Stretto di Hormuz ancora chiuso, Wall Street verso apertura negativa

Stretto di Hormuz ancora chiuso, Wall Street verso apertura negativa

Lโ€™effetto tregua in Medio Oriente รจ giร  terminato dopo lo scambio di accuse tra Trump e lโ€™Iran che rischia di far ripartire il conflitto militare e il greggio torna a salire nuovamente.

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Wall Street oggi negativa

Si torna a scendere oggi nella montagna russa di Wall Street dopo i forti rialzi arrivati alla fine della seduta di ieri, quando la tregua nel conflitto in Medio Oriente annunciata aveva fatto stappare le bottiglie di champagne.

Le nuove incertezze sulla durata della pausa e gli attacchi di Israele in Libano riducono nuovamente la propensione al rischio e il future sui principali indici azionari della Borsa di York (S&P500, Dow Jones e Nasdaq 100) cedono circa lo 0,20% quando manca unโ€™ora allโ€™avvio delle contrattazioni ufficiali, indicando la possibilitร  di unโ€™apertura incerta.

Il dollaro scende nei confronti dellโ€™euro e il cross EUR/USD sale a 1,1688 (+0,20%), mentre il Bitcoin perde oltre lโ€™1% e scende a 71.100 dollari.

Stabili i principali metalli preziosi: oro spot a 4.756 dollari e argento spot a 74,60 dollari lโ€™oncia.

Di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz

La tregua di due settimane nelle ostilitร  in Medio Oriente, concordata tra Stati Uniti e Iran, sembra essere a rischio. Entrambe le parti si sono accusate a vicenda di aver violato l'accordo, che si basa su una condizione fondamentale: la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, vitale rotta globale per il trasporto del petrolio, chiusa da settimane a causa del conflitto.

L'Iran ha nuovamente bloccato il traffico di petroliere, affermando che i continui attacchi di Israele, alleato degli Stati Uniti, contro il Libano violano l'accordo. In risposta, il presidente Trump ha dichiarato che le truppe statunitensi rimarranno nella regione finchรฉ Teheran non rispetterร  il "vero accordo" โ€“ "cosa altamente improbabile, dopodichรฉ inizieranno gli scontri a fuoco, piรน intensi e devastanti di quanto si sia mai visto prima", ha affermato in un post su Truth Social.

Intanto, il New York Times scrive che ieri sono passate solo quattro navi con carico secco (quindi nessuna petroliera o gasiera), quando nei cinque giorni precedenti, quindi a guerra in corso, ne erano passate in media nove al giorno.

Gli analisti del traffico marittimo precisano anche che non ci sono segni di un riposizionamento delle navi in attesa da settimane nella zona, o della formazione di una coda, per attraversare lo Stretto. Ed รจ proprio la fragilitร  della tregua la ragione di questo stallo ulteriore.

Cosรฌ, il prezzo del petrolio tornava a salire, con un aumento del 4% a causa dei nuovi timori di interruzione delle forniture: il Brent si porta a 98,50 dollari e il greggio WTI sale a 99,40 dollari al barile.

Mancanza di catalizzatore per lโ€™azionario

"C'รจ un discreto scetticismo sul mercato riguardo al cessate il fuoco e ai prossimi negoziati", spiega Raphael Thuin, responsabile delle strategie sui mercati dei capitali presso Tikehau Capital, con sede a Parigi, secondo il quale. "La grande domanda รจ in che condizioni si troverร  l'economia globale dopo la crisi".

Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che il prezzo del Brent si attesterร  in media sopra i 100 dollari al barile fino al 2026, qualora lo stretto rimanesse chiuso per un altro mese.

"Sebbene il picco della crisi sia probabilmente alle nostre spalle e i mercati sembrino esserne convinti, potrebbe essere ancora troppo presto per assumere posizioni di rischio aggressive", hanno affermato gli analisti di BCA Research. "Con titoli di giornale e retorica in continuo mutamento... i flussi di Hormuz determineranno se la tregua stia effettivamente funzionando. Gli asset rischiosi potrebbero ancora registrare un rialzo anche se gli attacchi militari dovessero continuare, a condizione che Hormuz mostri segnali credibili di riapertura", aggiungono.

"Dopo l'entusiasmo comprensibile di ieri per il cessate il fuoco, รจ difficile individuare un catalizzatore per un'ulteriore spinta al rialzo di obbligazioni e azioni oggi, e piรน a lungo lo Stretto di Hormuz rimarrร  chiuso, minore sarร  la fiducia nel rally giร  in atto", scrive su Bloomberg Skylar Montgomery Koning, macro strategist.

Dati macro USA

Oggi il calendario economico prevedeva una serie di dati da valutare in ottica di politica monetaria della Federal Reserve.

La spesa per consumi personali (PCE) di febbraio ha mostrato una crescita del 2,8%, invariato rispetto a gennaio e in linea con le previsioni.

Diffuso il dato definitivo sul Prodotto Interno Lordo USA del quarto trimestre 2025, risultato in frenata a +0,5%, inferiore alle attese degli economisti (+0,7%), dal 4,4% del periodo precedente.

Atteso anche il dato sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, saliti a 209 mila nella settimana terminata lo scorso 4 aprile, rispetto alle 203 mila precedenti e alle 210 mila previste.

Il dato clou, perรฒ, arriverร  domani, ovvero l'indice dei prezzi al consumo (PCE) di marzo, dal quale gli investitori cercheranno di valutare l'impatto economico dell'aumento dei prezzi del petrolio derivante dal conflitto.

Secondo i dati raccolti da LSEG, gli operatori del mercato monetario prevedono solo una probabilitร  del 30% circa di un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base entro la fine del 2026, rispetto al 56% di un giorno fa. Prima dello scoppio della guerra, si aspettavano due tagli quest'anno, mentre le scommesse su un rialzo dei tassi a dicembre erano aumentate durante il conflitto.

I verbali della riunione di marzo della banca centrale pubblicati ieri hanno mostrato che un numero crescente di responsabili delle politiche monetarie riteneva il mese scorso che potessero essere necessari rialzi dei tassi per contrastare l'inflazione, che continuava a superare l'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale, soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi dovuto alla guerra.

Notizie societarie e pre market USA

Tesla (+1%): starebbe sviluppando un nuovo SUV elettrico piรน piccolo e piรน economico, come riferiscono allโ€™agenzia Reuters quattro persone che hanno familiaritร  con la questione.

Staar Surgical (+19%): vendite del primo trimestre pari a 90 milioni di dollari, piรน che raddoppiate rispetto all'anno precedente e superiori alle stime medie degli analisti di 73 milioni (dati LSEG).

Applied Digitalย (-6%): perdita netta di 36 centesimi per azione nel terzo trimestre, in netto aumento rispetto alla perdita di 16 centesimi registrata nello stesso periodo dell'anno precedente.

Ideaya Biosciences (+2%): testerร  il suo farmaco sperimentale IDE849 insieme all'Imfinzi di AstraZenecaย in pazienti affetti da carcinoma polmonare a piccole cellule in fase estensiva, una forma aggressiva di cancro ai polmoni che si diffonde rapidamente.

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