Smartphone: Apple superata da Xiaomi, che ringrazia la Casa Bianca

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Con una crescita impressionante negli ultimi 12 mesi (+83%), il gruppo cinese è diventato il secondo produttore mondiale alle spalle di Samsung. La società di Pechino ha beneficiato del boicottaggio di Washington verso Huawei, che un anno fa era leader di mercato e oggi conta solo per il 4%.


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Così le quote di mercato a fine giugno: Samsung 19%, Xiaomi 17%, Apple 14%.

Xiaomi ha superato Apple ed è diventato il secondo produttore mondiale di smartphone, dietro al leader Samsung. Il sorpasso è avvenuto nel secondo trimestre di quest’anno ed è certificato dalla società di ricerca Canalys. Xiaomi ha raggiunto una quota di mercato del 17%, balzando davanti al gruppo di Cupertino (14%) e alle spalle del colosso coreano Samsung (19%).

La crescita del gruppo cinese è stata strabordante in SudAmerica (+300%) e molto forte in Europa (+50%), con un risultato complessivo davvero impressionante: a livello globale le vendite dei telefoni Xiaomi solo salite dell’83% sullo stesso periodo del 2020, contro il +15% di Samsung e il +1% di Apple.

Sono dati che sicuramente faranno preoccupare il management di Apple e gli esperti della Casa Bianca, impegnata in un duro confronto con Pechino per il predominio nell’industria tecnologica.

Ma la cosa paradossale è che la spinta più forte alla crescita di Xiaomi l’ha data proprio il governo americano, che ha tagliato le gambe all’altro big cinese Huawei. Esattamente un anno fa, alla fine del secondo trimestre 2020, Huawei era leader mondiale dei telefoni a pari livello con Samsung: entrambe avevano una quota di mercato del 20%. Poi è arrivato il divieto di Trump, ribadito da Biden, di vendere chip e software a Huawei, perché giudicata parte integrante della struttura militare cinese. Nel giro di nove mesi Huawei si è trovata con l’attività quasi paralizzata e alla fine del primo trimestre di quest’anno la sua quota di mercato è crollata al 4%.

Apple ora rischia: un concorrente cinese fortissimo è peggio di due forti.

Per Apple le conseguenze potrebbero essere rischiose: invece di avere due concorrenti cinesi forti, se ne trova ora uno fortissimo, sicuramente appoggiato in modo palese o velato dalle autorità di Pechino.

Per ora il rischio è limitato perché i telefoni Xiaomi sono ancora sbilanciati verso il mercato di massa con un prezzo medio di vendita del 75% più basso rispetto agli iPhone. Ma l'azienda con sede a Pechino sta ora cercando di spingersi nel mercato di fascia alta. All'inizio di quest'anno ha lanciato il Mi 11 Ultra, uno smartphone premium che parte da 5.999 yuan (928 dollari). Ha anche lanciato il Mi Mix Fold da 9.999 yuan, il suo primo telefono pieghevole.

Questa fascia di prezzo mette Xiaomi contro Apple e Samsung nel segmento premium. Nello stesso segmento stanno cercando di rafforzarsi anche i cinesi Oppo e Vivo. Ma è sicuramente Xiaomi il concorrente da tenere d’occhio, anche perché il gruppo di Pechino mostra una notevole vitalità. Con gli smartphone che rappresentano ancora la maggior parte dei suoi ricavi, Xiaomi sta cercando di entrare in nuove aree di business: a marzo l'azienda ha annunciato investimenti per 10 miliardi di dollari per avviare la produzione di auto elettriche.


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