Sale il petrolio, cadono i bond, Wall Street imperturbabile

Trump aveva detto ieri che la guerra potrebbe durare circa quattro o cinque settimane, stanotte ha detto che non c’è una tempistica fissa. Il segretario alla Difesa ha detto che non ci sarà una guerra senza fine.
L’Iran sta alzando il livello della risposta agli attacchi in forze arrivati negli ultimi tre giorni da Israele e Stati Uniti. Tehran sta scagliando missili e droni contro i vicini.
Un drone ha colpito il ponte Re Fahd che collega il Bahrein all'Arabia Saudita.
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ULTIME DAL FRONTE
In Medio Oriente l’Iran sta alzando il livello della risposta agli attacchi in forze arrivati negli ultimi tre giorni da Israele e Stati Uniti. Tehran sta scagliando missili e droni contro i vicini, anche contro i paesi con i quali, fino a poche settimane fa, esistevano dei piani di collaborazione e delle intese strategiche.
Si è aperto un nuovo fronte nel Sud del Libano, dove a seguito del lancio di missili da parte di Hezbollah, gli aerei di Tel Aviv hanno bombardato i dintorni di Beirut.
Stamattina l’Esercito degli Stati Uniti ha comunicato di aver distrutto posti di comando, basi di lancio di missili e droni, oltre che difese aeree del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica. Queste ultime hanno annunciato di avere lanciato una nuova ondata di attacchi, questa volta contro una base militare statunitense in Bahrein, e di averla distrutta. “In questo attacco, 20 droni e tre missili hanno colpito gli obiettivi, distruggendo l'edificio di comando principale e le caserme della base aerea statunitense e incendiando i depositi di carburante”. Gli Stati Uniti hanno ordinato a tutti i cittadini presenti nel Bahrein di abbandonare l’area.
Le immagini satellitari scattate lunedì pomeriggio mostrano grandi colonne di fumo scuro che si alzano da diverse imbarcazioni in fiamme nel porto militare di Bandar Abbas, in Iran. Una delle navi, lunga oltre 230 metri, sembra essere stata trasformata da petroliera in unità militare con una grande pista di atterraggio per elicotteri, ha riferito la Cnn.
Un drone ha colpito il ponte Re Fahd che collega il Bahrein all'Arabia Saudita, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr citata dalla Tass. Secondo l'agenzia, gli Stati Uniti avrebbero potuto utilizzare questo collegamento di trasporto lungo 25 chilometri (circa 15,5 miglia) per evacuare il proprio personale militare dal Bahrein.
QUANTO DURERA’ LA GUERRA?
Lunedì il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva respinto l’idea di una guerra “senza fine” con l'Iran. Ma il presidente Donald Trump ha poi insistito sul fatto che non c'è una tempistica fissa. Entrambi hanno rifiutato di escludere l'invio di truppe americane sul campo. “Qualunque sia il tempo necessario, va bene - qualunque cosa serva”, ha detto Trump. "Fin dall'inizio, abbiamo previsto quattro o cinque settimane. Ma abbiamo la capacità di andare ben oltre”. Le forze di difesa israeliane hanno annunciato lunedì una nuova "ondata di attacchi" su Teheran contro i centri di comando della sicurezza interna e del ministero dell'intelligence iraniani, che hanno accusato di "reprimere le proteste contro il regime con misure violente “.
Gli Stati Uniti si stanno preparando a un “forte aumento" degli attacchi in Iran nelle prossime 24 ore. Lo ha detto un alto funzionario statunitense alla CNN.
TUTTO IL GOLFO CONTRO L’IRAN
La rappresaglia contro i Paesi del Golfo è forse la mossa più azzardata che ha intrapreso Teheran nell'attuale escalation. "La sorpresa più grande", l’ha definita Donald Trump alla Cnn: "Avrebbero dovuto essere coinvolti molto poco, ma ora insistono per esserlo". Il Consiglio del Golfo, che si è riunito domenica, si riserva l'opzione di rispondere agli attacchi "sconsiderati e indiscriminati" verso il loro suolo e infrastrutture. Se l'obiettivo strategico dell'Iran era portare i Paesi arabi a premere su Washington per una de-escalation, o dimostrare che l'alleanza con gli Usa è pericolosa, l'effetto sembra rivelarsi opposto: ricompatta le alleanze, e sembra anche delineare la fine di quell'equilibrismo tra Teheran e Washington che ha caratterizzato a lungo le monarchie del Golfo
PETROLIO
Il Brent sfiora quota ottanta dollari il barile, +2,7%, +31% da inizio anno. Il comando centrale degli Stati Uniti ha affermato su X di aver affondato tutte e undici le navi della marina militare iraniana schierate nel Golfo dell'Oman. "Due giorni fa, il regime iraniano aveva 11 navi nel Golfo dell'Oman, oggi ne ha ZERO", si legge nel comunicato, “il regime iraniano ha disturbato e attaccato il trasporto marittimo internazionale nel Golfo dell'Oman per decenni. Quei giorni sono finiti. La liberta' di navigazione marittima ha sostenuto la prosperita' economica americana e globale per oltre 80 anni. Le forze armate statunitensi continueranno a difenderla”.
STRETTO DI HORMUZ
Una chiusura prolungata dello snodo cruciale per oltre il 20% delle spedizioni globali di petrolio e GNL “potrebbe spingere il greggio verso i 100 dollari al barile e riaccendere le pressioni inflazionistiche globali”, afferma Anthony Willis, Investment Manager di Columbia Threadneedle in una nota.
Anche un’economia energeticamente autosufficiente come quella statunitense resterebbe esposta all’impatto inflazionistico legato all’aumento del prezzo globale del petrolio: secondo stime ING, un petrolio a 100 dollari potrebbe riportare il CPI statunitense verso il 4% rispetto al 2,4% di gennaio. L’Asia risulterebbe l’area più esposta, considerando che circa l’84% del petrolio e l’83% del GNL transitanti nello stretto sono destinati ai mercati asiatici”.
In Asia Pacifico le borse scendono, indice Dow Jones Asia -2,4%. Cade Seul alla riapertura dopo la festività, indice Kospi -7%. Nikkei -3%. Il governo giapponese ha invitato le navi battenti bandiera del Sol Levante a tenersi alla larga dal Golfo Persico, a seguito delle interruzioni nello Stretto di Hormuz dopo i raid aerei statunitensi e israeliani contro l'Iran. Lo ha annunciato il segretario di Gabinetto Minoru Kihara, nel corso di una conferenza stampa. Il ministero dei Trasporti ha inoltre raccomandato alle unità già presenti nel Golfo di ormeggiare in località sicure, in attesa di un chiarimento della situazione operativa.
Euro dollaro a 1,170.
DOLLARO
La valuta degli Stati Uniti è in questo momento il migliore dei beni rifugio, dice Skylar Montgomery Koning, una strategist sul forex di Bloomberg. Che si guardi alla correlazione negativa con gli asset rischiosi, alla liquidità, alla capacità di conservare valore e alla credibilità, il dollaro primeggia sul resto.
“Un bene rifugio dovrebbe salire quando le azioni scendono. Da questo punto di vista dollaro e yen mostrano la correlazione negativa più marcata con l’MSCI World durante le fasi di ribasso, soprattutto nei drawdown più ampi. Anche se in rare occasioni possono scendere insieme all’azionario, la relazione resta generalmente stabile. Ciò dipende non solo dal sentiment, ma anche dal loro ruolo centrale nei mercati di finanziamento globali: quando gli investitori riducono la leva, si generano flussi automatici di acquisto.
La liquidità è un altro fattore chiave: un rifugio deve poter essere scambiato facilmente anche nei momenti di stress. Il dollaro guida la classifica per volumi, seguito da yen, Treasury USA, franco svizzero e oro. Asset come obbligazioni corporate, settori azionari o Bitcoin sono più esposti all’appetito per il rischio e quindi più pro-ciclici.
Conta poi la capacità di preservare il potere d’acquisto con bassa volatilità reale. Qui si distinguono liquidità, titoli di Stato, franco svizzero e dollaro, mentre materie prime e Bitcoin risultano più instabili.
Infine, la credibilità: un rifugio deve ispirare fiducia e garantire stabilità. Nonostante alcuni dubbi emersi di recente sull’indipendenza della Fed, gli Stati Uniti beneficiano ancora di mercati profondi, status di valuta di riserva e solide istituzioni, elementi che sostengono la domanda di dollari nelle fasi di tensione.
BOND
Le aspettative di una ripartenza dell’inflazione hanno affossato in tutto il mondo le obbligazioni. Treasury Note a dieci anni a 4,06%, da 3,97% di ieri. Si ridimensionano le aspettative di un taglio tassi negli Stati Uniti e anche in Europa. Bund a 2,70% di tasso di rendimento, da 2,63% di venerdì. Si allarga lo spread, a 64 punti base.
TITOLI
Stellantis. A febbraio il gruppo ha registrato un incremento delle immatricolazioni in Italia del 27,2% su anno, a fronte di un mercato automobilistico in crescita del 14%, secondo calcoli Reuters sulla base dei dati diffusi al ministero dei Trasporti.
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