Se c’è un paese al mondo destinato a soppiantare il ruolo degli Stati Uniti nell’economia globale, questo paese è la Cina (T. Fishman)


PMI composito di luglio dell’Europa in uscita alle 10:00 (stima 49,4 punti contro 52 di giugno), vendite al dettaglio di giugno dell’Europa MoM alle 11:00 (stima 0,1% contro 0,2% di maggio), PMI servizi USA di luglio (stima 47 punti contro 52,3 giugno) e PMI composito di luglio alle 15:45 (stima 47,5 punti contro 52,3 di giugno) e ISM non manifatturiero di luglio (stima 53,5 punti contro 55,3 di giugno).


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Negli ultimi giorni sono tornati alla ribalta i problemi tra USA e Cina legati all’isola di Taiwan (nel commento del 25 luglio avevamo messo in conto questa eventualità). I problemi di Taiwan con la Cina nascono nel lontano 1949, dopo la vittoria dei comunisti di Mao Zedong e la sconfitta dei nazionalisti di Chiang Kai-Sheck che si rifugiarono sull’isola di Taiwan. Nei primi anni ’70, grazie al lavoro di Kissinger e all’apertura di Mao, gli USA riconobbero come legittimo il governo di Pechino lasciandosi però aperta una porta strategica, ma molto ambigua (Taiwan Relactions Act del 1979 approvato dagli USA): gli USA forniscono aiuti militari a Taiwan ma non si impegnano ufficialmente a difenderla se venisse attaccata dalla Cina Popolare (non dice tuttavia cosa farebbe in una tale eventualità). Tra l’altro, la guerra civile tra la Cina e Taiwan si è fermata solo formalmente con la firma del trattato di pace, ma i due paesi sono tecnicamente ancora in stato di guerra.

Abbandonare Taiwan al proprio destino equivarebbe a riconoscere che gli USA hanno ceduto il controllo nell’area del Pacifico alla Cina e credo che la visita della Pelosi serva proprio a ribadire questo. Potrebbe non essere un caso che i rapporti si irrigidiscano proprio in concomitanza con le elezioni di mid term che potrebbero indebolire Biden. Ovviamente Pechino ha sempre sostenuto che Taiwan è parte integrante della Cina e presto o tardi verrà riunificata (il presidente vorrebbe entro il 2049, centenario della nascita della Repubblica Popolare Cinese).


C’è un’altra guerra che il mondo sta combattendo: quella tra Ucraina e Russia. La domanda è: se l'Occidente continuerà ad aiutare l'Ucraina a resistere, questo potrebbe diventare un deterrente anche per un'operazione militare cinese contro Taiwan? Non abbiamo ovviamente la risposta, ma crediamo che difficilmente gli USA assisterebbero ad un attacco cinese contro Taiwan senza rispondere in qualche modo.

Un’escalation della tensione tra Cina e USA potrebbe far soffrire i mercati? La risposta qui è più facile: si. La via è quella del premio per il rischio. Un incremento della rischiosità complessiva richiede un maggior rendimento che, a parità di tutte le altre condizioni, può essere soddisfatto solamente comprando a prezzi più bassi. Sicuramente la diversificazione metterebbe al riparo il portafoglio dal rischio specifico ma non da quello sistematico, che sarebbe interamente sopportato.


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