Tesla rimbalza: accordo da 4,3 mld con LG Energy e il progetto TeraFab scaldano gli investitori

18/03/2026 14:40
Tesla rimbalza: accordo da 4,3 mld con LG Energy e il progetto TeraFab scaldano gli investitori

Dopo quattro settimane consecutive di ribassi, Tesla (TSLA) torna a guadagnare terreno in Borsa, scambiando intorno ai 399,67 dollari (+0,10%) nella seduta del 18 marzo 2026. A sostenere il sentiment — salito a 0,81 secondo i dati di oggi, il livello più alto della settimana — convergono due notizie di giornata di grande rilevanza strategica: la firma di un accordo da 4,3 miliardi di dollari con LG Energy Solution per la fornitura di celle LFP, e le indiscrezioni sul progetto TeraFab, un'iniziativa nel campo dei semiconduttori annunciata da Elon Musk nel weekend. Sullo sfondo, l'attesa per la decisione della Fed sui tassi, prevista in serata, tiene i mercati globali in bilico.

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Quattro settimane di calo, ora il rimbalzo

Tesla chiude una fase di debolezza prolungata che aveva portato il titolo da circa 449,72 dollari di dicembre 2025 agli attuali livelli di circa 399 dollari, con un calo di circa il 12% da inizio anno. La settimana in corso segna tuttavia un'inversione di tendenza: il titolo è sulla buona strada per interrompere quattro settimane consecutive di perdite, con il prezzo che oscilla stabilmente sopra quota 393 dollari — il minimo settimanale toccato nella settimana del 9 marzo. Il volume di contrattazioni odierno supera già i 12,9 milioni di azioni, segnale di rinnovato interesse da parte degli operatori. Il sentiment normalizzato misurato oggi è pari a 0,81 su un massimo di 1, in netto recupero rispetto al 0,47 di venerdì scorso, a testimonianza di un cambio di percezione tra analisti e media finanziari.

L'accordo da 4,3 miliardi con LG Energy: le batterie LFP per lo storage

Il catalizzatore principale della giornata è l'accordo siglato tra Tesla e il colosso sudcoreano LG Energy Solution per l'acquisto di 4,3 miliardi di dollari di celle al litio ferro fosfato (LFP). Le celle saranno prodotte nello stabilimento di Lansing, Michigan, a partire dal 2027 e destinate al segmento energy storage — il business che negli ultimi trimestri ha mostrato la crescita più sostenuta all'interno del gruppo. L'accordo rafforza la catena di approvvigionamento di Tesla per il Megapack, il sistema di accumulo energetico su larga scala che sta conquistando utility e operatori di rete in tutto il mondo. Gli analisti vedono nell'accordo un segnale positivo per la diversificazione del mix di ricavi: il segmento energy & services, che include storage e pannelli solari, punta a generare ricavi per oltre 107 miliardi di dollari nel 2026 secondo il consensus, con una crescita stimata del +13,5% anno su anno.

TeraFab: Musk punta ai semiconduttori?

L'altra notizia che ha acceso l'immaginazione degli investitori arriva direttamente da Elon Musk, che nel weekend ha fatto trapelare dettagli sul cosiddetto progetto TeraFab — un'iniziativa che sembrerebbe puntare alla produzione di semiconduttori proprietari. Secondo le indiscrezioni, Tesla intende sviluppare capacità di fabbricazione di chip avanzati per ridurre la dipendenza da fornitori esterni e abbattere i costi dei sistemi di guida autonoma e dei robot umanoidi Optimus. Wall Street ha accolto la notizia con cautela ma interesse: se confermato, TeraFab rappresenterebbe un salto qualitativo nella strategia di integrazione verticale del gruppo, sulla scia di quanto già fatto con le celle 4680 e le gigafactory per le batterie. Gli analisti che coprono il titolo stimano per il 2026 un EPS medio di 2,07 dollari, con revisioni al rialzo nelle ultime settimane da parte di 8 analisti su un totale di 25.

Il contesto macro: la Fed decide oggi sui tassi

La seduta di oggi si svolge in un contesto macroeconomico delicato: alle 18:00 ora statunitense (mezzanotte in Italia) la Federal Reserve annuncerà la propria decisione sui tassi di interesse, con il consensus che si aspetta una conferma del tasso di riferimento al 3,75%. La conferenza stampa del presidente Powell è attesa per le 18:30. A complicare il quadro, i dati sul PPI (indice dei prezzi alla produzione) usciti questa mattina hanno sorpreso al rialzo, alimentando timori di inflazione persistente e spingendo i futures sugli indici americani in territorio negativo nelle ultime ore. In questo contesto, i metalli preziosi subiscono pressioni: l'oro cede il -2,62% a circa 4.870 dollari l'oncia, e l'argento perde il -3,71% a 76,96 dollari, in un movimento tipico di attesa pre-Fed. Il cambio EUR/USD è stabile a 1,1517, mentre lo yen si indebolisce a 159,49 per dollaro.

Prospettive per gli investitori

Per gli investitori retail italiani, Tesla rappresenta oggi un caso di studio su più livelli. Da un lato, il titolo tratta ancora con uno sconto di circa il 12% rispetto ai massimi di dicembre 2025, offrendo un potenziale punto di ingresso per chi crede nella storia di lungo periodo. Dall'altro, le stime degli analisti per il 2026 indicano una crescita degli utili del +24,6% (EPS stimato a 2,07 dollari contro 1,64 dollari del 2025), mentre per il 2027 la crescita attesa sale al +35,9%. I rischi rimangono elevati:

  • La concorrenza cinese di BYD e altri produttori locali continua a erodere quote di mercato in Europa e Asia
  • Il contesto geopolitico (guerra in Iran, incertezza sui dazi) pesa sulla catena di fornitura
  • Le revisioni al ribasso delle stime EPS negli ultimi 90 giorni segnalano cautela degli analisti nel breve
  • La decisione della Fed di questa sera potrebbe generare volatilità aggiuntiva

Tuttavia, accordi strategici come quello con LG Energy e sviluppi come TeraFab confermano che Tesla continua a muoversi su più fronti simultaneamente, mantenendo la sua capacità di sorprendere il mercato.

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