Tassi al 5% in Europa e al 6% in USA. E poi l'economia?

03/07/2023 07:00
Tassi al 5% in Europa e al 6% in USA. E poi l'economia?

Secondo Tognoli รจ possibile che negli USA i tassi possano scendere nel secondo semestre del 2024mentre nellโ€™eurozona crediamo che se ne riparlerร  nel 2025.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Nel corso della settimana sono attesi dati importanti di conferma sullโ€™andamento dellโ€™economia USA ed Europea. Si comincia oggi con gli USA: PMI manifatturiero di giugno (stima 46,3 punti contro 48,4 di maggio) e lโ€™ISM manifatturiero di giugno (stima 47,2 punti contro 46,9 di maggio). Mercoledรฌ รจ il turno dellโ€™Europa con il PMI composito di giugno (stima 50,3 punti contro 52,8 di maggio) e i prezzi alla produzione MoM di maggio (stima -3,9% contro -3,2% di aprile).

La scorsa settimana le vendite al dettaglio della Germania MoM di maggio sono risultate piรน elevate rispetto alle attese (+0,4% contro zero stimato e +0,7% di aprile). Lโ€™inflazione dellโ€™Europa YoY di giugno รจ risultata leggermente piรน bassa delle attese (+5,5% contro +5,6% stimato e 6,1% di maggio), ma cresce perรฒ quella core al 5,4% (5,3% a maggio). Inflazione della Francia YoY di giugno leggermente piรน bassa delle aspettative (+4,5% contro +4,6% stimato e +5,1% di maggio). In ulteriore e positiva contrazione il tasso di disoccupazione dellโ€™Italia di maggio (7,6% contro 7,9% atteso e 7,8% di maggio). Per quanto riguarda i dati USA, il PMI Chicago รจ risultato leggermente inferiore alle stime (41,5 punti contro 44 atteso), ma in crescita rispetto al dato di 40,4 punti di maggio), mentre piรน elevata delle attese รจ risultata invece la fiducia dei consumatori dellโ€™Universitร  del Michigan (64,4 punti contro 63,9 di maggio).

Nonostante la pandemia e lโ€™invasione dellโ€™Ucraina, il mondo continua a crescere. Meno del previsto. Ma cresce. La crescita del PIL globale dovrebbe essere del 2,7% nel 2023, il tasso annuo piรน basso dalla crisi finanziaria globale del 2008, escluso il periodo di pandemia del 2020. Per il 2024 รจ previsto un modesto miglioramento della crescita globale, che dovrebbe raggiungere il 2,9%. La crescita nell'area OCSE dovrebbe essere inferiore al suo livello tendenziale nel 2023 come nel 2024, anche se riprenderร  gradualmente per tutto il 2024, grazie alla moderazione dell'inflazione e all'aumento dei redditi reali.

Spinta dal calo dei prezzi dell'energia, l'inflazione complessiva รจ in riduzione nella maggior parte delle economie negli ultimi mesi, nonostante i continui e rapidi aumenti dei prezzi di generi alimentari e servizi. L'inflazione core rimane perรฒ ostinatamente elevata. L'elevata inflazione, unita a modesti aumenti salariali, ha portato ad un calo dei salari reali nel 2022. Molti governi hanno implementato misure di soccorso su larga scala per mitigare gli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari sulle famiglie. Secondo lโ€™OCSE, i salari reali smetteranno di diminuire nella rimanente parte del 2023 nella maggior parte dei paesi OCSE.

Dati sempre contrastanti, quelli che arrivano dagli USA. La domanda degli investitori continua quindi ad essere se effettivamente gli USA entreranno in recessione (da capire poi se sarร  piรน o meno lunga e quanto profonda), oppure se si tratterร  di rallentamento ma senza segno negativo davanti.

Ci sono alcuni aspetti che vorremmo approfondire. Il primo riguarda lโ€™indice economico leader degli USA (LEI) che, come noto, รจ composto da dieci indicatori economici destinati a segnalare punti di svolta nell'economia. A maggio scorso questo รจ sceso dello 0,7% a maggio, segnando il 14ยฐ calo mensile consecutivo (complessivamente -4,3% negli ultimi sei mesi). Il calo di maggio รจ stato attribuito in prevalenza all'indebolimento delle aspettative dei consumatori per le condizioni commerciali e al peggioramento delle condizioni del credito. Secondo il Conference Board, la tendenza al ribasso รจ coerente con un'attivitร  economica piรน debole allโ€™orizzonte e continua a segnalare una recessione entro i prossimi 12 mesi.

Il dato positivo della scorsa settimana (almeno apparentemente) รจ rappresentato dalla costruzione di nuove case. La National Association of Relators (NAR) ha riferito che le vendite di case esistenti a maggio sono state pari a 4,3 milioni (SAAR), in leggero aumento rispetto ad aprile, ma inferiore del 20% rispetto all'anno precedente. Oltre ai tassi ipotecari piรน elevati, anche le scarse scorte di case esistenti hanno ostacolato l'attivitร  di vendita. Secondo il NAR, l'attuale offerta di case esistenti รจ circa la metร  del livello del 2019. E proprio la carenza di offerta sta sostenendo la costruzione di nuove case. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha riferito la scorsa settimana che il SAAR delle abitazioni iniziate a maggio era di 1,631 milioni di unitร , rispetto a 1,340 milioni di aprile. L'aumento di 291.000 unitร  ha rappresentato il piรน grande aumento mensile di avviamenti dal gennaio 1990. Lโ€™aumento dellโ€™offerta di nuove case indotto dalle nuove costruzioni non รจ scontato che trovi poi una domanda adeguata. Soprattutto perchรฉ i mutui saranno ancora piรน cari di oggi e presumibilmente la disoccupazione sarร  aumentata.

Che cosa faranno le banche centrali? Sotto l'effetto del persistere delle pressioni inflazionistiche, delle prospettive di crescita in riduzione e dei significativi rischi al ribasso di divergenza dalle proiezioni, le banche centrali si trovano ad affrontare sfide difficili. Riteniamo che per qualche tempo sarร  necessario mantenere alti i tassi di interesse per ridurre durevolmente le pressioni inflazionistiche, lasciando cosรฌ lโ€™intero sistema economico in squilibrio strutturale. In caso di ulteriori tensioni sui mercati finanziari, le banche centrali dovranno utilizzare gli strumenti di politica finanziaria a loro disposizione per garantire un'adeguata liquiditร  e minimizzare i rischi di contagio.

Con il debito pubblico piรน elevato rispetto a prima della pandemia nella maggior parte dei paesi e i governi che devono affrontare le future esigenze di spesa legate all'invecchiamento della popolazione e alla transizione climatica, le autoritร  dovrebbero prestare maggiore attenzione alla sostenibilitร  del debito. รˆ essenziale ricostruire il margine di bilancio e utilizzare risorse limitate per essere in grado di rispondere alle future prioritร  politiche e affrontare efficacemente gli shock futuri.

Sono quindi probabilmente necessari ancora diversi trimestri di tassi di interesse reali positivi e una crescita al di sotto del trend per allentare in modo sostenibile le pressioni sulle risorse e consentire la disinflazione. Tuttavia, la calibrazione delle misure monetarie sull'economia nazionale non รจ un compito facile e le politiche pubbliche dovrebbero sapersi adeguare velocemente alla pubblicazione di nuovi dati, poichรฉ non si sa con certezza quanto velocemente il rialzo dei tassi produrrร  i suoi effetti. Ma nemmeno quali saranno i potenziali effetti a catena di politiche piรน restrittive in altri paesi alle condizioni finanziarie piรน restrittive. (la relazione che lega lโ€™aumento dei tassi di interesse al calo dellโ€™inflazione non รจ lineare).

Sebbene l'effetto della stretta monetaria abbia iniziato a farsi sentire nei mercati finanziari e immobiliari, non sono ancora stati osservati chiari segnali di un persistente calo dell'inflazione core. Inoltre, il contemporaneo inasprimento in molti paesi rende il meccanismo di trasmissione piรน complesso e incerto, soprattutto per le economie piรน piccole. Gli effetti piรน forti provengono dal calo della domanda globale e quelli piรน deboli, ovvero gli effetti sui tassi di cambio, provengono dalle misure di policy adottate a livello nazionale. Ciรฒ potrebbe prolungare il tempo necessario per riportare l'inflazione al suo obiettivo.

Nella maggior parte dei paesi i tassi ufficiali hanno raggiunto, o dovrebbero raggiungere, i massimi nei prossimi mesi. Una volta che l'inflazione diminuirร  e si avvicinerร  ai livelli target delle banche centrali, i tassi ufficiali potrebbero iniziare a scendere.

Negli Stati Uniti, il tasso sui fondi federali dovrebbe raggiungere il picco del 5,5-5,75% nel secondo semestre del 2023. Nella seconda metร  del 2024 dovrebbero invece essere effettuati due piccoli tagli dei tassi, grazie allโ€™avvicinamento dellโ€™inflazione allโ€™obiettivo.

Nell'Eurozona, dove l'inflazione sottostante รจ ancora elevata, crediamo che il tasso di rifinanziamento principale raggiungerร  il picco a partire dal terzo trimestre del 2023 per poi rimanere invariato intorno al 4,25-5,5% fino alla fine del 2024. Dopo la prevista scadenza completa del programma di reinvestimento dei proventi obbligazionari del programma di acquisto di attivitร  a partire da luglio, la restrizione quantitativa dovrebbe accelerare. Tuttavia, i proventi dei titoli in scadenza, acquisiti nell'ambito del programma di acquisto per l'emergenza pandemica, dovrebbero continuare a essere interamente reinvestiti al fine di continuare a utilizzare tutti i margini di flessibilitร  disponibili per limitare la frammentazione finanziaria nell'area dell'euro.

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