Risultati stellari e guidance oltre le stime, ma Nvidia non convince Wall Street

Ricavi e utili superano le attese, il data center continua a trainare la crescita e le indicazioni sul trimestre in corso sorprendono in positivo. Eppure il titolo resta debole nell’After-hours mentre permangono i timori sulla sostenibilità degli investimenti in AI
Indice dei contenuti
- 1. Ricavi in crescita del 73%, utile netto quasi raddoppiato
- 2. Per il trimestre in corso indicazioni ben sopra il consenso
- 3. A Wall Street reazione tiepida del titolo
- 4. I timori sull’AI e la risposta di Jensen Huang
- 5. Cresce la concorrenza: AMD stringe l’accordo con Meta
- 6. La nuova generazione di chip in arrivo
- 7. Supply chain, memoria e Cina
Ricavi in crescita del 73%, utile netto quasi raddoppiato
Nvidia archivia un altro trimestre sopra le attese e alza l’asticella sulle prospettive, ma Wall Street resta fredda. È questa la fotografia che emerge dai conti annunciati mercoledì sera dopo la chiusura di New York: numeri solidissimi, guidance sorprendentemente forte, eppure una reazione di Borsa tiepida, segno che il mercato continua a interrogarsi sulla sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale.
Nel quarto trimestre fiscale, chiuso il 25 gennaio, Nvidia ha registrato:
- ricavi per 68,13 miliardi di dollari, in crescita del 73% su base annua e superiori alle attese di consenso (66,21 miliardi).
- L’utile per azione adjusted si è attestato a 1,62 dollari, contro gli 1,53 stimati.
- Ancora più impressionante il dato sull’utile netto, quasi raddoppiato a 43 miliardi di dollari (1,76 dollari per azione), rispetto ai 22,1 miliardi di un anno prima.
Il cuore della crescita resta la produzione per data center, che rappresenta ormai oltre il 91% del fatturato complessivo. I ricavi del segmento hanno raggiunto 62,3 miliardi di dollari, oltre i 60,7 miliardi attesi. All’interno della divisione spiccano anche le componenti di networking, con 10,98 miliardi di dollari di vendite, in crescita del 263% anno su anno, grazie all’adozione di NVLink e degli switch Spectrum-X, anche in nuovi accordi con grandi clienti come Meta.
Per il trimestre in corso indicazioni ben sopra il consenso
A sorprendere positivamente è stata soprattutto la guidance. Per il primo trimestre dell’esercizio 2026-2027, Nvidia prevede ricavi per 78 miliardi di dollari, ben al di sopra dei 72,6 miliardi attesi dal mercato. La società ha precisato che nelle stime non è incluso alcun contributo del data center dalla Cina, a conferma di un approccio prudente sul fronte geopolitico.
Il margine lordo adjusted si è attestato al 75,2%, leggermente sopra le previsioni, confermando la capacità del gruppo di difendere la redditività nonostante l’enorme scala produttiva raggiunta.
A Wall Street reazione tiepida del titolo
Nonostante i numeri, la reazione del mercato è stata contenuta. Il titolo aveva chiuso la seduta ufficiale a 195,92 dollari (+1,4%). Nell’after hours è salito inizialmente fino a 203 dollari, con un rialzo di circa il 2%, per poi ridiscendere rapidamente fino a 195,63 dollari, tornando di fatto sui livelli della chiusura.
Secondo diversi osservatori, le aspettative erano già molto elevate. In altre parole, una parte consistente delle buone notizie era già scontata nei prezzi. Inoltre, il dibattito su una possibile “AI economy surriscaldata” continua a pesare sul sentiment, come dimostrano anche le prese di beneficio osservate sui titoli dei semiconduttori in Asia.
Ciononostante, il titolo Nvidia continua a sovraperformare i grandi tecnologici: da inizio 2026 segna un +5%, a fronte di un Nasdaq in calo dello 0,4%.
I timori sull’AI e la risposta di Jensen Huang
Durante la conference call, il Ceo Jensen Huang ha cercato di smorzare i timori di un rallentamento strutturale. Secondo Huang, i clienti stanno già monetizzando la potenza di calcolo acquistata, e questo sostiene la continuità degli investimenti.
“Serve capacità di calcolo, e questo si traduce direttamente in crescita e ricavi”, ha spiegato il CEO, aggiungendo di essere fiducioso sull’aumento dei flussi di cassa dei clienti. Un messaggio chiaro rivolto a chi teme che i grandi gruppi tecnologici possano ridimensionare la spesa una volta completata la prima ondata di investimenti.
A supporto della tesi di Nvidia ci sono i piani dei grandi hyperscaler. Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft hanno fornito indicazioni che, complessivamente, portano la spesa in conto capitale 2026 verso quota 700 miliardi di dollari, in larga parte destinati all’infrastruttura AI. Non a caso, gli hyperscaler restano la principale categoria di clienti di Nvidia, con oltre il 50% dei ricavi del data center.
Cresce la concorrenza: AMD stringe l’accordo con Meta
Il quadro competitivo, tuttavia, si sta facendo più affollato. Advanced Micro Devices ha annunciato un accordo pluriennale con Meta, del valore di diverse decine di miliardi di dollari, per la fornitura di chip destinati all’intelligenza artificiale. Una mossa che ha riacceso i timori su una possibile erosione delle quote di mercato di Nvidia.
Huang ha risposto sottolineando l’ampiezza dell’offerta Nvidia, che non si limita ai singoli acceleratori ma include processori, networking e sistemi completi, creando un ecosistema difficilmente replicabile nel breve periodo.
La nuova generazione di chip in arrivo
Grande attenzione anche alla roadmap tecnologica. Dopo l’attuale piattaforma Blackwell, Nvidia si prepara a lanciare la nuova generazione di chip per AI Vera Rubin: sistemi rack-scale destinati ai grandi data center. La CFO Colette Kress ha confermato che i primi campioni sono già stati spediti ai clienti, con l’avvio delle consegne produttive nella seconda metà dell’anno.
I chip Vera Rubin promettono prestazioni per watt fino a dieci volte superiori, un fattore cruciale in una fase in cui i data center devono fare i conti con vincoli energetici sempre più stringenti.
Supply chain, memoria e Cina
Restano alcune aree di incertezza. La carenza globale di chip di memoria continua a rappresentare un freno, in particolare per il business gaming, che nel trimestre ha registrato 3,7 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 47% su base annua ma in calo del 13% rispetto al trimestre precedente. Nvidia prevede che i vincoli sull’offerta peseranno su questo segmento anche nei prossimi trimestri.
Sul fronte geopolitico, la Cina resta un’incognita. Nvidia ha ottenuto licenze limitate per spedire alcuni processori H200, ma non include ancora il contributo cinese nelle previsioni.
In sintesi, Nvidia continua a macinare risultati eccezionali e a guidare l’evoluzione dell’AI globale. Tuttavia, dopo una crescita senza precedenti, il mercato chiede ulteriori conferme sulla durata del ciclo. I numeri parlano chiaro, ma per convincere definitivamente Wall Street servirà dimostrare che l’attuale corsa agli investimenti non è solo una fiammata, bensì l’inizio di una nuova normalità tecnologica.
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