S&P Global, la fabbrica dei rating che genera miliardi di utili

S&P Global, la fabbrica dei rating che genera miliardi di utili

Il mercato aspetta il giudizio sullโ€™Italia di S&P, unโ€™organizzazione che รจ molto piรน di unโ€™agenzia di rating. Il gruppo Usa quotato a Wall Street controlla indici, database e piattaforme utilizzate in tutto il mondo e beneficia di trend strutturali come lโ€™aumento del debito e lโ€™intelligenza artificiale. Ecco perchรฉ Barronโ€™s la considera una societร  su cui investire

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Questa sera il verdetto sullโ€™Italia

Questa sera, dopo la chiusura di Wall Street, รจ atteso il giudizio aggiornato di S&P Global Ratings sul debito pubblico italiano. Il mercato si attende la conferma del rating BBB+, con outlook stabile, anche se non รจ escluso un possibile miglioramento a positivo. Un segnale che avrebbe soprattutto valore reputazionale, rafforzando la credibilitร  del percorso di finanza pubblica e incidendo nel tempo sul costo del debito.

Da questa notizia, nota a tutti gli operatori, prende spunto lโ€™approfondimento di oggi: non sul rating in sรฉ, ma sulla societร  che lo assegna.

Molto piรน di unโ€™agenzia di rating

S&P Global รจ una delle piรน potenti societร  di dati finanziari al mondo, quotata al NYSE con una capitalizzazione di circa 160 miliardi di dollari. Fondata nel 1917, il gruppo controlla asset diventati centrali per lโ€™industria finanziaria globale: rating, indici azionari, database e piattaforme informative.

Oltre il 95% dei ricavi deriva da benchmark, dati e strumenti proprietari, una caratteristica che rende il business altamente ricorrente e difficilmente replicabile.

Una vera macchina da utili

Nel 2025 S&P Global dovrebbe generare ricavi per circa 15,3 miliardi di dollari e utili per 4,5 miliardi. La divisione Ratings pesa per circa il 34% del fatturato, ma contribuisce per oltre il 40% dellโ€™Ebitda, grazie a margini particolarmente elevati.

Dal 2022 a oggi lโ€™utile per azione รจ cresciuto a un tasso composto del 17% annuo, mentre il free cash flow ha registrato una crescita media del 30% allโ€™anno.

Come ha ricordato la CEO Martina Cheung allโ€™Investor Day di novembre, โ€œoltre il 95% dei nostri ricavi proviene da dati e benchmark proprietari, un modello che consente crescita scalabile e visibilitร  nel tempoโ€.

I driver di crescita

Secondo Barronโ€™s, il potenziale di sviluppo del gruppo resta significativo. Il primo fattore รจ lโ€™aumento globale dellโ€™emissione di debito. Se i tassi continueranno a scendere, aziende e governi torneranno a finanziarsi sui mercati. Inoltre, entro il 2028 arriveranno a scadenza oltre 8.000 miliardi di dollari di obbligazioni, che dovranno essere rifinanziate.

โ€œSi tratta di un livello nettamente superiore alla media storica degli ultimi dieci anniโ€, ha spiegato Cheung, sottolineando come ogni nuova emissione richieda un rating.

Un ulteriore supporto potrร  arrivare dalla ripresa delle operazioni di fusioni e acquisizioni, che storicamente stimolano lโ€™emissione di nuovo debito.

Lโ€™effetto intelligenza artificiale

Contrariamente ai timori iniziali del mercato, lโ€™intelligenza artificiale rappresenta per S&P Global unโ€™opportunitร .

La societร  possiede enormi database proprietari che possono essere concessi in licenza ai grandi player dellโ€™AI. โ€œVediamo lโ€™intelligenza artificiale come un canale aggiuntivo di distribuzione dei nostri datiโ€, ha spiegato la CEO.

Parallelamente il gruppo ha sviluppato soluzioni interne: dal 2020 offre dati machine-readable e nel 2024 ha lanciato ChatIQ, assistente GenAI integrato nella piattaforma Capital IQ Pro.

La spinta dei mercati privati

Un altro fronte di crescita riguarda i private market, ossia i mercati del debito di societร  non quotate. Con lโ€™acquisizione di With Intelligence per 1,8 miliardi di dollari, S&P ha ampliato il proprio database a 60 milioni di societร , rafforzando lโ€™offerta informativa destinata a fondi di private equity e private credit.

Valutazione e ritorno per gli azionisti

Le azioni S&P Global quotano 528,63 dollari. Da inizio anno il titolo sale dellโ€™1,1%, dopo un 2025 sostanzialmente piatto.

Sulla base delle stime di consensus per il 2026 โ€” utili attesi intorno ai 5 miliardi di dollari โ€” il titolo tratta a un P/E di circa 31 volte, ed รจ quindi leggermente piรน conveniente rispetto alla concorrente Moodyโ€™s (P/E di 34 volte). Un multiplo elevato, ma coerente con la qualitร  del business e inferiore alla media degli ultimi cinque anni (39,7 volte).

Secondo Barronโ€™s, i modelli di valutazione collocano il fair value tra 720 e 740 dollari per azione. Su 22 analisti che coprono S&P Global, 21 raccomandano di comprare le azioni. La media dei target price, pari a 622 dollari, indica un upside potenziale del 18%.

La forza del gruppo รจ soprattutto nella capacitร  di generare cassa. Il free cash flow yield รจ intorno al 3,6% e la societร  ha un modello molto chiaro: circa lโ€™85% del free cash flow viene redistribuito agli azionisti tramite dividendi e buyback. Per il 2025 sono stimati riacquisti di azioni proprie per circa 5 miliardi di dollari.

Questa sera lโ€™attenzione sarร  sul rating dellโ€™Italia. Ma dietro quelle tre lettere si trova una delle aziende piรน strategiche della finanza globale: un gruppo che beneficia di trend strutturali โ€” crescita del debito, centralitร  dei dati e intelligenza artificiale โ€” e che continua a trasformarli in utili e flussi di cassa.

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