Tonfo Banca Generali dopo l’accordo con il fisco


Conto da 45,99 milioni di euro da pagare per la banca a seguito dell’accordo quadro con l’Agenzia delle Entrate corrispondente all’1% della sua capitalizzazione di mercato e al 16% dell’utile netto stimato per il 2022.


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Vendite su BGN

Peggiora il titolo Banca Generali a Piazza Affari dopo l’annuncio precedente all’apertura del mercato circa l’accordo da 46 milioni di euro per chiudere la vertenza con l’Agenzia delle Entrate sul transfer pricing.

Le azioni della banca arrivano a cedere oltre il 3% dopo circa 2 ore di contrattazioni, risultando le peggiori tra le blue chip del Ftse Mib, quest’ultimo tintosi di rosso dopo un inizio positivo.

Si aggrava anche il bilancio del 2022 per il titolo, in calo di quasi un terzo del suo valore dallo scorso gennaio, quando quotava 38,80 euro, rispetto ai 26 euro odierni.

L’accordo con il fisco

Questa mattina la banca annunciava un accordo quadro con l’Agenzia delle Entrate per definire i rilievi fiscali formulati in materia di transfer pricing per i periodi d’imposta dal 2014 al 2019.

L’accordo si fonda sul riconoscimento ai fini transattivi di una remunerazione per il passaggio, avvenuto nel 2008, alla neocostituita BG FML della delega di gestione di BG Sicav.

Il conto per Banca Generali prevede un onere effettivo di 45,99 milioni di euro di cui maggiori imposte per 40,7 milioni e interessi pari a 5,29 milioni, senza applicazione di sanzioni per effetto dell’esimente della penalty protection.

Dalla banca ricordano di aver già accantonato un fondo per rischi fiscali di 10,6 milioni, riducendo così l’onere effettivo a carico dell’esercizio a 35,4 milioni.

La view degli analisti

L’impatto sui dividendi viene stimato a “circa 0,2 euro per azione” pari “all’1% della capitalizzazione di mercato”, calcolano da Equita Sim, i cui analisti confermano la raccomandazione ‘hold’ sulle azioni di Banca Generali, con target price di 33 euro.

Di notizia “negativa” per il titolo parlano da Banca Akros, “anche se l’impatto è sotto controllo”, visto che l’accordo “pesa circa il 16% dell’utile netto stimato per il 2022”.

Raccomandazione ‘add’ e prezzo obiettivo a 32,9 euro su BGN per gli analisti di Intesa Sanpaolo, secondo i quali “l’accordo, anche se porta un impatto negativo straordinario sul conto economico limitato a 35,4 milioni, spiana la strada alla piena implementazione delle procedure di Cooperative Compliance a cui Banca Generali era stata ammessa il 27 dicembre 2021, con effetti dal periodo fiscale 2020”.

L’impatto sul dividendo

“L’accordo non prevede rischi per ulteriori maggiorazioni di tassazione per i periodi successivi al 2019”, sottolineano da WebSim, oltre a dare “il via alla piena attuazione delle procedure di Adempimento Collaborativo alla quale BGN è stata ammessa in data 27 dicembre 2021 a valere sul periodo di imposta 2020”.

Dalla sim si attendono “un impatto negativo di circa 30/35 centesimi sul dividendo 2022 da noi stimato complessivamente a 2.0 euro per azione (cash): il target di piano della società prevede dividendi cash per 7,5/8,5 euro per azione nel periodo 2022/2025”, mentre mantengono il giudizio ‘interessante’ sul titolo, con target price a 33 euro.


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