Tesla sfonda il muro del trilione. E ora dove potrà arrivare?


Con un balzo del 12%, l’azione ieri sera ha chiuso a 1.024 dollari portando la market cap a 1.027 miliardi. Il rialzo in un anno è stato del 143%. Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, prevede nei prossimi 12 mesi un’ulteriore crescita compresa fra +20% e +60%. I motivi? Boom dei volumi e la sconvolgente novità della giga-pressa


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Da Hertz il maxi-ordine di 100mila Model 3 che vale 4,2 miliardi di dollari.

Elon Musk si ricorderà a lungo la data del 25 ottobre 2021: è il giorno in cui Tesla ha messo a segno in Borsa un balzo del 12,6% che ha portato l’azione al nuovo massimo storico di 1.024 dollari, pari a una capitalizzazione che per la prima volta ha superato il trilione di dollari, arrivando a 1.027 miliardi. Tesla ha battuto anche il record della società più veloce a raggiungere il Club del trilione, avendo ottenuto i mille miliardi di market cap dopo solo 18 anni dalla fondazione. Finora la più veloce era stata Alphabet-Google con 21 anni.

A innescare ieri la corsa forsennata all’acquisto delle azioni Tesla è stata la notizia che la società di autonoleggio Hertz ha ordinato in un colpo solo 100mila Tesla Model 3, un ordine che secondo Bloomberg vale 4,2 miliardi di dollari ed è il maggiore mai effettuato nel settore delle auto elettriche. Hertz ha deciso di puntare con decisione sul rafforzamento della flotta in senso ecologico, e oltre all’acquisto delle nuove vetture elettriche ha annunciato che realizzerà migliaia di stazioni di ricarica delle batterie nella sua rete di autonoleggi. Saranno almeno tremila stazioni tra Stati Uniti ed Europa, coprendo 65 mercati entro dicembre 2022 e oltre cento entro fine 2023.

Le 100mila Tesla elettriche rappresenteranno il 20% del totale della flotta della nuova Hertz, uscita da pochi mesi dall’amministrazione controllata dopo essere praticamente fallita nel 2020, travolta dalla crisi economica da Covid. Tesla dovrebbe riuscire a completare l’ordine entro la fine del 2022, ma fin dagli inizi di novembre i clienti di Hertz potranno noleggiare Model 3 negli aeroporti e in alcune grandi città statunitensi ed europee.

Forte domanda, Musk alza i prezzi di listino: 43.990 dollari per una Model 3 base.

Il dubbio è se Tesla sarà in grado di consegnare le auto nei tempi stabiliti, alla luce delle difficoltà produttive di tutto il settore auto, alle prese con le strozzature delle catene di approvvigionamento, la carenza di componenti e in particolare di chip. Di certo Tesla non ha un problema di bassa domanda, tanto che due giorni fa ha annunciato un ritocco all’insù dei prezzi di listino. Da oggi le versioni base della Model 3 e della Model Y costano 2mila dollari in più, e cioè rispettivamente 43.990 dollari e 56.990 dollari. Per le versioni base della Model S e della Model X il rincaro è di 5mila dollari, che porta i prezzi rispettivamente a 94.990 dollari e 104.990 dollari.

Morgan Stanley fissa un target price che può arrivare a 1.600 dollari.

Con queste novità, i broker che hanno una visione positiva su Tesla scalpitano. Morgan Stanley ha alzato il target price dello scenario base da 900 dollari a 1.200 dollari e dello scenario più favorevole a 1.600 dollari. Significa che l’azione nei prossimi 12 mesi dovrebbe guadagnare in un caso il 20% e nell’altro il 60%, dopo che dall’inizio dell’anno il titolo è già salito del 47%, e in 12 mesi del 143%.

Adam Jonas, l’analista di Morgan Stanley, spiega: “Il cambiamento del target price si giustifica prevalentemente con l’aumento dei volumi. La nostra precedente previsione di 5,8 milioni di auto vendute nel 2030 implicava un tasso annuo di crescita del 23% dal 2021 (anno in cui Tesla dovrebbe produrre circa un milione di veicoli n.d.r.) al 2030. Sarebbe un movimento allineato alla crescita generale del mercato dei veicoli elettrici. La nostra nuova previsione di 8,1 milioni di Tesla vendute nel 2030 implica una crescita annuale del 28%, che è poco più della metà del tasso di crescita del 50% annunciato dalla società come sua previsione nel lungo termine”.

Recentemente intervistato dalla Cnbc, Jonas ha spiegato che a ogni milione in più di previsione di auto vendute nel 2030 corrisponde un aumento del target price compreso fra 150 e 200 dollari. A suo giudizio, fra i motivi per cui le vendite della Casa californiana cresceranno così rapidamente, c’è anche il fatto che ogni giorno migliora la qualità della produzione. L’ultima novità produttiva è il telaio che viene realizzato in un pezzo solo con un’unica operazione di pressofusione di alluminio, con una macchina gigantesca chiamata giga-pressa. “Come si fanno i modellini delle automobiline giocattolo”, spiegava pochi giorni fa scherzosamente Elon Musk.

Secondo Jonas, Tesla sta reinventando il modo in cui si producono le automobili e si organizzano le fabbriche. Giga-presse saranno installate nelle nuove fabbriche di Austin, in Texas, e di Berlino.

La media dei target price dei 33 analisti censiti da MarketScreener è 787 dollari. I target price più bassi si aggirano attorno a 360 dollari, un prezzo a cui corrisponde per Tesla una capitalizzazione ben superiore a Toyota e a Volkswagen, i primi due produttori al mondo di auto.

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Codice: TSLA.US
Isin: US88160R1014
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