Sportellate europee fra Google e Microsoft mentre i tech volano


Alphabet denuncia comportamenti anticoncorrenziali della società di Redmond nel cloud e chiede alla Commissione di Bruxelles di indagare. Un business da 200 miliardi di dollari. Intanto il Nasdaq è ufficialmente entrato in un nuovo bull market.


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Il Nasdaq 100 è salito del 21,9% dal minimo del 28 dicembre scorso

Si allargano gli orizzonti della disputa fra Google e Microsoft, già impegnate in una gara epocale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa all’interno dei loro servizi di ricerca su internet. Giovedì 30 marzo Alphabet, la casa madre di Google, ha alzato il livello dello scontro andando ad attaccare Microsoft  sui servizi cloud della sua controllata Azure, attività in cui il colosso fondato da Bill Gates è il secondo operatore a livello mondiale.

Alphabet e Microsoft sono fra i grandi protagonisti del rialzo dei titoli tech. Dal minimo del 28 dicembre 2022 a ieri l’indice Nasdaq 100 è salito del 21,9%, un rialzo che tecnicamente segna l’avvio di una fase di bull market. Secondo la definizione classica, il bull market scatta quando si verifica un rialzo di oltre il 20% dal minimo del precedente bear market. Dall’inizio dell’anno Alphabet è salita  del 13% e Microsoft del 18,4%. Per quanto positive, le loro performance non sono certo le migliori fra i colossi digitali americani, con Apple che ha guadagnato il 29,8%, e Meta il 66%.

Ai prezzi attuali Microsoft vale 30,7 volte gli utili stimati per il 2023, Alphabet 19,7 volte.

Nel mirino gli accordi di Microsoft con Aruba e altre aziende europee

Google ha accusato Microsoft di pratiche anticoncorrenziali nel cloud criticando in particolare gli accordi che il gruppo rivale sta per concludere con diversi fornitori europei di cloud. Google sollecita le autorità dell’Unione europea a indagare con più attenzione su questi accordi. "Microsoft ha sicuramente una posizione molto anticoncorrenziale nel cloud", ha detto il presidente di Google Cloud Amit Zavery in un'intervista a Reuters. "Stanno sfruttando gran parte della loro posizione dominante nel settore delle licenze, come Office 365 e Windows, per legare i clienti ad Azure e ai suoi servizi cloud e rendere difficile per i clienti avere una scelta".

Quello a cui si riferisce Google è un accordo che Microsoft sta per concludere con il fornitore francese di servizi cloud OVH Groupe, la tedesca Nextcloud, l'italiana Aruba e un'associazione danese di fornitori di servizi cloud, i quali nei mesi scorsi avevano denunciato alla Commissione europea le pratiche e gli accordi di licenza di Microsoft, lamentando prezzi discriminatori e altri termini di licenza non equi. L’accordo prevede che le società europee ritirino la loro denuncia alla Commissione Ue, ma non è chiaro se i cambiamenti offerti dal gigante di Redmond saranno sufficienti a fermare una nuova indagine da parte delle autorità antitrust europea.

Google chiede a Bruxelles di andare a fondo della vicenda

Google chiede a Bruxelles di andare a fondo della vicenda perché, sostiene Zavery, i singoli accordi stipulati con diversi piccoli fornitori europei di cloud vanno solo a vantaggio di Microsoft. "Stanno comprando selettivamente quelli che si lamentano e non rendono disponibili queste condizioni a tutti. Questo rende sicuramente un vantaggio ingiusto per Microsoft e lega le persone che si sono lamentate a Microsoft".  "Qualunque cosa offrano, dovrebbero esserci condizioni valide per tutti, non solo per uno o due che hanno scelto e selezionato, e questo dimostra che hanno così tanto potere di mercato da poter fare queste cose individualmente".

Amazon leader di un mercato da 200 miliardi

Microsoft è il fornitore di servizi cloud che sta crescendo più rapidamente e che negli ultimi due anni ha progressivamente intaccato la posizione di leader di Amazon Web Services. Azure di Microsoft detiene una quota di mercato globale di circa il 23%, mentre la quota di Amazon si aggira intorno al 30%. Google Cloud ha una quota vicina all’11%.

Il mercato dei servizi di cloud hosting ha un valore di oltre 200 miliardi di dollari all'anno e si prevede una forte crescita nei prossimi anni, grazie alle tendenze di digitalizzazione della società e, in particolare, alla diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale.

E su Bing arriva la pubblicità attratta dall’AI

Ormai Alphabet vede Microsoft come un terribile rivale non solo nel cloud, ma anche nella sua attività principale, quella del search online. E’ significativo che Microsoft due giorni fa abbia confermato l'arrivo di un maggior numero di annunci pubblicitari nel chatbot di Bing alimentato dall'intelligenza artificiale. Il vicepresidente aziendale di Microsoft, Yusuf Mehdi, ha dichiarato mercoledì in un blog che l'azienda sta "esplorando la possibilità di inserire annunci pubblicitari nell'esperienza della chat". Tutta pubblicità che fino a pochi mesi sarebbe andata a Google.

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