Tesla, il rebus robotaxi. Waymo valutata 110 miliardi

In un anno il valore della società di guida autonoma controllata da Alphabet è più che raddoppiato. La cifra offre un termine di paragone per il business dei robotaxi di Elon Musk e solleva interrogativi sul premio attribuito dal mercato a Tesla
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Cresce la stima di Waymo in vista dell’aumento di capitale
Il mercato dei robotaxi torna sotto i riflettori con una notizia destinata a far discutere investitori e analisti. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Waymo – la società di guida autonoma controllata da Alphabet – starebbe preparando un aumento di capitale da 16 miliardi di dollari, su una valutazione complessiva di circa 110 miliardi. Un salto significativo rispetto ai 45 miliardi stimati a fine 2024, pari a una rivalutazione superiore al 140%.
Waymo non ha commentato ufficialmente l’indiscrezione, ma l’operazione – alla quale dovrebbe partecipare la stessa Alphabet insieme ad altri investitori – segnala una crescente fiducia nelle prospettive del business dei robotaxi. Oggi Waymo opera a pieno regime in cinque città statunitensi, con circa 450 mila corse completamente autonome ogni settimana, e un piano di espansione che prevede l’ingresso in nuovi mercati urbani.
Waymo: incidenti inferiori fino al 90% rispetto ai guidatori umani
La crescita, tuttavia, non è priva di ostacoli. Lo scorso 23 gennaio, a Santa Monica, un veicolo Waymo ha investito un pedone in circostanze che l’azienda ha definito imprevedibili: la persona sarebbe sbucata improvvisamente dalla carreggiata, costringendo il sistema a una frenata d’emergenza. Secondo i dati diffusi dalla società, i robotaxi Waymo registrano comunque un numero di incidenti inferiore dell’80-90% rispetto ai guidatori umani in situazioni comparabili. Resta però aperto il tema di come investitori e regolatori interpreteranno questi episodi, man mano che la tecnologia si diffonde su larga scala.
Waymo rappresenta meno del 3% della capitalizzazione di Alphabet
Il confronto con Tesla è inevitabile. Il gruppo guidato da Elon Musk ha avviato il proprio servizio di robotaxi ad Austin, in Texas, lo scorso giugno, e punta a essere operativo in nove città entro la metà del 2026. Ma è soprattutto sul piano delle valutazioni che emergono elementi interessanti – e potenzialmente contraddittori.
Come mette bene in evidenza un articolo di Barron’s, i 110 miliardi attribuiti a Waymo rappresentano meno del 3% della capitalizzazione di Alphabet, che supera i 4.100 miliardi di dollari. Per il colosso di Mountain View, destinato a generare oltre 210 miliardi di dollari di Ebitda nel 2026 e valutato circa 32 volte gli utili attesi, Waymo resta un progetto importante ma non centrale.
Il valore dei robotaxi di Tesla al momento è un rebus
Ben diverso è il peso strategico dei robotaxi per Tesla. A fronte di un Ebitda stimato in circa 15 miliardi di dollari nel 2026, l’azione Tesla è scambiata a multipli superiori a 200 volte gli utili, una valutazione che riflette in larga parte le scommesse di Musk sull’intelligenza artificiale, sui robot umanoidi e, soprattutto, sulla mobilità autonoma. Gli analisti più ottimisti stimano per i robotaxi Tesla un mercato potenziale da centinaia di miliardi di dollari, se non addirittura da migliaia di miliardi, partendo dai quasi 5.000 miliardi di chilometri percorsi ogni anno dal totale delle auto che circolano negli Stati Uniti.
Da qui nasce un apparente paradosso: se Waymo – oggi leader operativo nel settore – vale 110 miliardi, quale valore è implicitamente già incorporato nelle azioni Tesla? Barron’s sottolinea che il gruppo di Elon Musk può contare su vantaggi competitivi rilevanti, come la capacità di produrre internamente i veicoli e l’enorme mole di dati di guida raccolti negli anni. Inoltre, la recente decisione di interrompere la produzione dei modelli S e X per riconvertire gli impianti alla produzione di robot umanoidi ha riacceso l’entusiasmo degli investitori.
La valutazione di Waymo diventa così un indicatore da monitorare con attenzione. O segnala che il mercato non valorizza ancora pienamente questo asset all’interno di Alphabet, oppure suggerisce che le aspettative sui robotaxi di Tesla sono troppo ambiziose.
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