Trump abbatte il dollaro: euro ai massimi di quattro anni

Trump abbatte il dollaro: euro ai massimi di quattro anni

Le parole del presidente degli Stati Uniti attirano forti vendite sul biglietto verde ma restano i rischi per il debito statunitense nonostante i vantaggi sulle esportazioni.

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Dollaro statunitense ancora in difficoltà

Il dollaro “sta andando alla grande”. Sono bastate queste parole di Donald Trump per mandare in picchiata il biglietto verde, sceso ai minimi da quattro anni.

L’indice del dollaro, che misura la forza della valuta a stelle e strisce rispetto alle altre sei principali divise, arrivava a toccare i minimi dal 2022 a 95.566, mentre la coppia EUR/USD superava quota 1,20 per la prima volta da quattro anni e il franco svizzero saliva ai massimi da dieci anni. La caduta del dollaro spinge l'oro a un nuovo massimo storico a 5.290 dollari l'oncia e il dollaro australiano oltre i 70 centesimi.

Il biglietto verde si è poi lievemente risollevato dai minimi, ma l'esposizione al dollaro in era Trump resta percepita come rischiosa.

Il calo di queste ore arriva dopo un deprezzamento pari al 9% subìto nel corso del 2025 per il dollaro, indebolito dalle crisi geopolitiche, le mosse di Trump, il desiderio di Washington di un cambio più basso e le preoccupazioni per l’indipendenza della Federal Reserve, vista allentare nuovamente la sua politica monetaria nel corso del 2026 anche a causa delle pressioni governative. Con l'anno nuovo si è passati alla crisi diplomatica sulla Groenlandia e ai segnali che gli USA sono disposti ad agire con la vendita di dollari per aiutare il Giappone a rilanciare lo yen.

Le parole di Trump

Trump aveva dichiarato ieri di essere soddisfatto del recente calo del dollaro. "No, penso che sia fantastico", ha detto Trump ai giornalisti in Iowa, quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato per il calo della valuta, per poi aggiungere: “Guardate gli affari che stiamo facendo. Il dollaro sta andando alla grande".

Il tycoon ha poi suggerito di poter manipolare la forza del dollaro, affermando: "Potrei farlo salire o scendere come uno yo-yo". Successivamente ha però definito questa eventualità come “sfavorevole”, paragonandola all'assunzione di lavoratori non necessari per aumentare i dati sull'occupazione e ha criticato le economie asiatiche che, a suo dire, hanno cercato di svalutare le proprie valute.

Il presidente ha a lungo accusato altri paesi di cercare tassi di cambio più bassi per stimolare le esportazioni, e il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha evidenziato la differenza tra il prezzo del dollaro e il suo valore come valuta di riserva, parole interpretate come un via libera agli operatori economici per vendere il biglietto verde.

Vantaggi e svantaggi di un biglietto verde debole

"Molti membri del governo Trump vogliono un dollaro più debole per rendere le esportazioni più competitive", spiega Win Thin, capo economista della Bank of Nassau, aggiungendo che questi stanno "correndo un rischio calcolato. Una valuta più debole può essere una buona idea finché la situazione non diventa caotica".

"È vero, un dollaro più debole stimola le esportazioni”, ragiona Robert Kaplan, vicepresidente di Goldman Sachs, avvisando però che “tuttavia, gli Stati Uniti hanno un debito di 39.000 miliardi di dollari che si avvicina a oltre 40.000 miliardi di dollari, e quando si ha un debito così elevato, penso che la stabilità della valuta probabilmente prevalga sulle esportazioni".

"In realtà, penso che gli Stati Uniti vorranno vedere un dollaro stabile, vogliono vedere stabilità ed essere in grado di vendere la parte lunga della curva dei titoli del Tesoro: un dollaro stabile aiuta", ha aggiunto.

Come osserva Prashant Newnaha, analista di TD Securities, “immaginate di detenere Treasury al 4% ma di perdere il 10% sul dollaro come investitore estero”.

“L'andamento odierno del dollaro potrebbe sembrare eccessivo, considerando che i differenziali di tasso rimangono a suo favore rispetto a molti altri. Tuttavia, le dichiarazioni del presidente Trump sottolineano i rischi persistenti che continueranno a colpire la valuta e incoraggiano gli investitori a cercare riparo altrove", scrive Tatiana Darie, Macro Strategist di Bloomberg.

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