Stellantis, la perdita record da €22,4 mld affossa il titolo: ora vale meno del patrimonio

Il colosso automobilistico Stellantis ha chiuso il 2025 con una perdita netta di €22,4 miliardi, la peggiore della sua storia, su ricavi di €153,5 miliardi. Il titolo, quotato a Piazza Affari, ha perso oltre il 30% in un mese toccando i minimi pluriennali, ma oggi rimbalza a €6,06 (+1,2%) mentre gli analisti vedono potenziale di recupero con il ritorno alla profittabilità atteso nel 2026. La situazione geopolitica legata al conflitto USA-Iran e la pressione sull'industria auto aggravano il contesto.
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Una perdita storica: i numeri del 2025
Stellantis ha archiviato il 2025 con risultati che hanno scosso i mercati: ricavi pari a €153,5 miliardi e una perdita netta di €22,4 miliardi, che si traduce in un EPS negativo di -7,75€ per azione. Si tratta della peggior performance finanziaria nella storia del gruppo nato dalla fusione tra PSA e FCA nel 2021. Il margine operativo è scivolato a -7,1% e il rendimento sul patrimonio netto si è attestato a -32,8%, segnalando una distruzione di valore senza precedenti per una delle maggiori case automobilistiche al mondo. La crescita trimestrale dei ricavi su base annua è stata tuttavia positiva, a +10,3%, suggerendo che il secondo semestre ha mostrato segnali di stabilizzazione.
Crollo in borsa: il titolo ha perso oltre il 30% in un mese
La reazione dei mercati è stata immediata e brutale. Il titolo STLAM.MI è precipitato da €8,66 del 4 febbraio a un minimo di €5,92 registrato il 9 marzo 2026, accusando una perdita di oltre il -31,6% nel giro di poco più di un mese. I volumi nelle sedute più intense hanno superato i 237 milioni di titoli scambiati in una sola giornata (6 febbraio), segnale di un'ondata di vendite straordinaria. Oggi, 10 marzo, il titolo mostra un timido rimbalzo tecnico a €6,06 (+1,20%), con massimo di seduta a €6,20. La capitalizzazione di mercato si è ridotta a soli €17,3 miliardi, un livello che molti analisti considerano eccessivamente depresso rispetto ai fondamentali patrimoniali del gruppo.
Valutazione ai minimi storici: un'occasione o una trappola?
Dal punto di vista delle valutazioni, Stellantis presenta multipli che raramente si vedono su titoli di questa dimensione:
- Price/Book di 0,33x: il titolo vale un terzo del patrimonio netto contabile (book value €18,48 per azione)
- Price/Sales di 0,11x: la capitalizzazione è appena l'11% dei ricavi annui
- Forward P/E 2026 di 8,2x: basato su un EPS stimato di €0,91
- Target price medio degli analisti: €8,28, che implica un potenziale di upside di circa +37% rispetto ai prezzi attuali
Tuttavia, nelle ultime 4 settimane si sono registrate 9 revisioni al ribasso delle stime EPS per il 2026, segno che la comunità finanziaria non è ancora convinta della velocità della ripresa. Il consenso per il 2027 prevede un EPS di €1,59, con una crescita del +74% rispetto al 2026.
Nuovi modelli e sfide geopolitiche: il piano per la rinascita
Nel mezzo della crisi, Stellantis ha lanciato questa settimana una serie di nuovi prodotti per i brand Dodge e Chrysler: la 2026 Dodge Charger R/T (420 CV, trazione integrale di serie) e il rinnovato 2027 Chrysler Pacifica aprono gli ordini, con l'obiettivo di rivitalizzare le vendite nel mercato nordamericano. Il CEO Antonio Filosa, che ha guidato la ristrutturazione dopo l'uscita di Carlos Tavares, punta a un ritorno alla profittabilità nel 2026. Tuttavia, il contesto macro rimane sfidante: la guerra USA-Iran ha fatto schizzare i prezzi del petrolio, un fattore che potrebbe penalizzare i costruttori americani con un portafoglio ancora orientato verso veicoli a combustione interna. I dazi commerciali e la transizione verso l'elettrico rappresentano ulteriori incognite strutturali.
Cosa osservare: i livelli chiave per gli investitori
Per gli investitori che seguono il titolo, i prossimi mesi saranno decisivi. Gli elementi da monitorare sono:
- Prossimi risultati trimestrali: il consensus per il Q1 2026 prevede un EPS di -€0,04, ancora in territorio negativo
- Livello tecnico chiave: la tenuta di €5,90 rappresenta il supporto critico; una rottura aprirebbe la strada verso i €5,00
- Dividendo sospeso: l'EPS negativo ha azzerato la cedola, che storicamente era uno degli attrattori principali del titolo
- Aggiornamento guidance: il management dovrà fornire indicazioni più precise sulla traiettoria di ripresa nella prossima conference call
Il titolo tratta con uno sconto del 67% rispetto al book value, un livello che in passato ha segnalato punti di ingresso interessanti per investitori contrarian con un orizzonte di lungo periodo, ma che richiede la conferma di una reale inversione operativa.
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