Tesla, trimestre “impressionante” nonostante lo stop alla produzione in Cina


Il periodo si è chiuso con un aumento degli utili per la casa di Elon Musk, arrivato nonostante le chiusure delle sue fabbriche, la mancanza di componenti e l’aumento dei costi, mentre la società prevede una seconda parte del 2022 da “record”.


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La trimestrale Tesla

Sembra non volersi fermare la ‘creatura’ di Elon Musk e mette a segno un secondo trimestre con redditività in aumento, tra blocchi della produzione in Asia e gli alti costi di ampliamento dei nuovi impianti in Texas e Germania.

L’ultimo trimestre di Tesla ha visto un aumento pari al 57% degli utili per azione rettificati, arrivati a 2,27 dollari rispetto a 1,45 dell’anno prima. Sulla base dei principi contabili formali, l’eps è arrivato a 1,95 dollari dai precedenti 1,02 dollari, battendo così le previsioni degli analisti intervistati da FactSet, ferme a 1,81 dollari.

In crescita del 42% rispetto all’anno precedente i ricavi, arrivati a 16,9 miliardi di dollari, anche se in questo caso sono risultati inferiori alle previsioni di Wall Street (17,1 miliardi).

Un trimestre impegnativo

Nella call con gli analisti, Elon Musk ha definito “impegnativo” il periodo, mostrando ottimismo per il futuro: “abbiamo la capacità di realizzare una seconda parte dell’anno da record”.

A pesare sui risultati è stata la spesa per i nuovi impianti di produzione, riducendo il margine di profitto loro delle attività automobilistiche a 27,9% rispetto al record del 32,9% registrato nel primo trimestre.

A questo si sono aggiunte le interruzioni della produzione nella fabbrica di Shanghai, decise dalle autorità cinesi per combattere il Covid 19, e la carenza di componenti, che hanno cancellato fino a un quarto delle consegne di veicoli nei tre mesi terminati al 30 giugno.

Nonostante lo stop, i 254.695 veicoli consegnati risultato superiori del 27% rispetto allo scorso anno, ma si tratta del primo calo trimestrale sequenziale in più di due anni: “la catena di approvvigionamento è stata un inferno”, spiegava Musk.

La vendita di Bitcoin

Sul bilancio pesano anche le scelte ‘sbagliate’ di Elon Musk sul Bitcoin. La società aveva acquistato 1,5 miliardi di dollari della principale criptovaluta nel 2021, per poi comunicarne ieri la vendita del 75% di quanto aveva in pancia, con un ricavo di 936 milioni di dollari, mentre ne restano nelle casse 218 milioni.

Quando fu annunciato l’acquisto, venne presentato come investimento potenziale a lungo termine, tanto che Tesla aveva aperto ai pagamenti delle auto in Bitcoin negli USA, per poi cambiare idea dopo soli 49 giorni, decisione spiegata con problematiche ‘ambientali’.

Ieri il direttore finanziario Zachary Kirkhorn spiegava che la vendita “non dovrebbe essere presa come un qualche verdetto sul Bitcoin”, ma la notizia ha frenato il recupero della principale delle cripto, stamattina ancora in calo a 22.700 dollari dopo aver superato i 24 mila dollari prima della diffusione della trimestrale Tesla.

Se Kirkhorn annunciava di essere “aperti ad aumentare le partecipazioni in Bitcoin in futuro”, ha spiegato che “il motivo per cui abbiamo venduto molte delle nostre partecipazioni in Bitcoin era che eravamo incerti su quando i lockdown per COVID in Cina si sarebbero attenuati, quindi era importante per noi massimizzare la nostra liquidità”.

L’analisi dei numeri

A Wall Street, la diffusione di ieri sera a mercati chiusi ha sostenuto il titolo Tesla nell’afterhours, in crescita dell’1,45%, dopo la chiusura a +0,80% della seduta ufficiale.

I risultati nel trimestre “hanno portato un certo sollievo dopo che la casa automobilistica aveva segnalato problemi dovuti alla produzione e alle forniture”, scriveva il Financial Times.

“Dal nostro punto di vista, questo è stato probabilmente il trimestre più impressionante di Tesla, viste le difficili sfide che ha dovuto affrontare”, sottolineava a MarketWatch Garrett Nelson, analista di CFRA.

“Entrambe le fabbriche di Fremont e Shanghai hanno raggiunto una produzione mensile record”, rappresentando “un’ulteriore musica per le orecchie dei tori”, ha affermato Nelson.

Tra gli elementi negativi c’è “il flusso di cassa gratuito di Tesla un po’ debole” rispetto alle aspettative, “ma comprensibile data l’interruzione della catena di approvvigionamento”, ha affermato Joseph Spak di RBC Capital Markes in una nota dopo i risultati, sottolineando anche le previsioni di “una seconda metà 2022 da record” per Tesla.


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