Saes Getters, plusvalenza oltre i 500 milioni dal business di nitinol


La vendita è stata conclusa per una cifra lorda di 900 milioni di dollari e permetterà alla società produttrice di materiali innovativi di disporre di un’importante liquidità per l’attuazione del suo piano industriale e alla remunerazione degli azionisti.


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Balzo Saes Getters

Cessione del business nitinol con importante plusvalenza per Saes Getters e l’operazione attira forti acquisti sul titolo.

Dopo oltre un’ora in cui le azioni Saes Getters non sono riuscite ad entrare in contrattazioni per l’eccesso di richiesta, il prezzo è volato di oltre un terzo (+33%), toccando quota 32 euro, mentre l’indice di cui fanno parte, il Ftse Italia Star, guadagnava l’1,2%.

L’annuncio

Prima dell’apertura di Piazza Affari, da Saes Getters annunciava un accordo vincolante per la cessione del business nitinol/medical, appartenente alle controllate Memry e Saes Smart Materials, alla statunitense Resonetics.

Il prezzo stabilito di 900 milioni di dollari, se convertito in euro al cambio attuale, corrisponde a 857,1 milioni e permette una plusvalenza lorda di circa 719,6 milioni di euro, attesa a 584,6 milioni tolti i costi legati all’operazione (135 milioni).

La società del New Hampshire, che tra gli azionisti principali vede Carlyle e il fondo di private equity Gtcr, pagherà, dunque, circa 17 volte l’Ebitda adjusted relativo al perimetro di cessione nel periodo ottobre 2021-settembre 2022 e la somma prevista verrà corrisposta per cassa, in un’unica soluzione, alla data del closing, atteso nel 2023.

L’operazione, spiega il comunicato, consentirà a Saes di disporre di “un’ingente iniezione di liquidità” da investire nel piano industriale di crescita, organica e inorganica, coerente con le competenze tecnico-scientifiche del gruppo, in particolare relativamente al focus nelle aree del packaging avanzato e dei nuovi materiali funzionali (chemicals), oltre che alla remunerazione degli azionisti.

Inoltre, “le risorse finanziarie ricavate consentiranno al gruppo un'ennesima trasformazione industriale e un notevole ritorno per gli stakeholder”, sottolinea Massimo della Porta, presidente di Saes Getters.

Cash oltre le attese

Il cash-in netto per Saes da 546 milioni risulta “superiore ad una capitalizzazione pre-annuncio di 462 milioni”, sottolineano da Banca Akros.

“Il business disinvestito ha generato ricavi nei primi nove mesi del 2022 per 90,8 milioni di euro, il 48% dei ricavi totali) e un Ebitda di 36,3 milioni, con un margine del 40%”, calcolano dalla banca, prevedendo che “le attività rimanenti dovrebbero generare nell'anno fiscale 2022 un turnover di 130 milioni di euro”.

“Considerando un margine Ebitda del 20%, potremmo ottenere un ebitda per l'anno fiscale 2022 di 26 milioni che, con un rapporto Ev/Ebitda di 8,5 volte, potrebbe portare a un valore di 220 milioni”, concludono da Akros.

Passare alle risparmio?

L’operazione comprende circa “il 50% delle vendite consolidate di Saes Getter, con ricavi di 90,8 milioni, Ebitda di 36,3 milioni e un utile netto di 24 milioni nei primi nove mesi del 2022”, sottolineano da WebSim.

“Ipotizzando un multiplo EV/EBITDA di 7 volte per il restante business industriale (12 milioni stimato EBITDA 2022 post holding cost), e sommando la cassa già disponibile (80 milioni) e le azioni proprie, stimiamo un fair value dell’equity superiore a 800 milioni prima di applicare uno sconto alla cassa”, proseguono dalla sim.

Pertanto, questi esperti suggeriscono “di passare alle azioni di risparmio in quanto riteniamo probabile una conversione subito dopo la chiusura della cessione del business medicale”, oltre che confermare il giudizio ‘molto interessante’ sul titolo SG.MI, con target price di 35 euro.

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