Stellantis, vendite in calo ad ottobre nonostante l’inversione di tendenza del mercato


Il gruppo ha visto le sue vendite calare dell’1,8%, mentre si è assistito al terzo mese in crescita in Europa Occidentale dopo 13 cali consecutivi, segnando un cambio di trend grazie alla maggiore disponibilità di auto dovuto all’attenuarsi della crisi da carenza di microchip.


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Calo delle vendite per Stellantis

Ottobre difficile per Stellantis, in controtendenza rispetto alla crescita delle immatricolazioni avvenuta nel mercato delle auto dei paesi UE (più UK e EFTA).

Lo scorso mese, infatti, il gruppo che comprende tra gli altri i marchi Fiat, Jeep Lancia/Chrysler, Alfa Romeo, Peugeot, Ope/Vauxhall, Citroen e Ds, ha registrato un calo dell’1,8% delle vendite su base annua, fermandosi a 163.012 unità.

Calo ancora maggiore per Stellantis nei primi dieci mesi dell’anno, quando le nuove immatricolazioni sono diminuite del 14,8% e attestandosi a 1.728.623 unità dalle 2.029.717 dello stesso periodo del 2021.

Risultati che riducono la quota di mercato del gruppo lo scorso mese al 17,9% rispetto al 20,8% dell’ottobre 2021, mentre nel 2022 si attesta al 18,8% dal 20,4% dei primi dieci mesi dello scorso anno.

Il mese di ottobre ha visto il calo peggiore per il marchio Fiat (-12,3%) e per il gruppo Peugeot (-7,6%), mentre sono positivi i risultati di Lancia/Chrysler (+25,4%) e Alfa Romeo (+99,4%).

Mercato in crescita

Dai numeri diffusi dall’Associazione europea dei costruttori (ACEA) emerge come ad ottobre il mercato dell’auto sia cresciuto del 14,1% (910.753 unità), il terzo aumento dopo 13 cali consecutivi.

La crescita è arrivata in tutti i mercati chiave della regione (UE+UK+Paesi EFTA), con tre mercati su quattro aumentati a doppia cifra: Germania (+16,8%), Italia (+14,6%) e Spagna (+11,7%), mentre la Francia ha registrato un incremento minore (+5,5%).

Resta negativo il bilancio da inizio 2022, segnando un calo del 7,8% (9.181.660 unità vendute), “poiché i recenti miglioramenti non sono stati sufficienti a compensare le perdite accumulate da gennaio a luglio di quest’anno”, spiegava l’ACEA.

Il calo ha riguardato in particolare l’Italia (-13,8%), seguita dal risultato di Francia (-10,3%), Spagna (-5,8%) e Germania (-5,5%).

Inversione di tendenza

Il mercato dell’auto continua a mostrare quella che è stata definita da Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor “un’inversione di tendenza”, ormai “estesa a tutti mercati dell’Europa Occidentale”.

Questo recupero “è dovuto alla maggiore disponibilità di auto nuove derivante dall'attenuarsi delle difficoltà delle case automobilistiche nel reperire componenti essenziali, in particolare i microchip”, aggiungeva Quagliano.

Nonostante questo fenomeno positivo, però, “non si può dimenticare che rispetto alla situazione precedente la pandemia, cioè rispetto al 2019, il mercato dell'auto dell'Europa Occidentale nei primi dieci mesi di quest'anno accusa ancora un calo del 31,1%”, aggiungono da Promotor, sottolineando che, dunque, “in Europa Occidentale il ritorno alla normalità per le vendite di auto è dunque ancora lontano”.

Stellantis e l’IA

Nel frattempo, il gruppo Stellantis ha annunciato l’accordo per l’acquisto di aiMotive, società ungherese impegnata nello sviluppo di software avanzati di intelligenza artificiale e guida autonoma.

L’acquisizione punta a migliorare la tecnologia core di Stellantis nei due settori, ampliando “il suo bacino di talenti a livello globale e potenziando lo sviluppo a medio termine della nuova piattaforma STLA AutoDrive”, spiega la nota diffusa questa mattina.

L’operazione “segna un contributo importante nel processo per divenire un’azienda tecnologica di mobilità sostenibile”, sottolineava Yves Bonnefont, Chief Software Officer di Stellantis, aggiungendo che “lo spirito della startup e l’autorevole competenza di aiMotive daranno slancio per raggiungere gli obiettivi del nostro piano Dare Forward 2030”.

Il gruppo non ha comunicato i dettagli finanziari della transazione ma l’acquisizione rientra nella strategia software annunciata nel dicembre 2021, con una previsione di circa 20 miliardi di euro di ricavi annui incrementali entro la fine del decennio.


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