TIM, più vicina la Rete Unica dopo l’ok di KKR sull’accordo con Open Fiber


Il fondo americano aveva approvato l’accordo tra Open Fiber e TIM sulle aree bianche e secondo indiscrezioni di stampa la prossima settimana ci potrebbe essere una trattativa per arrivare alla Rete Unica.


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Luce verde da KKR

Nuovo passo avanti per il progetto Rete Unica dopo l’accordo raggiunto da Open Fiber e TIM sulle aree bianche, ovvero quelle a fallimento di mercato.

La svolta è arrivata con l’approvazione dell’accordo da parte del fondo KKR, azionista con il 37,5% di Fibercop e titolare del diritto di veto, arrivato dopo alcune perplessità espresse in merito alla valorizzazione.

Con questo accordo, con il corrispettivo di 230 milioni di euro, Open Fiber ottiene da Fibercop l’uso in affitto delle infrastrutture e delle connessioni fino alle residenze dei clienti.

Si avvicina il mou

A questo punto, sembrano stringersi i tempi per la possibile firma del memorandum di intesa della Rete Unica, attesa per la prossima settimana quando si siederanno al tavolo delle trattative CDP per Open Fiber e TIM per Fibercop, mentre non è certa la partecipazione di grandi investitori internazionali quali Macquarie e la stessa KKR.

Secondo quanto anticipa Repubblica, il gruppo guidato da Pietro Labriola dovrebbe conferire in una società separata, che si chiamerà Telecom Italia, la rete primaria (quella che dalle centrali va agli armadietti sulle strade), quella secondaria già conferita in Fibercop (che dagli armadietti entra nelle case degli italiani) e i cavi sottomarini di Sparkle.

“Stiamo discutendo con KKR per un'eventuale partecipazione alle trattative, essendo il fondo socio di minoranza di Fibercop, invitarli subito al tavolo può facilitare una serie di discussioni”, ha osservato l'ad di TIM, Pietro Labriola.

I dubbi di KKR analizzati da Equita

Secondo indiscrezioni, i dubbi del fondo non erano relativi al prezzo pattuito ma alla possibilità che alcuni punti del contratto potessero fungere da base di valutazione in vista delle trattative per l'aggregazione delle due infrastrutture di Open Fiber e TIM nella rete unica.

Kkr, dunque, avrebbe chiesto che fosse esplicitato che l'accordo venisse “sterilizzato” ai fini della trattativa per la rete unica.

“Ossia capiamo che KKR vuole che il piano di TIM e Of su cui saranno fatte le valutazioni degli asset non vada a modificarsi per effetto del nuovo accordo commerciale”, spiegano gli analisti di Equita Sim, sottolineando che “lo spunto è interessante perché indica che la cautela di KKR relativa alla firma dell'accordo commerciale con Of non sarebbe derivata dall'opposizione al deal sulla rete unica (come a volte è stato riportato), ma piuttosto dalla volontà di salvaguardare il valore dell'asset proprio in concomitanza con la trattativa”.

Dal punto di vista dell'impatto economico, continuano dalla sim milanese, “l'accordo dà un contributo potenzialmente positivo, ma marginale ai risultati del gruppo che genera circa 2 miliardi nel business domestic wholesale di rete fissa”.

Bestinver positiva sul titolo

Nel frattempo, il titolo Telecom Italia resta positivo a Piazza Affari, con una crescita dell’1,60% dopo quasi tre ore di contrattazioni, e viaggia a 0,278.

Ancora distante, dunque, la valutazione del titolo rispetto alla fair value definita da Bestinver, compresa tra 0,68 e 0,70 euro con posizione ‘buy’, dopo il via libera del fondo KKR all’accordo commerciale.


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