Trimestrali europee: la riscossa dell’utile. L’analisi di Bloomberg

12/11/2025 13:15
Trimestrali europee: la riscossa dell’utile. L’analisi di Bloomberg

I conti del terzo trimestre hanno sorpreso con profitti in crescita del 5,7% per l’MSCI Europe e quasi metà delle società che hanno battuto le stime. Banche e petroliferi guidano il rialzo, l’intelligenza artificiale spinge la produttività e lo Stoxx 600 tocca nuovi massimi. Il 2026 si profila con un’Europa più fiduciosa e meno a sconto su Wall Street

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Bloomberg racconta una stagione sopra le attese

Doveva essere una stagione di transizione, e invece si è trasformata in un segnale di forza. Come scrive Bloomberg in una lunga analisi, la stagione delle trimestrali europee si chiude con risultati nettamente superiori alle attese, un bilancio che ha spiazzato analisti e operatori e ridato vigore ai mercati azionari del Vecchio Continente.

Secondo i dati raccolti da Bloomberg Intelligence, la crescita degli utili per azione (EPS) dell’indice MSCI Europe si attesta al +5,7% nel terzo trimestre 2025, a fronte di stime che non prevedevano alcun aumento. Quasi la metà delle società ha superato le attese del consensus, e per la prima volta da tempo le revisioni al rialzo hanno superato quelle al ribasso. In parallelo, gli indici europei hanno continuato a correre: lo Stoxx Europe 600 segna da inizio anno un progresso del 14%, sostenuto soprattutto dalle banche e dal comparto energetico.

Prevista nel 2026 un’accelerazione dei profitti

Per gli strateghi di Goldman Sachs guidati da Guillaume Jaisson, citati da Bloomberg, “la stagione continua a sorprendere: le guidance sono state in larga parte confermate e le stime per il 2025 e il 2026 si stanno stabilizzando, se non migliorando”. In altre parole, la prudenza degli analisti si è rivelata eccessiva. Il contesto di tassi d’interesse più bassi, la riduzione dei costi, gli aumenti di prezzo e la graduale ripresa dell’economia reale hanno spinto molte aziende europee a battere le previsioni.

Il risultato è un clima di fiducia che non si vedeva da anni. I governi continentali stanno ampliando le misure di stimolo fiscale, e il consenso sul 2026 prevede una crescita degli utili dell’11%, seguita da un ulteriore +12% nel 2027. Numeri che, come sottolinea Bloomberg, si avvicinano a quelli attesi per le società dello S&P 500 statunitense, ma con valutazioni di partenza ben più attraenti: oggi il mercato europeo tratta con un price/earnings forward di circa 15 volte, ai massimi degli ultimi quattro anni ma ancora a sconto del 35% rispetto a Wall Street.

Banche e petroliferi tirano la volata

A trainare la riscossa sono stati soprattutto i gruppi bancari e le major energetiche. Nel comparto finanziario, la combinazione di margini d’interesse robusti e minori accantonamenti per perdite sui crediti ha spinto i risultati oltre ogni previsione. Gli istituti britannici – Barclays, NatWest, HSBC e Standard Chartered – hanno guidato il gruppo, con un numero di “beat” dieci volte superiore ai “miss”, secondo l’analista di Bloomberg Intelligence Philip Richards. Le banche europee, conclude Bloomberg, sembrano avviate a prolungare il loro ciclo di revisione positiva degli utili fino al 2026.

Nel settore energetico, la debolezza del prezzo del petrolio è stata compensata dal miglioramento dei margini di raffinazione. Shell, BP ed Eni figurano tra i principali contributori alla sorpresa positiva sugli utili per azione.

Persino l’automotive, tra i comparti più in difficoltà dell’anno, ha dato segni di vita: tagli ai costi e piani di rilancio hanno consentito al settore di sorprendere positivamente per la prima volta in cinque trimestri.

IL CONFRONTO FRA ATTESE E RISULTATI, SETTORE PER SETTORE

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L’effetto AI entra nei conti

Un altro elemento di rilievo emerso dalla rassegna Bloomberg è la crescita esponenziale dei riferimenti all’intelligenza artificiale nelle conference call societarie. Le menzioni legate all’AI hanno raggiunto il massimo storico, segno che la tecnologia sta diventando un fattore reale di produttività e redditività. Non solo le big tech: anche banche e società energetiche stanno integrando soluzioni di automazione e analisi dei dati per migliorare l’efficienza. Il CEO di Banco Santander, Héctor Grisi, ha dichiarato che “l’intelligenza artificiale sta accelerando la semplificazione e l’automazione dei processi, riducendo il lavoro manuale”. Anche ING ha stimato che circa 950 posizioni in Olanda saranno eliminate entro il 2026 grazie alla digitalizzazione del credito.

Verso un 2026 di prudente ottimismo

Il sentiment dei manager europei, osserva ancora Bloomberg, è tornato su livelli vicini ai massimi post-pandemia, segnale che le imprese stanno archiviando le incertezze macro e guardano con rinnovato ottimismo ai prossimi trimestri. Maximilian Uleer, responsabile strategia equity di Deutsche Bank, si attende addirittura “nuove sorprese positive” nel quarto trimestre, grazie a stime ancora prudenti che lasciano spazio a ulteriori revisioni al rialzo. Dopo anni di sottoperformance rispetto a Wall Street, l’Europa sembra aver ritrovato il proprio passo.

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