Tesla svolta verso l’IA: è ancora un titolo automobilistico?

La svolta della casa automobilistica segna un nuovo capitolo nella visione di Elon Musk: stop alle auto di lusso, via libera a robotaxi, energia pulita e intelligenza artificiale fisica. Gli analisti si dividono su una valutazione da 1.560 miliardi di dollari.
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Tesla e l’IA
Il dibattito su come valutare Tesla — produttore di automobili o potenza tecnologica — sembra giungere a una svolta. Con il recente annuncio di un profondo riassetto delle linee produttive e il ritiro dei modelli di fascia alta Model S e Model X, Elon Musk ha chiarito che il futuro dell’azienda non è più l’automobile, ma l’intelligenza artificiale fisica.
Durante la conference call sugli utili, il CEO ha rivelato che Tesla investirà 20 miliardi di dollari in progetti legati alla guida autonoma, alla robotica e allo stoccaggio energetico. Una mossa che secondo molti analisti rappresenta il passaggio simbolico “dalla carrozzeria ai chip”.
Gli analisti concordano: “Tesla non è un titolo auto”
“È ormai evidente che Tesla non sia un’azienda automobilistica”, ha scritto Dan Levy di Barclays Plc, che vede nella fine dei modelli S e X il “passaggio del testimone” verso la robotica e l’autonomia.
A condividere la stessa visione anche George Gianarikas di Canaccord Genuity, che invita gli investitori a dimenticare la “vecchia Tesla”: “È un manifesto di abbondanza straordinaria, un segnale di profonda trasformazione verso sistemi autonomi, robot umanoidi ed energia pulita integrata.”
Sul fronte opposto, Ryan Brinkman di JP Morgan mantiene una raccomandazione di vendita e invita alla cautela, sottolineando l’aumento dei capital expenditures previsti per il 2026 e l’assenza di impegni su una crescita delle consegne.
Un colosso da 1.560 miliardi, ma con molte incognite
Con una capitalizzazione di mercato da 1,56 trilioni di dollari e un multiplo P/E di 194 volte gli utili, Tesla vale più di sei volte la media dei titoli del gruppo ‘Magnificent Seven’. Eppure, secondo i dati di Bloomberg, l’automotive continua a rappresentare circa l’87% dei ricavi dell’azienda.
Mentre le vendite di auto rallentano e la concorrenza globale — da BYD a Volkswagen — si intensifica, Musk guarda oltre le quattro ruote: robotaxi, robot umanoidi “Optimus” e servizi di “trasporto come servizio” sono i nuovi pilastri di una strategia che punta a riscrivere le regole del settore.
Il futuro è già qui ma non ancora nei bilanci
Nonostante l’entusiasmo per la trasformazione di Tesla, la strada verso la piena realizzazione della visione di Musk è ancora lunga. Le applicazioni commerciali su larga scala dei robotaxi e dei robot umanoidi restano a diversi anni di distanza, e molti analisti ritengono che il prezzo del titolo non rifletta pienamente questi rischi.
Intanto, sullo sfondo, circolano voci di una possibile fusione tra Tesla, SpaceX e la società di IA xAI — un’operazione che consoliderebbe il regno tecnologico di Musk e darebbe una forma concreta al suo più grande sogno: trasformare Tesla da produttore di auto in una piattaforma per l’intelligenza artificiale fisica globale.
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