Soldati russi nel Donbass, borse giù, materie prime su

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Mosca riconosce le repubblica separatiste Donetsk e Lugansk, pesanti accuse a Nato ed Ucraina. L’Occidente parla di sanzioni. Sale il petrolio. L’oro batte il bitcoin.


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Le borse dell’Asia Pacifico stamattina scendono, in particolare quella di Hong Kong, dove i tech cinesi risentono delle indiscrezioni su una nuova inchiesta delle autorità di Pechino. Alibaba perde il 4%.
Il future dell’indice Dax di Francoforte perde l’1%.
Salgono buona parte delle materie prime, si rafforzano i beni rifugio e perde il 3% il rublo.

Precipita la crisi Ucraina

Ieri sera il presidente russo Vladimir Putin ha dapprima annunciato il riconoscimento dell’indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, per poi ordinare l'invio di truppe nella regione del Donbass con lo scopo, e' la versione del Cremlino, di “assicurare la pace". In un lunghissimo discorso tv alla nazione, il capo del Cremlino ha detto che, ”l’Ucraina ha gia' perso la sua sovranità", diventando serva "dei padroni occidentali”. Putin ha accusato la Nato di essere gia’ praticamente presente sul territorio ucraino: ”In Ucraina le armi occidentali sono arrivate con un flusso continuo, ci sono esercitazioni militari regolari nell'ovest dell’Ucraina, l'obiettivo è colpire la Russia", ha affermato.
Il presidente Usa Joe Biden ha chiamato subito dopo il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron. Gli Stati Uniti valuteranno i movimenti della Russia prima di ogni nuova misura. Lo ha affermato stanotte un funzionario dell'amministrazione americana. Gli Stati Uniti, perseguiranno la strada della diplomazia fino a quando i carri armati russi non saranno in movimento. "Le truppe russe che si spostano nel Donbass non costituirebbero un nuovo passo”, ha detto, aggiungendo che le forze russe sono state per 8 anni nella regione in incognito. Gli Stati Uniti hanno gia' annunciato le prime sanzioni su investimenti e commercio nel Donbass. L'Unione europea si appresta a farlo oggi, con il presidente di turno Macron che per il momento ha parlato di misure "mirate".
Air France, seguendo l'esempio di Lufthansa e Swiss Air, ha deciso di annullare i voli per Kiev in programma martedi', mentre le autorita' russe hanno invitato le compagnie commerciali a non sorvolare il Mar d'Azov, nel nord del Mar Nero, ad est della Crimea.

In Asia, nel finale di seduta. Tokyo -1,7%. Shanghai -1,5%, Hong Kong -3,3%, Seul -1,5%, Mumbai -1,2%.

Corre il petrolio a 94,5 dollari al barile

Le reazioni più forti, sui mercati, sono sulle materie prime. Petrolio del Texas +3,5% a 94,5 dollari al barile. Non ci sono soltanto i timori di una corsa all’accaparramento di greggio per far fronte ad un possibile ridimensionamento delle esportazioni russe, a portare su le quotazioni. L’Iraq ha fatto sapere attraverso il suo ministro per l’Energia Ihsan Abdul Jabbar di essere contrario ad un extra aumento della produzione, in aggiunta a quel che l’Opec + ha già messo in programma: richieste di un intervento straordinario erano arrivate nei giorni scorsi da alcuni grandi importatori di greggio, messi alle corde da un prezzo che si avvicina a quota cento dollari il barile. I rappresentanti del cartello si riuniscono il 2 marzo.

La corsa ai beni rifugio premia il buono del Tesoro degli Stati Uniti, il rendimento scende a 1,85%.
Euro dollaro in lieve calo a 1,130.

Sempre più debole la connessione tra criptovalute e oro

Bitcoin sui minimi delle ultime due settimane, intorno ai 36.500 dollari. Si fa sempre più debole la connessione tra le criptovalute e l’oro, le prime, al contrario del secondo, non sembrano affatto essere al riparo dai tumulti di natura geostrategica. “Il bitcoin, il bene designato per essere una risposta a tutto, si svaluta e lascia spazio al suo rivale, l’oro”, dice una nota John Rogue di 22V Research. L’analista si aspetta di vedere a breve quota 30.000 dollari.
L’oro è sui massimi degli ultimi sette mesi, a 1.908 dollari l’oncia.

Tra i titoli a Piazza Affari segnaliamo

Nexi è in trattative esclusive per l'acquisto del business del merchant acquiring di Bper Banca per un valore di circa 350 milioni di euro, riferisce una fonte vicina alla situazione a Reuters. 

La Doria. Amalfi Holding, controllata per il 65% da Investindustrial, ha depositato presso la Consob il documento di offerta per l'Opa, al prezzo di 16,50 euro per azione, sul 31% del capitale non posseduto.

Snam. Il Cda del gruppo De Nora ha approvato l'avvio dell'iter di quotazione delle azioni ordinarie su Euronext Milan, gestito da Borsa Italiana, e la richiesta a Consob di autorizzazione alla pubblicazione del prospetto informativo. Il valore dell'azienda, controllata dalla famiglia De Nora con il 64% delle azioni e con Snam socio di minoranza con il 36% circa, dovrebbe aggirarsi intorno ai 5 miliardi di euro.

Rai Way. Repubblica scrive che la controllante Rai potrebbe allentare la presa e scendere sotto il 51%, oggi al 67%. La mossa potrebbe facilitare un’aggregazione con EI Towers.


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