Salgono i rendimenti dei bond, Wall Street sotto la parità

L’aumento dei prezzi del petrolio spinge in alto i titoli di Stato USA, indebolendo anche l’azionario statunitense, dopo la delusione del vertice tra Stati Uniti e Cina della scorsa settimana e i nuovi venti di guerra in Medio Oriente.
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Wall Street oggi
Wall Street leggermente sotto la parità con l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato USA e dei prezzi del petrolio in questo inizio di una settimana che si preannuncia pieno di market mover.
I future sul Dow Jones cedono lo 0,30% quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni, seguiti in rosso dai contratti sullo S&P500 (-0,20%) e da quelli sul Nasdaq (-0,10%).
Il dollaro cede nei confronti dell’euro e la coppia EUR/USD sale a 1,1645, mentre il Bitcoin cede l’1% e scende a 77.300 dollari.
Oro poco mosso: prezzo spot e future con scadenza a giugno scambiati a 4.550 dollari l’oncia.
Market mover della settimana
I verbali dell'ultima riunione di politica monetaria della banca centrale, la cui pubblicazione è prevista per mercoledì, dovrebbe fornire indicazioni sull'entità delle pressioni esercitate all'interno del comitato per passare a una posizione neutrale e abbandonare l'orientamento accomodante.
La settimana proseguirà con la trimestrale di Nvidia, la società più preziosa al mondo, in agenda per mercoledì dopo la chiusura di Wall Street, mentre si avvicina alla conclusione una stagione di utili del primo trimestre molto positiva.
Anche Walmart, il maggior rivenditore al dettaglio del mondo, pubblicherà i propri risultati questa settimana, in particolare giovedì. I suoi dati potrebbero offrire un quadro più chiaro di come i consumatori statunitensi stiano affrontando l'aumento dei prezzi dell'energia e le pressioni inflazionistiche più ampie.
Salgono i bond
Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni, che si muove in modo inverso ai prezzi, sale fino al 4,631% nelle prime ore della giornata, il suo livello più alto dal febbraio 2025, prima di scendere leggermente al 4,597%.
La corsa alle vendite sul mercato obbligazionario è alimentata da un'impennata dei prezzi del petrolio, poiché gli investitori temono che i costi di indebitamento possano rimanere elevati a causa delle pressioni inflazionistiche. I future sul Brent, infatti, salivano fino a 111,99 dollari al barile dopo che gli sforzi per porre fine alla guerra con l'Iran sembrano essersi arenati in seguito a un attacco con droni contro una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti.
La scorsa settimana, i dati sull'inflazione statunitensi, superiori alle attese, hanno riacceso i timori inflazionistici sui mercati, spingendo gli operatori ad aumentare le proprie scommesse su un possibile aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve per contrastare l'aumento dei prezzi.
Le quotazioni del mercato swap suggeriscono che gli investitori attribuiscono ora una probabilità del 75% a un aumento di un quarto di punto entro la fine del 2026. Secondo lo strumento FedWatch di CME Group, gli operatori stanno ora scontando una probabilità superiore al 40% che la Federal Reserve statunitense aumenti i tassi di interesse a gennaio.
Mitul Kotecha, macro stratega di Barclays, ha affermato che l'ansia per i prezzi del petrolio è stata amplificata dal fatto che il vertice della scorsa settimana tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping non ha segnalato alcun progresso nella riapertura dello Stretto di Hormuz. "Il vertice Trump-Xi non ha mostrato alcun progresso sullo Stretto di Hormuz, il che avrebbe alleviato in parte la pressione sui prezzi del petrolio", ha dichiarato, aggiungendo che "Si teme che potremmo trovarci a un punto di svolta per i mercati energetici".
"Le preoccupazioni per l'inflazione e il deficit pesano sul mercato obbligazionario", secondo Mohit Kumar, capo economista europeo di Jefferies. "Stati Uniti e Iran sembrano ancora lontani da un accordo", ha aggiunto, mentre "è probabile che gli alti prezzi del petrolio spingano i vari governi ad adottare misure di sostegno che aumenterebbero la pressione fiscale".
"La preoccupazione degli investitori è che i rendimenti più elevati non rimangano confinati ai mercati obbligazionari. Possono pesare sulle valutazioni azionarie, in particolare nei settori della crescita e della tecnologia, aumentando al contempo la pressione sui governi che hanno un elevato indebitamento", spiega Lale Akoner, stratega di mercato globale presso eToro.
"L'assenza di un catalizzatore rialzista a breve termine può continuare a esercitare pressione sulle obbligazioni, con ripercussioni a catena sui mercati azionari, attualmente in fase di euforia", prevede Laura Cooper, stratega globale degli investimenti e responsabile macroeconomica di Nuveen, ed "È probabile che siano necessari segnali di distensione per placare i mercati nervosi".
Notizie societarie e pre market USA
Merck (-0,10%): il suo farmaco sperimentale sacituzumab tirumotecan ha raggiunto gli obiettivi principali di una sperimentazione in fase avanzata su pazienti affette da cancro dell'endometrio.
Baidu (+3%): ricavi nel primo trimestre di 32,1 miliardi di yuan (4,72 miliardi di dollari), oltre la stima media degli analisti di 31,35 miliardi di yuan (dati LSEG).
Delta Air Lines (+2%), Macy’s (+5%), UnitedHealth (-3%): Berkshire ha reso note alcune modifiche al proprio portafoglio.
Sartorius (+2%): il Wall Street Journal riporta che l'investitore attivista Elliott Investment Management ha acquisito una partecipazione nel fornitore di apparecchiature biofarmaceutiche.
Regeneron (-11%): la sua combinazione di farmaci sperimentali non mostra un miglioramento statisticamente significativo nella sopravvivenza senza progressione di un tipo di tumore della pelle in uno studio in fase avanzata rispetto al Keytruda di Merck.
Bio-Rad laboratories (+7%): il Wall Street Journal riporta che l'investitore attivista Elliott Investment Management ha acquisito una quota consistente nell'azienda.
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