Tassi USA ancora su, whatever it takes

08/03/2023 07:45
Tassi USA ancora su, whatever it takes

Powell ha ribadito un Whatever it takes contro lโ€™inflazione perchรฉ i dati sono ancora troppo forti.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Vendite al dettaglio YoY di gennaio (stima +2% contro -5,2% di dicembre) e produzione industriale MoM di gennaio della Germania (stima +1,5% contro -3,1% di dicembre) entrambe in uscita oggi alle 8:00. A seguire alle 11:00 la revisione del PIL del 4Q22 dellโ€™Europa previsto in linea con quanto giร  evidenziato il 31 gennaio scorso (+0,1%). Alle 14:15 รจ il turno dei dati USA: occupati ADP di febbraio (stima 195k contro 106k di gennaio).

Ieri Powell ha tenuto un discorso davanti alla Commissione Bancaria del Senato. Tutto come nelle nostre attese. Il discorso si รจ concentrato sui recenti dati di inflazione e del mercato del lavoro, entrambe non in linea con quanto atteso dai membri del FOMC. Questo significa che la FED potrebbe aumentare i tassi d'interesse piรน del previsto, con una dinamica piรน elevata e lasciarli ad un livello di squilibrio piรน a lungo delle attese qualora i dati in arrivo suggeriscano misure piรน severe. E gli ultimi dati sembrano suggerire proprio questo: misure piรน severe. Detto in altri termini, il livello finale dei tassi di interesse sarร  probabilmente piรน alto di quanto previsto in precedenza.

Ma non solo, Powell ha anche ribadito un whatever it takes contro lโ€™inflazione, dicendo che la FED รจ pronta ad aumentare il ritmo dei rialzi dei tassi se tutti i dati dovessero indicare che non esiste altra opzione per ridurre la crescita dei prezzi.

I mercati finanziari, che mediamente viaggiavano in territorio positivo fino a poco prima delle parole di Powell, hanno immediatamente reagito portandosi in negativo. I future sui fed funds scontano ora un tasso pari al 6% per la fine del 2023 e un aumento di 50 bp nel prossimo meeting fissato per il 21-22 marzo. Le parole di Powell hanno ovviamente avuto anche un impatto sul dollaro, che si รจ immediatamente rafforzato contro euro e sterlina.

Se effettivamente il prossimo aumento dei tassi sarร  di 50 bp, sarebbe un pessimo segnale per i mercati, non tanto per il livello in sรฉ, ma soprattutto perchรฉ sancirebbe un nuovo e grave errore di valutazione della FED nel meeting di febbraio (dopo quello di aver sottovalutato lโ€™inflazione). Sarebbe stato meglio, come avevamo suggerito piรน volte nei mesi scorsi, optare per un aumento di 50 bp nel meeting di febbraio, piuttosto che dare lโ€™illusione ai mercati che lโ€™inflazione si era avviata velocemente verso lโ€™obiettivo e quindi la politica monetaria sarebbe stata meno falco.

Difficile al momento capire se la FED sia posizionata di nuovo dietro la curva. Subito dopo lโ€™ultimo aumento di 25 bp, la FED ha da subito cominciato a mandare segnali chiari ai mercati di come gli ultimi dati sulla crescita dei prezzi e la forza del mercato del lavoro non lasciassero molto spazio allโ€™immaginazione. Ma dopo.

Ovvio che se gli operatori si attendevano una flessione dei tassi di interesse nellโ€™ultimo trimestre dellโ€™anno, dovranno ora rivedere i propri portafogli. Revisione che oltre ad essere guidata dal nuovo atteggiamento della banca centrale, dovrร  probabilmente fare i conti anche con una revisione al ribasso degli utili societari.

In questa fase rimaniamo convinti che nonostante la ripresa dei prezzi dei bond di questi primi due mesi dellโ€™anno (dopo il sell-off del 2022), ci siano ancora interessanti opportunitร . Il picco della stretta monetaria รจ atteso a cavallo dellโ€™estate, cui farร  probabilmente seguito una pausa di alcuni mesi aspettando che i dati confermino il rallentamento economico e il raffreddamento della pressione salariale. Una volta che la paura dei rialzi dei tassi sarร  passata, il mercato obbligazionario rappresenterร  una interessante opportunitร  da mettere in portafoglio. La strategia potrebbe quindi essere quella di prendere posizione nella parte corta della curva avvicinandosi al picco di aumento dei tassi. Cosรฌ come aumentare lโ€™esposizione creditizia potrebbe aiutare a incrementare i rendimenti quando la FED si fermerร  nella sua stretta monetaria.

Lโ€™aggiunta di asset rischiosi, come lโ€™high yield e il debito dei mercati emergenti, potrร  invece essere vantaggiosa una volta che la FED inizierร  a tagliare i tassi e il dollaro si indebolirร .

Per quanto riguarda le azioni, ovvio che qui si inserisce un ulteriore elemento, ovvero la revisione degli utili. In questo scenario in cui la stretta monetaria peserร  sullโ€™occupazione e quindi sullโ€™economia, meglio privilegiare le aziende con una crescita stabile e affidabile, ovvero quelle che offrono prodotti e servizi in grado di creare valore nel tempo, come per esempio quelle aziende che operano nel settore del lusso, del fintech e nella produzione di energia rinnovabili.

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