Tesla riduce la produzione in Cina, Elon Musk cambia idea sui dazi


La casa automobilistica statunitense continua a fare i conti con una concorrenza locale che prosegue nel ridurre i prezzi delle auto elettriche, mentre l’imprenditore sembra non avere idee chiare sulla decisione dell’amministrazione Biden di limitare le importazioni dalla Cina.


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Tesla produce meno in Cina

Ultima mossa di Tesla in Cina, dove la società di Elon Musk continua ad avere difficoltà a causa della crescente concorrenza locale che spinge al ribasso i prezzi. Questa volta la casa automobilistica ha deciso di ridurre la produzione della sua Model Y nello stabilimento di Shanghai e il taglio arriverebbe a due cifre in quello che è il secondo mercato per le auto prodotte nella factory cinese, la più grande di Tesla a livello globale.

Nel dettaglio, l’impianto ha deciso di tagliare di almeno il 20% la sua produzione nel periodo marzo-giugno, secondo una fonte dell’agenzia Reuters, mentre i dati della China Association of Automobile Manufacturers (CAAM) hanno indicato 49.498 unità prodotte a marzo e a 36.610 ad aprile, rispettivamente il 17,7% e il 33% in meno rispetto a un anno fa. In totale, Tesla ha prodotto 287.359 unità di Model Y e Model 3 in Cina nei primi quattro mesi, il 5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023, con una produzione di Model 3 superiore del 10%.

Per il momento non si hanno notizie circa un’eventuale estensione del taglio alla produzione nella seconda metà del 2024 e da Tesla non hanno risposto alla richiesta di un chiarimento arrivata dalla Reuters.

La strategia cinese

Dopo la rinuncia all’obiettivo di consegnare 20 milioni di veicoli all’anno entro il 2030 emerso nel suo ultimo rapporto di ieri, Tesla punta ancora a consegnare 600.000-700.000 auto in Cina nel 2024 su 2 milioni di veicoli elettrici che intende vendere a livello globale, senza modificare gli obiettivi di inizio anno, secondo una fonte anonima della Reuters.

Ad aprile la società di Musk aveva tagliato i prezzi della Model Y in Cina, portandoli ai livelli più bassi da quando il modello è stato lanciato per la prima volta nel Paese nel 2021, offrendo al contempo uno schema di finanziamento a tasso zero per gli acquirenti della Model 3 per incrementare le vendite.

Secondo la China Passenger Car Association, la quota di Tesla nel mercato cinese complessivo delle auto elettriche e ibride plug-in è scesa al 6,8% nei primi quattro mesi di quest'anno dal 7,8% di tutto il 2023, quando aveva venduto 603.664 auto nel Paese, mentre quella della cinese BYD si è ridotta dal 35% al 34,3% nei primi quattro mesi 2024.

Elon Musk cambia idea sui dazi

Forse anche alla luce delle difficoltà di Tesla in Cina, ieri Musk si era detto contrario ai dazi negli Stati Uniti sulle auto cinesi decisi la scorsa settimana dall’amministrazione Biden, cambiando radicalmente la sua posizione rispetto solo a 4 mesi fa.

Parlando ieri durante un evento a Parigi, il Ceo annunciava il suo “no ai dazi sulle auto elettriche cinesi”, dicendosi “sorpreso quando li hanno annunciati” e aggiungendo di non aver chiesto questa decisione. “Tesla compete abbastanza bene nel mercato cinese senza tariffe e senza sostegno. Sono favorevole a non avere dazi”, ribadiva Musk.

Solo nel gennaio scorso, però, il vulcanico imprenditore aveva dichiarato che “se non saranno imposte barriere commerciali, demoliranno la maggior parte delle case automobilistiche”, compresa Tesla, in quanto i costruttori cinesi sono “i più competitivi al mondo”.

L’analisi di Morgan Stanley

Tesla è stata oggetto di un’analisi di Adam Jonas di Morgan Stanley datata 22 maggio nella quale l’analista ha ribadito il suo rating ‘overweight’ sul titolo, mantenendo un obiettivo di prezzo di 310 dollari rispetto ai 173,74 della chiusura di ieri (-3,54%).

Jonas sottolinea il ruolo chiave che Tesla svolge all’interno del più ampio ecosistema delle iniziative di Elon Musk, in particolare nel campo degli investimenti nelle infrastrutture dell’Intelligenza Artificiale, che secondo lui potrebbero vedere decine di miliardi di dollari di immissioni di capitale nei prossimi anni.

L’analista sottolinea che il costo del capitale è un fattore determinante per raggiungere il dominio dell’AI, sostenendo che una Tesla priva di integrazione della nuova tecnologia creerebbe inevitabilmente un precedente, aumentando potenzialmente il costo del capitale per le altre iniziative di Musk incentrate sull’AI. Al contrario, un positivo risultato della società nelle applicazioni di AI ridurrebbe probabilmente il costo del capitale nella rete aziendale dell’imprenditore, spesso definita “Muskonomy”.

Jonas prevede che, nel tempo, l’interconnessione delle iniziative di Musk nei social media, nell’intelligenza artificiale generativa, nelle comunicazioni spaziali e nel settore automobilistico/trasporti diventerà sempre più evidente, indicando specificamente l’imminente voto degli azionisti del 13 giugno come un momento cruciale per la strategia a lungo termine dell’azienda, con potenziali implicazioni per una significativa volatilità delle azioni.

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Codice: TSLA.US
Isin: US88160R1014
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