Tregua di due settimane, Hormuz riapre a pedaggio

A meno di due ore dallo scadere dell'ultimatum di Donald Trump, Stati Uniti e Iran hanno accettato un cessate il fuoco di quindici giorni, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
A dare il via libera è stata la stessa guida suprema, Mojtaba Khamenei, riporta il New York Times citando alcune fonti secondo le quali per convincere l'Iran è intervenuta anche la Cina.
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L’accordo sulla tregua di due settimane raggiunto nel corso della notte tra Iran e Stati Uniti sta riportando su le borse, l’indice MSCI Asia Pacific guadagna il 4,5% e si porta sui massimi delle ultime tre settimane. Il petrolio tipo WTI è in ribasso del 14%, la variazione giornaliera più forte degli ultimi sei anni. Si indebolisce il dollaro nei confronti di quasi tutte le valute mondiali di riferimento, si apprezzano le obbligazioni.
QUINDICI GIORNI PER IL NEGOZIATO
A meno di due ore dallo scadere dell'ultimatum di Donald Trump, Stati Uniti e Iran hanno accettato un cessate il fuoco di quindici giorni, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. La tregua, che include anche Israele, ha "effetto immediato" e vale anche "altrove": Israele però, ha precisato stanotte che il Libano del Sud è fuori da questa intesa. L'arco temporale concordato offrirà alla diplomazia una chance per trovare un accordo di pace: le trattative inizieranno a Islamabad venerdì prossimo e la Casa Bianca si prepara a inviare il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
Trump, dopo una giornata che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso con dichiarazioni pesantissime come quella in cui minacciava la "morte di una civiltà", ha affidato la svolta a un messaggio sul suo social Truth. "Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale", ha scritto precisando che lo stop ai bombardamenti è "a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz". Il presidente ha definito la proposta di 10 punti dell'Iran "una base concreta su cui intavolare le negoziazioni" per un accordo di pace "a lungo termine con Teheran, nonché la pace in Medio Oriente".
L'Iran ha confermato l'accettazione dell'ultima proposta avanzata dal Pakistan, che ha svolto un ruolo chiave di mediazione, per un cessate il fuoco poco dopo l'annuncio di Trump. A dare il via libera è stata la stessa guida suprema, Mojtaba Khamenei, riporta il New York Times citando alcune fonti secondo le quali per convincere l'Iran è intervenuta anche la Cina esortando la Repubblica Islamica a mostrarsi flessibile.
Il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz sarà possibile, per due settimane, ma "previo coordinamento con le Forze Armate iraniane e tenendo debitamente conto delle limitazioni tecniche", ha precisato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi mentre sui media di stato si esultava all'umiliante ritirata di Trump dalla retorica anti-iraniana".
Un passaggio quello sullo Stretto che prevederà un pedaggio, hanno annunciato i media americani citando l'accordo raggiunto. I contorni dell'accordo annunciato dal commander-in-chief non sono chiari né per quanto riguarda l'uranio arricchito né per lo Stretto di Hormuz. Nel suo piano in 10 punti l'Iran avrebbe confermato la richiesta della rimozione delle sanzioni, il controllo dello Stretto di Hormuz e l'accettazione da parte di Washington della possibilità di arricchire l'uranio. Richieste che fanno apparire le trattative fra Washington e Teheran tutte in salita.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future dell’indice Dax di Francoforte +5%.
MERCATO VALUTARIO
Euro in apprezzamento su dollaro a 1,167, sui massimi delle ultime quattro settimane. L’indice del dollaro è in calo dello 0,8%. Stiamo assistendo a reazioni istintive su tutte le valute, ma “fondamentalmente, non esiste un piano su come finirà la guerra”, ha affermato Carol Kong, stratega presso la Commonwealth Bank of Australia. “Continuiamo ad aspettarci che gli Stati Uniti dovranno alla fine intensificare l’intervento per porre fine alla guerra. Quindi, sebbene il dollaro statunitense possa indebolirsi ulteriormente nell’immediato termine, farà fatica a mantenere tali perdite in modo duraturo.
BOND
Il tasso di rendimento dei titoli a due anni scende di sette punti base al 3,72%, mentre quello dei titoli a dieci anni è in calo di cinque punti base al 4,24%. Gli swap indicizzati al tasso overnight segnalano una probabilità di circa il 60% che la Fed possa abbassare il tasso di riferimento entro la fine dell'anno, rispetto alla probabilità pressoché nulla registrata all'inizio di questa settimana. In febbraio, i derivati davano più di due tagli. “C'è spazio per un ulteriore irripidimento della curva” nel breve termine, ha affermato Ken Crompton, responsabile della strategia sui tassi presso la National Australia, riferendosi a un calo maggiore dei rendimenti dei titoli a breve termine, rispetto a quelli delle obbligazioni a più lunga scadenza. "Il mercato potrebbe riadattarsi verso una probabilità leggermente maggiore di tagli da parte del FOMC rispetto a quella attualmente scontata."
CRYPTO ASSET
Il bitcoin è in rialzo del 3% a 71.500 dollari. Intanto Strategy ha ripreso con vigore la sua strategia di acquisto aggressivo di Bitcoin, confermandosi un osservatorio privilegiato del comportamento della domanda istituzionale su Bitcoin. Alexandre Schmidt, Equity Index Manager di CoinShares segnala che di recente, la società ha annunciato tre programmi di sviluppo. Un nuovo piano da 21 miliardi di dollari in azioni ordinarie, uno da 21 miliardi in azioni privilegiate STRC (titoli con priorità sui dividendi) e una riduzione del programma STRK (strumenti ibridi/convertibili), ora limitato a 2,1 miliardi. “Queste iniziative rientrano nell’obiettivo dell’azienda di arrivare a detenere 1 milione di Bitcoin entro la fine dell’anno e, considerando un prezzo di $68.000 per BTC, i capitali raccolti risultano più che sufficienti per centrare questo traguardo. Come prevedibile, tali mosse sollevano interrogativi sulla sostenibilità della strategia e sull’eventuale rischio sistemico che Strategy potrebbe rappresentare per Bitcoin.
Secondo gli ultimi dati disponibili, la società dispone di $2,3 miliardi in liquidità, a fronte di 8,2 miliardi di debito e 6,9 miliardi in azioni privilegiate. La cassa attuale consentirebbe di coprire poco più di due anni di interessi e dividendi, mentre il primo vero banco di prova arriverà nel 2028, con la scadenza di $1 miliardo di debito.
Il 15 marzo Strategy è riuscita a raccogliere $1,2 miliardi tramite l’emissione di STRC; il servizio del debito appare per ora sostenibile con $51,5 miliardi in Bitcoin a bilancio. Il nodo centrale resta però la fiducia degli investitori: con una valutazione media di acquisto di 75.700 dollari, superiore alle quotazioni attuali del Bitcoin, iniziano a emergere dubbi sulla reale solidità del piano.
Fondamentale è poi il fatto che il modello di Strategy si basi su un titolo scambiato a premio rispetto al valore dei Bitcoin detenuti; tuttavia, quel premio — che a metà 2025 superava il 100% — si è ormai quasi del tutto dissolto”.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: VALUTAZIONI RAGIONEVOLI
L’AI è probabilmente il cambiamento più potente in termini di produttività a cui abbiamo assistito dai tempi dell'elettricità, afferma Dom Rizzo, Portfolio Manager, Global Technology Equity Strategy, T. Rowe Price, “Questi momenti sono spesso accompagnati da speculazioni, ma la situazione attuale sembra molto più l'inizio di un ciclo pluriennale che la fine di una bolla”
Le cifre dell’ultima puntata della rivoluzione informatica sono impressionanti. “Il solo mercato dei chip per l'IA si sta avvicinando a un valore di circa 1.000 miliardi di dollari, il doppio di quanto fosse l'intero settore dei semiconduttori prima dell'IA. Nvidia è al centro di tutto questo, ma non si tratta di un mercato a somma zero: c'è spazio anche per AMD, Broadcom e altri, dato che la domanda continua ad ampliarsi”. In questo momento, i vincoli sono sull'offerta, mentre la domanda è ancora ben al di sopra della capacità. Rizzo prosegue affermando che il mercato potrebbe sottovalutare è la prossima fase dell'IA. “Man mano che i sistemi diventano più autonomi e iniziano a eseguire compiti, non solo a generare contenuti, si ottiene un ciclo hardware più ampio. Le CPU, in particolare, tornano al centro dell'attenzione insieme alle GPU”. Le valutazioni, in quel contesto, “sembrano ancora relativamente ragionevoli”, conclude il gestore.
TITOLI
Leonardo. Il governo potrebbe sostituire l'AD Roberto Cingolani in quello che sarebbe un cambiamento significativo nel giro di nomine delle società controllate dallo Stato, hanno riferito a Reuters due fonti vicine alla questione.
Enel. L'ente regolatore dell'energia elettrica del Brasile, Aneel, ha deciso di avviare un procedimento di decadenza che potrebbe portare alla revoca di una concessione detenuta da una controllata locale di Enel a San Paolo. Monte dei Paschi. Il CdA ha revocato il rapporto di lavoro di Luigi Lovaglio nella sua qualità di Direttore Generale della banca.
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