Stellantis, bene il I trimestre, ma è allarme sui semiconduttori


I numeri del primo trimestre sono buoni, ma analisti e investitori focalizzano l’attenzione sulla carenza dei microchip: ci sarà un impatto sulla produzione nel trimestre in corso rispetto ai primi tre mesi dell'anno. A fine mattinata il titolo continua la sua performance positiva.


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Ricavi in crescita del 14% anno su anno

Stellantis stacca a Piazza Affari in scia ai risultati del primo trimestre, chiuso con ricavi per 37 miliardi di euro, in crescita del 14% anno su anno e a fronte di un consensus per 35 miliardi.

Le consegne consolidate si attestano a 1,567 milioni di unità in crescita dell’11% su base pro-forma (ossia considerando i dati dal 1° al 16 gennaio 2021 data in cui è diventata effettiva la fusione con Psa) e a confermare la «robusta domanda e il mix della clientela retail, nonché l’impatto della sospensione temporanea della produzione nel primo trimestre 2020 dovuta al Covid, parzialmente compensati da perdite pari all’11% circa (circa 190mila unità) della produzione programmata nel primo trimestre 2021 per la carenza di semiconduttori».

Confermato anche il margine operativo adjusted 2021 a 5,5-7,5% in assenza di lockdown significativi per Covid-19, mentre l’Outlook settore resta invariato per le regioni chiave del Gruppo, con il Nord America visto in rialzo dell’8%, +20% il Sud America, +10% l’Europa allargata e Cina +5%.

Carenza di semiconduttori

La società ha sottolineato le previsioni sulla carenza globale di semiconduttori, e il conseguente impatto sulla produzione nel trimestre in corso rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Stellantis ha anche aggiunto di avere "una visibilità limitata" sull'impatto sui risultati annuali, sottolineando che il secondo trimestre sarà peggiore rispetto al primo mentre prevede un miglioramento nella seconda metà dell'anno.

La carenza di chip al momento sta influenzando otto sui 44 stabilimenti d'assemblaggio del gruppo, ha detto il Cfo Richard Palmer, aggiungendo che il problema probabilmente continuerà ad avere un impatto sull'intero settore auto nel 2022.

Nessun danno ai piani di integrazione del gruppo

Secondo Palmer i disagi nella fornitura di semiconduttori non stanno influenzando i piani di integrazione del gruppo. «Il piano d'integrazione sta procedendo in modo estremamente positivo», ha detto durante la call con gli analisti. «Nel primo trimestre dopo la Fusione, Stellantis ha riportato forti ricavi, con il portafoglio di marchi diversificato che ha trainato la crescita dei volumi, un effetto prezzi positivo e un miglioramento del mix di prodotto nonostante le difficoltà dovute alla carenza di semiconduttori a livello globale».

Titolo in rialzo a fine mattinata. Gli analisti mantengono invariato il giudizio

Alle 12 il titolo viaggia in rialzo del 2,97% sulla borsa di Milano, scambiato a 14,30 euro. Intesa Sanpaolo conferma il rating buy e il prezzo obiettivo a 19,9 euro. «Pur essendo sostanzialmente in linea con le attese a livello di spedizioni, i ricavi pro forma del gruppo, in aumento del 14% a/a, sono stati di una cifra singola al di sopra delle stime e del consenso», notano gli analisti.


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