Tregua appesa a un filo, risale il petrolio

In serata Israele ha condotto il più violento attacco alle postazioni di Hezbollah nel Libano del Sud, ci sono 182 morti e centinaia di feriti. Per gli iraniani la tregua è già stata violata. La delegazione degli Stati Uniti guidata dal vicepresidente J.D. Vance è in viaggio per il Pakistan, i colloqui diretti con Theran sono fissati per sabato mattina.
Petrolio Brent in rialzo del 2%. Due petroliere cinesi a pieno carico stanno attendendo in prossimità dello Stretto di Hormuz, ponendosi così nella posizione di diventare le prime navi di questo tipo a lasciare il Golfo Persico nell’ambito del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
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Il rialzo del sollievo di ieri lascia il posto alla diffidenza, il petrolio torna a salire e in Asia Pacifico le borse scendono.
Ieri a Wall Street, il Nasdaq ha chiuso in rialzo del 2,8%, l’S&P500 del 2,5%.
PIU’ GUERRA CHE PACE
La tenuta della tregua di quindici giorni annunciata la scorsa notte è appesa a un filo dopo i pesantissimi attacchi di Israele nel Sud del Libano: gli iraniani hanno definito i bombardamenti contro Hezbollah una violazione dei termini dell’accordo. “I termini del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti sono chiari ed espliciti: gli Stati Uniti devono scegliere: cessate il fuoco o guerra continua tramite Israele. Non possono avere entrambe le cose”, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post sui social media. In un altro post, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad- Bagher Ghalibaf ha citato i combattimenti in Libano, una presunta incursione di droni nello spazio aereo iraniano e la “negazione del diritto dell’Iran all’arricchimento”, come elementi che rendono i negoziati “irragionevoli”.
In questo contesto, la Casa Bianca ha annunciato che gli Stati Uniti avranno colloqui diretti con l’Iran. La portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato che il vicepresidente JD Vance guiderà una delegazione a Islamabad, che includerà l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner. Il primo round di colloqui è previsto per sabato mattina, ora locale.
PETROLIO
Il greggio tipo Brent è in rialzo del 2% a 96,5 dollari il barile, ieri -16%, la peggior seduta dai tempi della pandemia.
Goldman Sachs ha abbassato la previsione di prezzo per il secondo trimestre a novanta dollari per il petrolio del Mare del Nord, dal precedente 99 dollari.
Lo Stretto di Hormuz resta chiuso, ci sono circa ottocento navi mercantili in attesa di passare e gli armatori preferiscono per il momento evitare la navigazione in un braccio di mare che potrebbe essere minato.
Due petroliere cinesi a pieno carico stanno attendendo in prossimità della strettoia, ponendosi così nella posizione di diventare le prime navi di questo tipo a lasciare il Golfo Persico nell’ambito del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. La Cospearl Lake, collegata alla società statale cinese Cosco Shipping, e la He Rong Hai, di proprietà di un'entità più piccola, sembravano dirigersi verso est nelle prime ore di giovedì mattina a velocità quasi massima, secondo i dati di tracciamento delle navi, prima di fermarsi quasi completamente. Entrambe segnalano la proprietà cinese sui loro sistemi di tracciamento, una mossa tipicamente adottata per motivi di sicurezza durante i transiti approvati dall'Iran. Le petroliere cinesi fanno parte di una flotta in crescita che si sta ammassando all'imboccatura dello stretto, al largo degli Emirati Arabi Uniti. La Desh Vibhor, battente bandiera indiana, è a pieno carico di greggio al largo della costa di Ras Al Khaimah, segnalando che la nave e l'equipaggio sono di proprietà del governo indiano. Anche una VLCC battente bandiera saudita, la Jaham, sta navigando verso est in direzione di una vicina area di attesa al largo di Dubai.
Il Qatar, secondo quanto scriveva ieri Bloomberg, ha avviato i lavori di ripristino del colossale impianto di rigassificazione di Ras Laffan, duramente colpito nei primi giorni dello scoppio del conflitto.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,5%. Ieri l’indice di riferimento del mercato azionario tedesco ha guadagnato il 5%.
IL PEGGIO E’ ALLE SPALLE
I mercati azionari potrebbero aver toccato il fondo e le incertezze sulla guerra potrebbero aver raggiunto il picco, secondo il desk azionario Asia Pacifico di JPMorgan. “Le ondate di vendite sui mercati determinate da eventi specifici tendono a vedere i mercati azionari toccare il fondo in concomitanza con il picco di incertezza”, ha scritto in una nota Matthew See, il responsabile del team. E’ quindi possibile che la “riduzione sistematica delle posizioni osservate negli ultimi 2 mesi subisca una brusca inversione di tendenza."
Anche Barclays si aspetta un rimbalzo, o almeno la fine della fase più violenta dalla discesa: gli strateghi azionari guidati da Emmanuel Cau hanno affermato che potrebbe essere in arrivo un "potente short squeeze", poiché gli hedge fund rimuovono le protezioni messe in atto per coprire il rischio di un'ulteriore escalation della guerra.
Amelie Derambure, senior multi-asset portfolio manager di Amundi ha detto ieri a Bloomberg TV di aver iniziato a comprare già la scorsa settimana, “ci eravamo già posizionati per il TACO”.
BANCHE EUROPEE
In uno scenario di stress estremo, con i prezzi del petrolio a 145 dollari al barile nel secondo trimestre del 2026, il gas oltre i 100 €/MWh, l’area dell’euro entrerebbe secondo Barclays in una recessione tecnica nel secondo-terzo trimestre del 2026, ma registrando comunque una crescita annua positiva del PIL pari a +0,4% nel 2026 e +0,9% nel 2027. In questo contesto avverso dal punto di vista geostrategico, per le banche della zona euro ci sarebbe il beneficio del rialzo dei tassi, gli economisti della banca inglese ne stimano due nel corso dell’anno, uno in aprile e l’altro a giugno: il costo del denaro dovrebbe poi rimanere invariato per almeno un anno. In caso di proseguimento del conflitto in Medio Oriente, i rischi di altri rialzi dei tassi sono molto alti.
La stretta sui tassi sostiene il margine di interesse netto delle banche fin dal primo anno e compensa così la maggior parte degli effetti macroeconomici negativi. Il team di analisti bancari guidato da Flora Bocahut calcola che un aumento cumulativo dei tassi di 50 punti base fa crescere l'utile ante imposte (PBT) medio delle banche di circa il 3% nel primo anno, mentre un aumento del 10% delle perdite su prestiti (LLPs) riduce il PBT medio di circa l'1%, “il che implica che gli accantonamenti dovrebbero aumentare del 30-40% circa per compensare pienamente il beneficio di un aumento dei tassi di 50 pb”.
Uno scenario negativo di “tassi +50 pb, crescita dei prestiti -1%, commissioni -2%, costi +1% e accantonamenti +30% rispetto alle nostre stime per il 2026 ridurrebbe l'utile ante imposte medio delle banche di circa il 5%. Nel complesso, continuiamo a ritenere che il rischio sugli utili sia gestibile per le banche europee, ipotizzando che il conflitto si plachi entro il prossimo mese”.
ASIA
Indice MSCI Asia Pacific -0,8%.
Nikkei di Tokyo -0,8%. Poco mosso lo yen, ieri in apprezzamento su dollaro. Tasso del governativo giapponese a dieci anni al 2,37%, di nuovo in prossimità dei massimi degli ultimi 27 anni. La scorsa settimana gli investitori esteri hanno acquistato il volume più consistente di titoli di Stato giapponesi registrato nell'ultimo anno, dopo che ingenti rimborsi avevano ridotto le loro posizioni. I fondi globali hanno acquistato un importo netto di 2,42 trilioni di yen (15,3 miliardi di dollari) di titoli la scorsa settimana, il massimo dall'aprile 2025.
Cina. Indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,7%, Hang Seng di Hong Kong -0,3%.
Borsa della Corea del Sud. Indice Kospi di Seul -1,2%.
India. BSE Sensex di Mumbai -0,9%. Gli investitori stranieri hanno ridotto le loro posizioni corte sui futures sugli indici indiani di 32.035 contratti, il calo giornaliero più consistente dal 3 febbraio, sulla scia di un rialzo globale dei mercati azionari. I fondi esteri, tuttavia, sono rimasti venditori netti, avendo venduto mercoledì 28 miliardi di rupie di azioni in contanti su base provvisoria, secondo i dati della NSE.
TITOLI
Italgas ha sottoscritto con un pool di banche italiane e internazionali una nuova linea di credito revolving sustainability linked da 900 milioni di euro con una durata fino a 5 anni.
Enel. Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto bollette che contiene, tra le varie misure, la proroga al 2038 della dismissione delle centrali a carbone, originariamente prevista entro il 2025.
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