Trimestrali delle banche USA diffondono paura a Wall Street nel venerdì 13


Deludono i risultati degli istituti finanziari americani, intimoriti dalla paura per la recessione prevista in arrivo, mentre il mercato non allontana i suoi pensieri dalle previsioni sulle prossime mosse della Federal Reserve.


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Wall Street peggiora

Future sui principali indici di New York in calo in questo ‘venerdì 13’, giorno considerato funesto negli USA, appesantiti dai risultati trimestrali delle principali banche americane diffuse oggi, sancendo così l’entra nel vivo della stagione degli utili.

Dopo una mattinata passata in parità, il contratto sul Nasdaq scivola a -1%, mentre quello sul Dow Jones e sullo S&P500 cedono lo 0,80%, quando manca un’ora dall’avvio delle contrattazioni ufficiali.

Il dollaro guadagna terreno nei confronti dell’euro (EUR/USD a -0,30%) mentre il decennale e il biennale salgono rispettivamente al 3,747% (+0,80%) e al 4,1523 (+0,30%).

Le trimestrali delle banche

Protagoniste di oggi prima del suono della campanella di Wall Street erano JP Morgan, Wells Fargo e Bank of America, tutte negative nel pre-market USA dopo la diffusione delle trimestrali.

JP Morgan ha comunicato l’accantonamento di 1,4 miliardi di dollari in vista di una lieve recessione, anche se ha riportato un utile migliore delle attese grazie alla performance della sua attività di trading.

L’utile nell'ultimo trimestre del 2022 è stato di 11 miliardi di dollari, o 3,57 dollari per azione, rispetto ai 10,4 miliardi, o 3,33 dollari per azione, dell’anno precedente.

Wells Fargo ha registrato un crollo del 50% degli utili trimestrali, anche in questo caso dovuto all’accumulo di fondi deciso per far fronte ai prestiti in sofferenza sullo sfondo di un’economia più debole.

La terza attesa oggi, Bank of America, ha riportato un utile del quarto trimestre migliore del previsto, grazie all’aumento dei tassi che le ha permesso di addebitare maggiori interessi sui prestiti ai clienti.

La banca ha guadagnato 85 centesimi per azione nel trimestre, rispetto alle previsioni di 77 centesimi attesi dagli analisti secondo Refinitiv Ibes.

I risultati delle grandi banche USA erano attesi in quanto considerati un importante test per lo stato di salute delle società americane, in un contesto di rilevanti aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve finalizzati al contenimento dell’inflazione.

Oro e Fed

Prosegue la corsa dell’oro, oggi arrivato sopra la soglia di 1.900 dollari l’oncia a seguito dei dati sui prezzi al consumo negli USA diffusi ieri, i quali avevano alimentato le previsioni di un rallentamento dei rialzi dei tassi Fed.

“Se la Fed non riuscisse a contrastare le aspettative del mercato secondo cui il picco dei tassi statunitensi è vicino e che un eventuale taglio dei tassi rimane sul tavolo, i tori dell'oro potrebbero essere tentati di puntare a 2k dollari”, prevede Han Tan, capo analista di mercato di Exinity.

Segnali di rallentamento dei rialzi dei tassi sono arrivati dalle dichiarazioni di alcuni banchieri americani come Patrick Harker, presidente della Fed di Philadelphia, secondo il quale “il tempo dei rialzi da 75 punti è passato, restano ancora pochi aumenti di modesta portata”, mentre il punto di arrivo potrebbe essere interno al 5%, solo mezzo punto percentuale dal livello attuale, viste anche le previsioni per l’inflazione core, attesa dal banchiere al 3,5% nel corso del 2023.

Notizie societarie e pre-market USA

Tesla (-6%): ha ridotto i prezzi delle sue vetture negli Stati Uniti e nell’are EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) dopo i tagli delle scorse settimane in Cina

BlackRock (-0,50%): ha comunicato un totale di masse gestite a fine dicembre in calo del 14% su base annuale (8.590 miliardi di dollari), ma migliori delle attese.

Virgin Galactic Holdings (+18%): ha annunciato che il suo servizio di volo spaziale commerciale è in dirittura d’arrivo per il lancio nel secondo trimestre del 2023.

Warner Bros Discovery (-0,5%): secondo il Financial Times sta esplorando le possibilità di vendita per la sua libreria musicale, che potrebbe essere valutata più di 1 miliardo di dollari.

Delta Air Lines (-5%): ha previsto un utile del primo trimestre inferiore alle stime degli analisti a causa dell’aumento del costo del lavoro, in quanto i vettori statunitensi si stanno impegnando al massimo per migliorare i livelli di personale in presenza di una forte domanda di viaggi.

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