Rosso in Europa, le borse digeriscono i dati macro


Wall Street e i mercati asiatici in calo, l’Europa segue. Sotto riflettori i bancari ma il calo atteso è generalizzato. I dati macro americani di ieri suggeriscono una Federal Reserve ancora rigida.


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Apertura in rosso per le Borse europee sulla scia di quella americana e di quelle asiatiche. A Milano il Ftse Mib arretra dell’1,3%, prese di beneficio sui bancari.
L’Euro Stoxx 600 arretra dello 0,7%, Madrid a -1,1%, Dax a Francoforte -1,2%, Cac 40 a Parigi -0,9%

La borsa di Tokyo ha chiuso in calo dell’1,1%, non aiuta il Csi 300 che somma l’andamento dei listini di Shanghai e Shenzen in calo del 2,2%. Hang Seng di Hong Kong -0,7% (+0,1% la settimana).

I dati macro Usa sono a due facce, da un lato le vendite non rallentano ma se escludiamo il settore auto, lo scenario non è positivo. Molto forti i dati sull’occupazione con richieste di sussidi settimanali in calo.

"L'aumento dell'inflazione ha guidato la cifra delle vendite di prima linea, ma i volumi sono ovviamente in calo perché su base reale le vendite sono negative", ha dichiarato Peter Boockvar, Chief Investment Officer di Bleakley Advisory Group. "Le vendite al dettaglio core, essendo ben al di sotto delle aspettative, si tradurranno in un taglio delle stime del PIL per il terzo trimestre, come affermato".

Cina

Dati macro cinesi in linea con le attese, poco meglio la produzione industriale ma a preoccupare è la debolezza dello yuan sul dollaro. Più aumentano le attese di un rialzo dei tassi, più si rafforza il dollaro sullo yuan mentre Pechino non taglia i tassi per difendere la propria valuta.

Fitch Ratings ha tagliato le previsioni di crescita del Pil cinese per quest'anno al 2,8% dal 3,7%, citando i dati economici del secondo trimestre più deboli del previsto, il crollo del mercato immobiliare del Paese e il deterioramento delle prospettive globali. Per il 2023, l'agenzia di rating prevede ora un'espansione dell'economia cinese del 5,3%, rispetto alla precedente previsione al +4,5%. All'inizio dell'anno Pechino aveva fissato un obiettivo di crescita ufficiale del 5,5% circa per il 2022, ma ha smesso di citarlo dalla metà dell'anno.

Europa

Occhi in mattinata su un intervento della presidente Christine Lagarde, dopo che ieri il vice Luis de Guindos ha detto che la Bce deve adottare misure risolute per sradicare l'inflazione alta. Per il consigliere Mario Centeno, Francoforte dovrebbe però procedere a "piccoli passi".
Sul lato macro, le attese si concentrano proprio sui numeri relativi all'inflazione. In mattinata sono infatti in arrivo le letture finali di agosto da Italia e zona euro, che in entrambi i casi dovrebbero confermare i dati preliminari, rispettivamente 9% e 9,1% tendenziale, livelli che non fanno che sostenere i toni 'hawkish' di Francoforte.

Obbligazioni

Il Treasury Note a dieci anni si è riportato a un rendimento del 3,47% era arrivato a 3,5%. Sale lo spread con il due anni che si porta a 44 punti base a un soffio dai massimi di agosto 48 punti base.

Il decennale italiano supera il 4%, in rialzo di pari passo anche il rendimento del Bund a 1,8%, con lo spread invariato. Fitch ieri ha tagliato del 2,7% la crescita attesa del Pil italiano portandola a negativa per il 2023 a -0,7%, taglio del 2,5% del Pil anche per Germania.

Cambi

Dollaro stabile in attesa del meeting Fed. Il cross euro/dollaro vale 0,9986 (in calo di 0,13%); il cambio euro/yen 143,19 (in calo di 0,2%) mentre il dollaro scambia a 143,37 su yen (in calo di 0,1%).
Petrolio in recupero con il Brent che guadagna l’1% dopo il tonfo di ieri.

Oro a 1.664 dollari l’oncia, sui minimi degli ultimi due anni. Più salgono i tassi reali positivi in usa meno diventa attraente l’oro che è arrivato a ridosso di una soglia importante e che potrebbe essere rotta con facilità a fronte di uno scenario di tassi Usa in crescita.

Titoli a Piazza Affari

Giornata di risk off, ovvero si scappa dagli asset rischiosi come le azioni nella speranza di parcheggiare la liquidità in porti sicuri che si fatica a identificare.

Oggi gli investitori prendono profitto sul settore bancario, dopo i rialzi delle scorse sedute. Intesa arretra del 2%, Unicredit del 2,5%, Bpm dell’1,5%.

È all'esame dell'Antitrust europeo la jv tra Eni -1% e Snam -0,2%, che deterrà le quote dei gasdotti Ttpc e Tmpc, oggi controllati da Eni, titolari dei tratti internazionali e tunisini del gasdotto Algeria-Italia. Lo scrive MF. Entro fine anno è infatti previsto un cambio di assetto azionario con il closing di un accordo da 385 milioni che prevede la cessione a Snam del 49,9% delle partecipazioni detenute dal Cane a sei zampe e il loro conferimento in una newco. Secondo il quotidiano, l'Antitrust europeo prenderà una decisione entro metà ottobre.

Monte Dei Paschi -4,5%, guarda con interesse ad una eventuale partecipazione dei suoi partner Anima Holding e Axa nel prossimo aumento di capitale dell'istituto, anche se queste mosse dovranno seguire una logica separata da quella relativa alla revisione degli accordi commerciali, ha detto l'AD Luigi Lovaglio nel corso dell'assemblea che ha approvato l'aumento fino a 2,5 miliardi.
La banca senese è concentrata sull'intera sottoscrizione dell'aumento in un'unica soluzione e sta proseguendo gli incontri, che definisce positivi, con gli investitori.

Stellantis -2%, il gruppo, che comprende tra gli altri i marchi Fiat, Jeep, Lancia/Chrysler, Alfa Romeo, Peugeot, Opel/Vauxhall, Citroen e Ds, ha visto la quota di mercato in Ue-Efta-Gran Bretagna salire ad agosto al 18,3% dal 17% di un anno prima, con vendite in rialzo dell'11% a 136.721 veicoli. A luglio le vendite di Stellantis erano scese del 9,9% con una quota di mercato del 19%.

Ariston Holding +10,6% ha firmato un accordo vincolante per l'acquisizione dell'intero capitale di Centrotec Climate Systems GmbH per una cifra composta da 703 milioni di euro in contanti e circa 41,42 milioni in azioni di nuova emissione.
L'acquisizione pre-sinergie (stimate per un valore di 20-25 milioni a regime) contribuirà in maniera positiva all'Eps già a partire dal primo anno.


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