Solidi utili delle aziende USA e un potenziale accordo di pace potrebbero sostenere ulteriormente le azioni

Stiamo assistendo ad un miglioramento generalizzato dei fattori trainanti del settore IA, sia in termini di investimenti che di ricavi, dopo un notevole calo delle valutazioni e un upgrade degli utili attesi
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Serie di PMI dell’Europa di aprile: Manifatturiero (stima 50,7 punti contro 51,6 di marzo) e Servizi (stima 49,8 punti contro 50,2 di marzo). Serie di PMI di aprile in arrivo anche dagli Stati Uniti: Manifatturiero (stima 52,5 punti contro 52,3 di marzo) e Servizi (stima 50,1 punti contro 49,8 di marzo). Se fossero confermati, i dati indicherebbero la sofferenza dell’Europa di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia e la resilienza degli Stati Uniti. In uscita anche le richieste settimanali alla disoccupazione (stima 212k contro 207k della scorsa settimana).
I mercati azionari stanno registrando una ripresa grazie alle speranze di una risoluzione del conflitto in Medio Oriente. I titoli tecnologici e il settore dell'intelligenza artificiale (IA) hanno trainato i guadagni, con il settore tecnologico statunitense in rialzo dell'11% circa dall'inizio del mese. Stiamo assistendo ad un miglioramento generalizzato dei fattori trainanti del settore IA, sia in termini di investimenti che di ricavi, dopo un notevole calo delle valutazioni.
Gli analisti avevano già previsto lo scorso anno la più rapida espansione degli investimenti della storia e le aspettative del consenso sono ulteriormente aumentate da allora, con le stime delle mega-cap tecnologiche "hyperscaler" per il periodo 2026-2030 in crescita di oltre il 25% da ottobre. Inoltre, stiamo assistendo ad una rapida crescita dei ricavi per alcuni sviluppatori di modelli di IA. Infine, le valutazioni del settore tecnologico statunitense sono ora in linea con quelle del più ampio S&P 500, nonostante le aspettative sugli utili del settore tecnologico siano aumentate notevolmente.
Tutto bene quindi? Ni. Vediamo infatti alcuni potenziali vincoli allo sviluppo dell'IA: energia, politica e finanziamenti. Il vincolo energetico è sempre in primo piano e sta iniziando a creare problemi, anche se osserviamo alcuni miglioramenti. Le soluzioni di generazione di energia "behind the meter", che producono energia senza connessione alla rete, oltre contribuire ad evitare potenziali ritardi nell'allacciamento alla rete e quindi limitare l'impatto sui prezzi locali dell'elettricità, sono destinate a passare da una fonte marginale ad alimentare circa il 25-30% dei nuovi data center statunitensi nei prossimi anni secondo alcuni analisti.
Tuttavia, le interruzioni di approvvigionamento dovute al conflitto in Medio Oriente hanno causato un forte aumento dei prezzi del gas naturale, una fonte chiave per alimentare i data center per l'IA. L'impatto è di natura regionale. L'Europa e le principali economie asiatiche risentono maggiormente delle interruzioni, mentre gli Stati Uniti sono esportatori netti con prezzi molto più bassi. Riteniamo che questo, combinato con le soluzioni "behind teh meter”, dia agli Stati Uniti un vantaggio nell'IA. Anche il mix energetico diversificato della Cina e la sua leadership nel nucleare e nelle energie rinnovabili fanno sì che sia meno colpita.
Sul fronte politico statunitense, il sentimento anti-data center per l'IA è in aumento e sta creando pressioni che potrebbero limitare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Il parlamento del Maine ha approvato un divieto temporaneo sulla costruzione di nuovi data center di grandi dimensioni, un provvedimento senza precedenti tra gli stati, in linea con una nuova tendenza. Almeno altri 12 stati stanno valutando la possibilità di sospendere l'ulteriore costruzione di data center per l'IA. Occorrerà monitora attentamente l'impatto di queste potenziali restrizioni e soprattutto la loro portata in vista delle elezioni statunitensi previste per la fine dell'anno, perché questo potrebbe limitare – e di molto – gli investimenti in IA e di riflesso la crescita del PIL.
Il finanziamento per lo sviluppo dell'IA si è gradualmente spostato sul tema dell'aumento della leva finanziaria. La domanda recente di obbligazioni da parte delle aziende hyperscale è stata elevata, con Amazon che ha quadruplicato l'importo totale venduto. Riteniamo che questa leva finanziaria sia necessaria per superare l'ostacolo tra investimenti iniziali e ricavi successivi e pensiamo che finora sia stata positiva. Ovviamente questo non significa non continuare a monitorare da vicino i ritorni reddituali degli investimenti in IA, soprattutto alla luce dell’aumentata leva finanziaria.
Le prossime quotazioni in borsa di importanti sviluppatori e operatori nel settore dei modelli di IA metteranno alla prova questo tipo di finanziamento sui mercati azionari. La rapida crescita dei ricavi di alcuni sviluppatori di modelli dovrebbe essere di supporto, come nel caso di Anthropic, creatrice del modello Claude, che ha triplicato il fatturato, superando i 30 miliardi di dollari nel 2025. La solidità dei mercati dei capitali statunitensi rappresenta un ulteriore vantaggio nella trasformazione digitale basata sull'IA.
Alla luce di tutto questo, gli analisti mantengono una posizione sovrappesata sui titoli azionari statunitensi ed emergenti e prevedono un'accelerazione della crescita dell'intelligenza artificiale. I recenti sviluppi, tra cui le interruzioni nel settore energetico, rafforzano il vantaggio degli Stati Uniti in questo campo. Apprezziamo le opportunità tematiche legate all'IA nei settori energetico e delle infrastrutture.
Il contesto di mercato vede i prezzi del petrolio flettere gradualmente dopo che l'Iran ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz sarebbe rimasto aperto per tutta la durata del cessate il fuoco di 10 giorni in Libano (da seguire ovviamente gli sviluppi, che sono molto veloci), chiudendo la settimana intorno ai 90 dollari. Sia l'S&P 500 che il Nasdaq hanno raggiunto massimi storici, con quest'ultimo che ha registrato la sua più lunga serie di rialzi dal 1992. A nostro avviso, i solidi utili delle aziende statunitensi e un potenziale accordo di pace potrebbero sostenerli ulteriormente. I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni sono scesi gradualmente, ma sono ancora in rialzo di oltre 20 punti base circa dall'inizio del conflitto.
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