Trimestrale Moncler, ricavi in crescita ma accoglienza fredda da mercato e analisti

La casa di moda ha aumentato i ricavi nei primi tre mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente grazie ad una crescita delle vendite registrata in tutte le aree geografiche.
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La trimestrale di Moncler
Numeri positivi dalla trimestrale di Moncler. Nei primi tre mesi dell’anno, il gruppo ha visto aumentare i ricavi consolidati del 12% a cambi fissi (+6% a cambi correnti) rispetto allo stesso periodo del 2025, portandoli a 880,6 milioni di euro, superando le attese del consensus, fermi a 841 milioni.
A livello di marchi, Moncler ha realizzato ricavi pari a 766,5 milioni (+12% a cambi fissi e +6% a cambi correnti) e quelli di Stone Island pari a 114,1 milioni (+11% a cambi fissi +6% a cambi correnti).
A livello geografico, i ricavi in Asia (che include APAC, Giappone e Corea) sono stati pari a 433 milioni, in crescita del 22% a cambi costanti, con i risultati di tutti i Paesi dell’area cresciuti nel trimestre con un miglioramento sequenziale, sostenuti da un contributo positivo da parte sia dei clienti locali sia dei turisti, con Cina e Corea che si sono attestate su livelli di performance più elevati.
La regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) ha registrato ricavi pari a 238,5 milioni, in calo dell'1% a cambi costanti. La performance del canale DTC ha continuato ad essere penalizzata da flussi turistici relativamente contenuti nella regione e da un canale online debole.
Crescono i ricavi anche nelle Americhe, saliti del 7% a cambi costanti nei primi tre mesi del 2026, attestandosi a 95 milioni, supportati da una continua solida crescita dei consumi locali, oltre che da una buona performance registrata nel canale wholesale.
Performance “solida” secondo il management
"Ciò che emerge con chiarezza nel primo trimestre di quest'anno è qualcosa di più di una performance solida: è la forza delle relazioni che i nostri brand continuano a costruire con le proprie community, in tutto il mondo”, dichiara Remo Ruffini, presidente esecutivo di Moncler.
“In un contesto globale caratterizzato da conflitti e instabilità, sia Moncler sia Stone Island hanno dimostrato una forte energia e rilevanza culturale. Questi risultati non arrivano per caso. Riflettono un approccio preciso che valorizza ciò che rende unici i nostri marchi, e allo stesso tempo permette loro di evolvere costantemente, sia nel prodotto sia nelle esperienze”, proseguiva il manager.
“Mentre inizia una nuova fase del nostro percorso, con Leo Rongone ora nel Gruppo, il nostro focus è molto chiaro: restare fedeli a ciò che siamo, guardando sempre avanti, e mantenendo l'integrità dei nostri marchi al centro di ogni decisione. In un contesto esterno sempre più complesso, ci impegniamo a rimanere agili e reattivi, guidati da una visione strategica ben definita", concludeva Ruffini.
Freddezza dagli analisti
I numeri sono stati accolti con freddezza sia dal mercato che dagli analisti. A Piazza Affari, infatti, le azioni Moncler arrivavano a cedere il 2% in apertura di seduta, per poi tornare in parità dopo circa un’ora di scambi, a 57,54 euro.
Da Jefferies confermano la raccomandazione hold, pur alzando il target price da 54 a 60 euro, prevedendo che le vendite dirette al consumo del secondo trimestre dovrebbero salire dell'8% e non del 6,9% indicato in precedenza e quelle complessive del 5% circa. Il fatturato a fine anno a questo punto è visto superiore a 3,2 miliardi, stima ritoccata al rialzo del 2%.
Deutsche Bank, che ha confermato la raccomandazione di hold sul titolo, pur rivedendo al rialzo il target di prezzo a 58 euro, dai precedenti 55 euro, ha alzato le stime di utile per azione 2026 del 2-3%.
“Moncler ha superato brillantemente i concorrenti nel primo trimestre con un aumento del 14% delle vendite al dettaglio del marchio Moncler, superiore al consenso dell'8%”, hanno evidenziato gli esperti, che inoltre hanno ricordato le vendite al dettaglio in volata del 17% del marchio Stone Island.
Bernstein, invece, ha lasciato le previsioni di fatturato per il 2026 sostanzialmente invariate a circa 3,3 miliardi, mentre ha aumentato le previsioni di ebit margin di 10 punti base al 29,4%. Anche l'utile per azione è stato ritoccato dell'1% a 2,44 euro, livello superiore al consensus del 4% circa. Ad ogni modo la raccomandazione di Bernstein sulle azioni Moncler è rimasta di market-perform, con target di prezzo a 57,5 euro.
Il dividendo di Moncler
Ieri l’assemblea degli azionisti di Moncler ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025, deliberando la distribuzione di un dividendo unitario lordo pari a 1,40 euro per azione, per complessivi 380.237.620 euro, fermo restando l'effettivo numero di azioni legittimate al pagamento da determinarsi in data 19 maggio 2026. La data di stacco della cedola sarà il 18 maggio 2026, con pagamento il 20 maggio 2026.
Tra le altre decisioni, è stata approvata la politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, ha nominato il Collegio Sindacale per il triennio 2026-2028 e ha confermato Bartolomeo Rongone alla carica di amministratore fino alla scadenza degli altri amministratori in carica, ovvero all’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio che terminerà il 31 dicembre 2027.
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