Sale ancora il petrolio, borse in calo

30/03/2026 06:30
Sale ancora il petrolio, borse in calo

Brent a 115,4 dollari il barile. Si apre un nuovo fronte in Medio Oriente. Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicando i primi attacchi missilistici contro Israele e hanno minacciato di chiudere lo stretto di Bab el Mandab, nel Mar Rosso.

A Washington si considera la possibilità di un'ulteriore spallata al regime. Secondo il Wall Street Journal, sono in corso valutazioni per schierare altri 10.000 soldati in Medio Oriente rispetto ai 7.000 attuali.

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La settimana inizia con il petrolio, i prezzi del petrolio in rialzo per la quarta seduta consecutiva ed un aumento delle quotazioni anche per alcune materie prime. La maggior parte delle borse dell’Asia Pacifico è in ribasso. È poco mosso il dollaro e ci sono segnali di rimbalzo delle obbligazioni.

I future di Wall Street sono intorno alla parità. Venerdì il Nasdaq ha chiuso in ribasso del 3,2%, per un bilancio settimanale negativa del 3,2%: da inizio anno il calo è del 7,6%.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire deboli, future del Dax di Francoforte -0,6%. Il Ftse Mib di Milano ha terminato la seduta di venerdì in ribasso dello 0,9%, ma sulle cinque sedute il bilancio è positivo, +1,2%.

MEDIO ORIENTE

Nel fine settimana si è aperto un nuovo fronte. Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicando i primi attacchi missilistici contro Israele e hanno minacciato di chiudere lo stretto di Bab el Mandab, nel Mar Rosso. Il blitz delle milizie yemenite è scattato dopo che le forze armate di Teheran hanno centrato una base americana in Arabia Saudita provocando una ventina di feriti tra i soldati.

I padroni de facto dello Yemen, che durante la guerra a Gaza avevano messo sotto assedio il Golfo di Aden, finora avevano scelto una linea attendista nell'attuale conflitto. Ora invece, ha annunciato il ministero della propaganda di Sanaa, “siamo giunti alla conclusione che è il momento di intervenire" e ci "stiamo coordinando con i nostri fratelli dell'asse della resistenza", l'Iran ed Hezbollah.

Intanto l'intelligence Usa ha rilevato che un terzo dell'arsenale missilistico e di droni degli ayatollah è stato distrutto, ma comunque a Washington si considera la possibilità di un'ulteriore spallata al regime. In questa chiave, secondo il Wall Street Journal, sono in corso valutazioni per schierare altri 10.000 soldati in Medio Oriente rispetto ai 7.000 attuali.

In Medio Oriente ci sono al momento 50.000 soldati americani, 10.000 più del solito. Lo riporta il New York Times, ricordando come in situazioni normali sono circa 40.000 le truppe americane nell'area sparse in vari Paesi, dall'Arabia Saudita al Bahrain passando per l'Iraq, la Siria, la Giordania, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait.

Questi numeri sono esigui se si pensa un'invasione, ma sufficienti per mettere in sicurezza l'uranio arricchito e prendere il controllo di una parte di territorio iraniano, magari la strategica isola di Kharg. Si attende solo il via libera di Trump, che per il momento temporeggia preferendo la via diplomatica.

NEGOZIATO

Gli iraniani continuano a sparare missili e negano ci sia una trattativa. Trump ribadisce che il negoziato va avanti.

"Abbiamo distrutto molti target oggi. E' stato un grande giorno. Stiamo negoziando con loro direttamente e indirettamente. Come sapete ci hanno dato 10 navi nei giorni scorsi e oggi ci hanno dato come tributo e segno di rispetto 20 navi molto grandi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz a partire da domani mattina", ha detto ieri Trump.

"Stiamo andando molto bene nelle trattative, ma non si mai con l'Iran. Penso che faremo un accordo, ma è possibile anche che non ci sia", ha messo in evidenza. A chi gli chiedeva della possibilità di dispiegare truppe a terra, il presidente ha risposto: "abbiamo molte opzioni". Secondo Trump, a Teheran c’è una nuova leadership. “

Abbiamo avuto un cambio di regime. Un regime è stato decimato, il successivo anche è tutto morto e ora stiamo avendo a che fare con un terzo regime, con persone diverse da prima. E considero questo un cambio di regime. Francamente, sono ragionevoli", ha detto Trump.

"Il Pakistan sarebbe onorato di ospitare e facilitare nei prossimi giorni colloqui significativi tra le due parti per una soluzione globale e duratura del conflitto in corso": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar in una dichiarazione video, ripresa da Anadolu. Dar non ha rivelato se i colloqui sarebbero stati diretti o indiretti e non ci sono state dichiarazioni immediate da nessuna delle due parti. I ministri degli esteri di Turchia, Pakistan, Egitto e Arabia Saudita hanno oggi "discusso dei possibili modi per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra nella regione", ha aggiunto Dar.

PETROLIO

Greggio tipo Brent è in rialzo del 2% a 115,5 dollari il barile, +89% da inizio anno. WTI del Texas +1,5% a 101 dollari. Lo spread tra i due tipi di greggio di riferimento è 14 dollari il barile, circa quattro dollari in più della media degli ultimi anni.

La premier giapponese Sanae Takaichi valuta l'ipotesi di avviare un dialogo ad alto livello con la leadership iraniana, in un contesto di tensioni prolungate in Medio Oriente che impongono a Tokyo di mantenere una difficile mediazione diplomatica. "Valuterò il momento opportuno per eventuali colloqui sulla base degli interessi nazionali del nostro Paese, da una visione globale", ha dichiarato Takaichi intervenendo davanti alla commissione Bilancio della Camera. Dallo scoppio del conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran lo scorso mese, il Giappone ha intensificato gli sforzi per preservare un equilibrio tra la storica alleanza con Washington e i rapporti tradizionalmente cordiali con Teheran

ALLUMINIO

Il metallo è salito di circa il 6% dopo che l'Iran ha attaccato due siti produttivi in Medio Oriente, minacciando di aggravare le interruzioni delle forniture in una regione che rappresenta una parte significativa della produzione globale. I prezzi al London Metal Exchange sono aumentati fino al 6%, raggiungendo i 3.492 dollari a tonnellata nelle prime contrattazioni.

Anche le azioni delle società australiane di alluminio sono salite. Il principale produttore di alluminio del Medio Oriente, Emirates Global Aluminum PJSC, ha dichiarato sabato di aver subito "danni significativi" al suo impianto di Abu Dhabi, mentre la società statale Aluminium Bahrain ha affermato di star valutando i danni al proprio stabilimento.

ASIA

L’indice MSCI Asia Pacific perde l’1,7%.

Il Nikkei di Tokyo inizia la settimana con un ribasso del 3,3%, anche per effetto dello stacco dei dividendi. Lo yen si apprezza dopo quattro sedute consecutiva di flessione su dollaro, a 159,7.

Il massimo funzionario valutario del Giappone ha avvisato che le autorità potrebbero adottare misure drastiche sui mercati se le condizioni attuali dovessero persistere. "Stiamo riscontrando una crescente preoccupazione per l'aumento dell’attività speculativa non solo nel mercato dei futures sul petrolio greggio, ma anche nel mercato dei cambi", ha dichiarato stanotte ai giornalisti Atsushi Mimura, viceministro delle finanze per gli affari internazionali. "Se questa situazione dovesse continuare, riteniamo che presto potrebbero essere necessarie azioni decisive". Indice Hang Seng di Hong Kong -0,8%. Csi 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,2%. Taiex di Taipei -1,3%.

La Cina ha invitato a Pechino una delegazione di oppositori del governo di Taiwan. La presidente del Kuomintang (KMT), Cheng Li-wun, ha "accettato con piacere" l'invito a guidare una delegazione in Cina, ha confermato il suo partito in un comunicato, confermando una notizia dell'agenzia Xinhua.Il KMT auspica relazioni piu' strette e maggiori scambi con la Cina. Xinhua ha affermato che la delegazione visitera' "la Cina continentale" dal 7 al 12 aprile, ma non ha specificato dove in Cina ne' se Cheng incontrera' Xi Jinping.

TITOLI

Banca Monte Paschi. La decisione del Cda di proporre un cambio di amministratore delegato risponde all'esigenza di un maggiore coordinamento interno col board stesso, affermano il presidente della banca Nicola Maione e il presidente del Comitato Nomine Domenico Lombardi. In una lettera agli azionisti, aggiungono che la lista proposta per il rinnovo del consiglio rappresenta un rafforzamento complessivo della qualità della governance.

La Consob ha escluso che una delle tre liste di candidati presentate per il consiglio di amministrazione della terza banca italiana per dimensioni possa essere considerata illegittima, ha detto una fonte a diretta conoscenza della questione.

Telecom Italia. Il Cda tenutosi domenica ha rimandato la decisione sulla scelta degli advisor per l'Opas di Poste Italiane, hanno riferito due fonti vicine alla situazione. Il Cda di TIM incontrerà dopo Pasqua l'AD di Poste Italiane, che presenterà ai consiglieri i dettagli dell'offerta, aggiungono le fonti.

Inwit. Telecom Italia ha inviato alla società delle torri la disdetta del cosiddetto Master Service Agreement (Msa) esistente tra le parti, con efficacia alla scadenza contrattuale di agosto 2030, sulla base della clausola sul cambio di controllo della stessa Inwit, esercitata nel 2022.

In risposta all'annuncio di TIM, Inwit ha affermato di ritenere la disdetta priva di fondamento giuridico e di volerla contrastare in ogni sede competente, "per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli stakeholders”.

Recordati. Nel caso in cui vada a buon fine l'acquisizione del gruppo farmaceutico italiano, CVC Capital Partners intende valutare per Recordati diverse opzioni, incluse potenziali dismissioni, ha scritto Bloomberg venerdì citando persone a conoscenza della vicenda.

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