TIM, ricavi in calo nel primo trimestre 2022 ma guidance confermata


I vertici del gruppo confermano le stime per l’anno in corso nonostante il calo dei ricavi arrivato nel primo trimestre dell’anno.


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Calano i ricavi di TIM

Trimestre difficile per il gruppo TIM, con ricavi e margine organico in contrazione. Nel dettaglio, i primi tre mesi del 2022 dell’ex monopolista hanno visto una flessione del 2,23% dei ricavi, passati così dai precedenti 3,73 miliardi agli attuali 3,64 miliardi di euro, leggermente superiori ai 3,63 miliardi indicati dal consensus degli analisti pubblicato sul sito del gruppo.

Escludendo le partite non ricorrenti e la base comparabile calcolata al netto dell’effetto di conversione dei bilanci in valuta e della variazione del periodo di consolidamento, invece, su base organica i ricavi sono calati del 4,5%.

Aumento per il margine operativo lordo, passato da 1,16 miliardi a 1,32 miliardi di euro, con una crescita del 13,4%, mentre il risultato netto attribuibile ai soci è stato negativo per 204 milioni di euro, leggermente migliorato rispetto alla perdita di 228 milioni del primo trimestre 2021.

L’Ebitda organico al netto delle componenti non ricorrenti si è attestato a 1,39 miliardi di euro, con un’incidenza sui ricavi pari al 38,1%.

Infine, l’indebitamento finanziario netto è risultato pari a 22,6 miliardi, in aumento di 0,5 miliardi rispetto al 31 dicembre 2021, mentre l’Equity free cash flow è positivo per 123 milioni su base after lease (301 milioni l’equity free cash flow).

Le previsioni per il 2022

Nonostante i numeri non certo esaltanti, i vertici di TIM confermano le stime finanziarie per il resto dell’anno già comunicate con l’approvazione del Piano Industriale 2022-2024.

In particolare, l’anno dovrebbe concludersi con ricavi di gruppo organici da servizi in leggera flessione (low single-digit decrease), mentre l’Ebitda After Lease organico di gruppo dovrebbe segnare un calo mid to high teens decrease.

La società ha annunciato che in occasione del Capital Market Day previsto per il prossimo 7 luglio sarà presentato al mercato il progetto di riorganizzazione finalizzato all’accelerazione del percorso verso una generazione sostenibile di flussi di cassa e a far emergere il valore intrinseco degli asset di gruppo.

La view degli analisti

Gli analisti di Deutsche Bank confermano la raccomandazione ‘hold’ e il target price a 0,3 euro dopo i conti, evidenziando un “Ebitda oltre le attese”.

Invito all’acquisto (buy) per Jefferies, con prezzo obiettivo a 0,44 euro, dopo che il gruppo ha “aumentato il target di risparmi di costi”, anche se sottolineano come non siano stati dati “ulteriori dettagli sulla riorganizzazione in vista del Capital Markets Day, quando il management dovrà anche spiegare come intende ottenere la stabilizzazione dei ricavi domestici già incorporata nelle stime di consensus”.

Anche gli analisti di Intesa Sanpaolo definiscono i conti “in linea con le guidance per l’anno fiscale 2022 fornite a marzo e ora ribadite”, mentre secondo Equita Sim (‘hold’ – target price 0,43 euro) i risultati confermano, “come previsto, vendite e redditività deboli”.

La performance odierna in borsa

Il gruppo aveva diffuso la trimestrale ieri a mercati chiusi e oggi il mercato aveva accolto positivamente i risultati, anche se l’euforia è durata poco.

Se l’apertura di Piazza Affari vedeva il titolo Telecom Italia salire fino a guadagnare due punti percentuali, le azioni della società viravano in negativo e dopo circa due ore di contrattazioni cedono lo 0,50%, scendendo a 0,27 euro.


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