “un’inflazione più bassa non significa che i pericoli sono alle spalle ed è importante riconoscere le sfide che porterà il 2024”, avvisa Field.

Se gli investitori camminano sempre sul filo del rasoio del rischio, secondo Morningstar “è meglio accettare la realtà di questi rischi di mercato e prepararsi ad affrontarli”, anche queste questi sono spesso imprevedibili.

Per il prossimo anno, Morningstar Investiment management (MIM) ha individuato una serie di rischi di cui tener conto.

Il nodo inflazione

Le spinte inflazionistiche potrebbero ancora non essersi esaurite, in quanto i prezzi dell’energia sono notoriamente volatili e un’impennata durante l’inverno potrebbe avere un impatto notevole sull’indice dei prezzi al consumo.

Per combattere gli alti livelli dei prezzi le banche centrali hanno adottato misure rapide per cercare di frenare l’inflazione, portando i tassi di interesse ai livelli più alti da prima della crisi finanziaria globale e le conseguenze di queste scelte si stanno già manifestando fino ad avere un impatto negativo sulla crescita nel 2024, attesa da Morningstar in calo rispetto ai livelli del 2023.

“È chiaro che la diminuzione dei prezzi dell'energia è stato il fattore determinante per il calo del tasso nominale al 2,4% (a novembre, nell'eurozona). Tuttavia, i prezzi dell'energia possono essere volatili e quindi possono facilmente risalire nei prossimi mesi”, spiega Field.

Se l’inflazione dovesse rialzare la testa, le banche centrali sarebbero costrette ad aumentare nuovamente i tassi di interesse, nonostante le aspettative del mercato di un taglio nel corso del prossimo anno, con un impatto sugli utili societari e un aumento dei rischi di recessione.

I conflitti militari

L’attacco di Hamas del 7 ottobre ha provocato una dura reazione da parte di Israele e molti osservatori temono un’escalation del conflitto che potrebbe coinvolgere le altre nazioni dell’area Medio Orientale.

Le conseguenze potrebbero incidere sui mercati energetici con possibili shock dei prezzi del petrolio, aumentando così anche il rischio di recessione nel mondo, soprattutto nelle economie più deboli.

Ripercussioni sui mercati energetici potrebbero arrivare anche dal prolungamento della guerra tra Russia e Ucraina, con possibili influenze anche sui beni alimentari, aumentando le possibilità di recessione per i Paesi europei.

Debito pubblico ei Paesi sviluppati

L’aumento del debito pubblico nei Paesi sviluppati spinge gli investitori a chiedere un maggior premio per il rischio a termine dell’investimento in titoli di Stato.

A questo si aggiunge la diminuzione dei programmi di reinvestimento dei proventi delle obbligazioni in scadenza da parte delle Banche centrali, in quanto sono passate dalle eccezionali misure espansive (quantitative easing) al quantitative tightening (riduzione degli acquisti).

Pertanto, da Morningstar avvisano che saranno gli investitori a dover assorbire l’enorme volume delle nuove emissioni statali e potrebbero avere qualche difficoltà.

Scenario, questo, che potrebbe far salire i rendimenti a lungo termine e i prezzi scendere.

Elezioni

Il 2024 prevede elezioni importanti negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nell’Eurozona, eventi che spingono gli investitori a interrogarsi circa le politiche fiscali e l’impatto di potenziali cambiamenti politici.

L’agenda vede le elezioni per il Parlamento europeo tra il 6 e il 9 giugno, il 5 novembre per le presidenziali statunitensi, mentre per il Regno Unito non è ancora stata fissata la data, ma dovrebbero tenersi tra la fine dell’anno e l’inizio del 2025.

I risultati che usciranno dalle urne potrebbero determinare il corso del mercato, in quanto eventi simili passati mostrano come l’incertezza del momento tende a provocare flessioni nei cosiddetti asset rischiosi, come ad esempio azioni e obbligazioni societarie. Al contrario, i Titoli di Stato tengono a svolgere il ruolo di riserva di valore, in quanto la stabilità finanziaria a lungo termine del governo non è necessariamente in gioco.

Settore immobiliare commerciale

Molti investitori non escludono la possibilità di una “significativa” svalutazione nel settore degli uffici, in gran parte dovuto al cambiamento delle abitudini dei lavoratori dopo il Covid, i quali hanno iniziato a preferire lo smartworking.

Gli analisti di Morningstar evidenziano i punti di contatto tra economia e settore immobiliare commerciale, rilevando le potenziali situazioni critiche nel settore previdenziale, mentre per quanto riguarda i mercati pubblici potrebbero esserci problemi per le banche regionali.

Debolezza cinese

Il post Covid avrebbe dovuto essere un momento di crescita anche nel 2023 in Cina, ma le previsioni sono state smentite: tra i motivi c’è la crisi del settore immobiliare nel Paese, tra il 15% e il 30% del PIL a seconda della definizione che viene data del real estate.

Il gigante asiatico ancora sembra non essere uscito da questa situazione e la sua debolezza economica potrebbe proseguire anche nel 2024.

“Se l'economia cinese ristagnerà o, peggio, crollerà, il rischio di recessione aumenterà anche per i partner commerciali”, avvisano da Morningstar.

Guerra commerciale

Il 2023 ha visto anche un ritorno elevato delle tensioni tra Cina e Stati Uniti, nonostante l’incontro tenutosi il 15 novembre tra il Presidente statunitense, Joe Biden, e quello cinese, Xi Jinping, tenutosi a San Francisco per cercare di stabilizzare i loro rapporti.

I rischi di un conflitto commerciale sono ancora presenti e potrebbero causare incertezza economica globale e un rapido reshoring, ovvero il ritorno in patria di attività produttive dislocate in Cina.

Compensare i rischi e trovare opportunità

Gli analisti di Morningstar indicano due temi ricorrenti nei rischi individuati per il 2024.

“In primo luogo, riteniamo che la maggior parte di questi rischi provochi volatilità, ma non modifichi necessariamente le aspettative di rendimenti futuri, il che significa che in molti casi la discesa delle quotazioni delle azioni, derivanti da questi eventi, potrebbe rappresentare un'opportunità di acquisto su larga scala”.

In secondo luogo, questi esperti guardano “ai Titoli di Stato di alta qualità per coprire il rischio geopolitico”, in quanto “soluzioni che offrono una certa sicurezza in termini relativi”.

Gli eventi geopolitici “non causano costantemente flessioni dei mercati azionari, ma quando si verificano, il più delle volte ci accorgiamo che i titoli di Stato, in particolare quelli a lunga duration, ma talvolta anche quelli a breve termine, controbilanciano le perdite in asset rischiosi”, avvisano.

Scelta tra titoli growth e value

Se il comportamento del mercato europeo è simile a quello statunitense, nel complesso, entrambe le regioni sono ancora sottovalutate, anche se la percentuale di sconto delle azioni USA è più bassa.

All’interno di ogni mercato, si assiste a un comportamento analogo: i titoli growth sono leggermente sopravvalutati in entrambe le regioni, una situazione che da Morningstar non prevedono possa cambiare presto.

“Con tutta probabilità, i tassi di interesse scenderanno il prossimo anno e gli investitori sono ben consapevoli del vantaggio che ciò comporta per le valutazioni delle azioni orientate alla crescita”.

I titoli value vengono “scambiati a conto rispetto al loro fair value”, soprattutto in Europa, in quanto “gli investitori sono ancora preoccupati per la salute dell’economia e questi titoli, che spesso comprendono in gran parte settori esposti al ciclo economico, subiranno un duro colpo se la congiuntura dovesse peggiorare nel 2024. Detto questo, nel segmento value è possibile trovare opportunità di investimento”.

Per quanto riguarda il segmento small value, questo “resta il peggiore in entrambi i mercati (USA e Europa). L’esposizione ciclica, combinata con gli svantaggi delle dimensioni ridotte, come il minore accesso al debito a basso costo, non giocano a suo favore. Ma tutto ha un prezzo, e un tasso di sconto di circa il 50%, come nel caso di quelli scambiati sui listini americani, li rende allettanti, anche se bisogna essere consapevoli del rischio che si corre acquistandoli”.

Dove investire?

Dove investire?

Guardando ai settori, da Morningstar suggeriscono quelli dei beni di consumo ciclici, delle telecomunicazioni e dell’immobiliare, “tutti scambiati ai prezzi più vantaggiosi a livello globale”.

Le preoccupazioni degli investitori per questi settori sono lecite e non esiste alcun catalizzatore evidente per la chiusura del gap tra prezzo e fair value, a parte un miglioramento materiale del quadro macroeconomico.

“Per questo motivo mettiamo in evidenza due settori per il 2024, perché non sono sempre stati economici e, data l’incertezza della situazione macroeconomica, entrambi presentano qualità difensive che potrebbero rivelarsi utili qualora il vento dovesse diventare sfavorevole”: si tratta del settore salute e quello delle utility.

Salute

Generalmente le qualità difensive e il profilo di crescita del settore salute sono ben apprezzati dagli investitori, ma questa volta le valutazioni risultano attraenti secondo Morningstar.

In questo momento “gli investitori sono preoccupati dalla diminuzione dei ricavi a causa della scadenza dei brevetti (patent cliff) e dal rischio che nei prossimi anni la crescita dell’innovazione non riuscirà a controbilanciarlo”.

Tuttavia, gli analisti vedono “molte aree interessanti di innovazione, in particolare in settori come l’oncologia e l’immunologia, che tradizionalmente hanno un forte potere di determinazione dei prezzi.

Utility

Il comparto dei servizi di pubblica utilità ha perso attrattiva negli ultimi sei mesi dopo che per dieci anni circa il settore aveva offerto un rendimento da dividendi superiore al 4,5% in Europa.

“Considerati i bassi tassi di interesse in quegli anni dei titoli di Stato, la scelta è stata facile per gli investitori orientati al reddito”, a “ora, però, i rendimenti delle obbligazioni governative a 10 anni superano lo yield offerto dai titoli delle utility”, ricordano da Morningstar.

“Se guardiamo ai prossimi mesi, il probabile calo dei tassi di interesse potrebbe invertire nuovamente la tendenza” e “nel frattempo, le utility statunitensi vengono scambiate ai tassi di sconto più elevati dai tempi della crisi finanziaria globale, con i loro competitor europei non molto indietro”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi e non devono essere considerate consiglio per gli investimenti.

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